politica
Sanità, lettera aperta alla maggioranza
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Sanità, lettera aperta alla maggioranza
Da Cintioli e Piccioni la proposta di avviare una vera e propria battaglia a difesa di Spoleto e del suo ospedale. 'Se non ve la sentite, andate a casa'
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei consiglieri comunali di “Insieme per Spoleto” Giancarlo Cintioli e Paolo Piccioni riguardante la sanità pubblica nel territorio cittadino.
“È una vergogna. La destrutturazione della sanità pubblica nella nostra regione è un fatto non più tollerabile. Crediamo che non ci sia nulla di più disumano dei disagi che la situazione attuale della sanità pubblica arreca alle persone più deboli. Leggiamo dai social i disagi che una famiglia spoletina deve sopportare per avere a disposizioni farmaci indispensabili per alleviare la sofferenza di un loro familiare. Disagi piuttosto gravi e purtroppo crescenti per una bella fetta della popolazione. Per l’ennesima volta chiediamo con umiltà ma con determinazione a quelli che erano soddisfatti all’80%, a quelli che si erano impegnati a vigilare,a quelli che pensano di fare la prossima campagna elettorale per le elezioni regionali speculando sulla salute della gente,a gettare la maschera e fare una vera, seria e convincente battaglia politica e sociale affinché il nostro territorio abbia di nuovo tutti i servizi efficienti nel nostro ospedale come prima della sua chiusura e tutti i servizi territoriali per garantire quello che è un diritto inalienabile: il diritto universale della salute.
Non servono, non risolvono e non sono sufficienti inutili e amichevoli letterine alla presidente Tesei. Il nostro appello è rivolto a tutti quelli che oggi hanno assunto a vario titolo responsabilità di governo della città, dal Sindaco alla Giunta Comunale ai consiglieri comunali, agli amministratori delle società partecipate del Comune di Spoleto. Lo facciamo come consiglieri comunali eletti e speriamo che il nostro appello venga accolto. Facciamo insieme una battaglia in difesa della nostra città e dei diritti dei nostri concittadini. Se non ve la sentite, se l’interesse per le giuste esigenze dei cittadini non meritano il vostro impegno traetene le opportune conseguenze e andate a casa”
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I commenti dei nostri lettori
Ben detto.
3 anni fa
A casa, con la regia di un bravo coniuge, si esprimerebbero meglio!
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