società

L'ambiguità del partito di maggioranza

 

Resta un rebus il futuro dell'ospedale, nonostante le promesse della presidente della Regione Proietti: chiesto un incontro immediato

 

Un’associazione apolitica, come la nostra, per sua natura non appoggia né avversa alcun Partito, essendo finalizzata esclusivamente al futuro dell’Ospedale “S. Matteo”. Ma proprio per questo guarda alla realtà ed esamina oggettivamente la politica per le ricadute che essa ha sul destino dell’Ospedale DEA che, ricordiamolo, è il primissimo problema dell’area Spoleto-Valnerina, sia come diritto alla nascita e cura, sia come elemento socio-economico,  che, al momento, sta generando una enorme sofferenza. Molti, attualmente, stanno facendo di tutto per far fallire la nostra sacrosanta battaglia per il nostro Presidio e, forse, è giunto il momento di dire in maniera chiara come, a nostro parere, stanno le cose.

La Presidente Proietti ha preso, nero su bianco, un preciso impegno, ma, conviene evidenziarlo, sembra drammaticamente sola e, se riuscirà a mantenere la parola data, sarà merito solo della sua coerenza e onestà intellettuale. Non le risulta favorevole innanzi tutto il maggiore alleato, quel Partito Democratico, che non solo, negli anni, ha consentito la spoliazione del SanMatteo, ma che, al dunque, ovvero quando la Giunta Tesei ha deciso di sferrare il colpo finale, non si è opposto più di tanto. Sotto certi aspetti, ha addirittura assecondato l’operazione.

Ricordiamo tutti il comportamento del rappresentante del Sindaco Sisti all’interno della Commissione tecnica istituita dal Direttore Generale DeFino per organizzare l’integrazione fra l’Ospedale di Foligno e quello di Spoleto cioè il declassamento di quest’ultimo. Andare a rileggerne gli atti è illuminante e sconsolante. Perché è molto difficile, oggi, per il PD, chiedere il ripristino dell’Ostetricia a Spoleto dal momento che furono  proprio il Sindaco ed il suo autorevole delegato a firmare lo smantellamento del Reparto di Pediatria (notoriamente indispensabile per un Punto Nascita), “barattandolo” con un semplice Servizio ambulatoriale (OBI).

Per un minimo di credibilità si dovrebbero, quantomeno, ammettere, oggi e pubblicamente, i propri errori, dal momento che tutto è partito da lì. Non ci pare che questo sia avvenuto. Anzi: il Partito si è messo tardivamente ( e furbescamente) a cavalcare l’onda di protesta dell’opinione pubblica e ha votato (fine 2023) una mozione del Comune di Spoleto che chiedeva la riattivazione a Spoleto del Punto Nascita e di tutti i Reparti dell’Emergenza-Accettazione, mozione poi bocciata nell’Aula Regionale dalla maggioranza Tesei. Come ha fatto notare qualcuno, potrebbe essere ripresentata, nell’identico testo, da chi è diventato maggioranza in Regione: la voterebbe la Giunta attuale, dove proprio il PD detiene più rappresentanti, dei quali uno è per giunta spoletino? Sarebbe il caso di verificarlo. E, a proposito del suddetto consigliere spoletino: non creda che la gente di Spoleto e Valnerina si contenti dei giochetti verbali, come botta e risposta su interpellanze di chi ci ha danneggiato in precedenza, ma vuole azioni concrete.

I Comitati Civici pretendono giustamente un incontro con la Presidente della Regione, con un tavolo permanente di discussione nel quale sviscerare i nodi della grave situazione spoletina e concordare le soluzioni. Il percorso, che è urgentissimo, è però politicamente problematico,  fintantoché il partito di maggioranza manterrà la sua posizione ambigua.



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I commenti dei nostri lettori

Voce di frontiera

11 mesi fa

Mai demordere! Occorre mettere in piedi una grande manifestazione popolare.

Carlino

11 mesi fa

Dovrebbero dire chiaramente se ritengono che ripristinare i servizi perduti e riattivare il punto nascita si può (e si vuole) fare oppure no. E nel secondo caso, dire perché no. Ma si sa che la politica è restia a scontentare gli elettori, preferisce mantenere una linea ambigua che parlare chiaro, e preferisce trascinare indefinitamente le questioni anziché risolverle in un senso o nell'altro. Il famoso "lacrime e sangue" appartiene ad altre epoche e ad altri personaggi. Ma la strategia di non voler scontentare nessuno alla lunga è controproducente, e anche questo è ampiamente confermato dall'esperienza storica

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