Tanti auguri a...

Dieci anni di Giuseppe Sinisi alla guida dell'Apollinare

 

Lo chef di origini pugliesi ha trasformato in armonia il tipico ristorante spoletino, contaminandolo con i sapori della sua terra natale

 

Apollinare e Giuseppe Sinisi: sono già dieci anni! E’ una candelina davvero importante quella in arrivo quest’anno, per la gestione dello storico ristorante da parte dell’eclettico chef di origine pugliese, ma spoletino d’adozione. Dal 2015 a oggi, lo chef – che professionalmente è nato tra le mura dell’Apollinare anni prima di rilevarlo – ha intrapreso un percorso virtuoso di progressiva contaminazione fra la cucina tradizionale umbra e i sapori della sua terra d’origine, nel segno della creatività e della qualità assoluta. Il risultato si è tradotto in una progressiva “despoletinizzazione” dell’Apollinare, che a distanza di dieci anni propone piatti stellati di livello gourmet internazionale, traendo certamente spunto anche dalla tradizione umbra, ma sempre lungo il percorso di continua trasformazione.

“Queste mura, tra le quali mi sono formato grazie alla famiglia Scotacci, ogni giorno mi rappresentano sempre di più”, dichiara chef Sinisi a Spoletonline. “E’ importante, per me, non perdere mai di vista le origini, la storia di un luogo e in particolare di questo locale: dopodiché è altrettanto importante voler esprimere se stessi nel proprio lavoro e, nel mio caso, nel concetto di cucina che voglio trasmettere a chi ci viene a trovare. Ecco perché non stiamo mai fermi, cercando di curare il minimo dettaglio affinché sedersi all’Apollinare si riveli un’esperienza unica. Chi gusta un nostro piatto deve potersene innamorare e comprendere la creatività, la ricerca e le ore di studio che ci sono dietro”.

Una passione, quella di Giuseppe Sinisi, che rende il menu dell’Apollinare una piccola opera d’arte, con realizzazioni esclusive e impiattamenti a dir poco artistici. Un’eccellenza di Spoleto, questo ristorante, che attira però non soltanto la clientela di un certo livello sociale ma anche chi, appassionato di alta cucina, ha piacere nel provare magari anche un solo piatto abbinato a un calice di pregio, portandosi a casa una parte dell’immenso processo creativo che sottostà al lavoro dello chef.

“Confermo – aggiunge –, ci sono gruppi di amici che vengono a trovarci per trascorrere una serata differente, magari senza provare molte uscite ma concentrandosi su alcuni piatti particolari. Per noi è comunque un grande piacere, in quanto rende ‘democratico’ anche questo particolare concetto di ristorazione e dona ulteriore colore al nostro lavoro. E’ vero che non si possono accontentare tutte le fasce di clientela, ma nella genuina curiosità con cui alcuni si avvicinano all’Apollinare ci vedo riflessa la mia, di curiosità: quella che alimenta la mia ricerca continua di nuovi sapori e abbinamenti”.

Progetti per il 2025? “Ancora è presto per parlarne – conclude con un sorriso Sinisi – ma non posso negare che qualcosa stia bollendo in pentola…”. E se lo dice lo chef, c’è da crederci!



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