cultura e spettacolo

Il Festival chiude tra gli applausi

 
 
 
 
 

Standing ovation per Pappano e l'Accademia di Santa Cecilia. La kermesse nel 2024 si svolgerà dal 28 giugno al 14 luglio: inaugurazione con l'opera 'Orfeo'. Comune al lavoro per trovare nuove location: piazza Garibaldi verso la completa pedonalizzazione

 

Si è chiusa tra gli applausi di una piazza Duomo gremita di pubblico la 66esima edizione del Festival dei Due Mondi, che per 17 giorni ha animato il centro storico proponendo spettacoli di qualità molto apprezzati dal pubblico e fornito un’importante boccata d’ossigeno alle strutture ricettive del territorio. Protagonisti del concerto finale della kermesse sono stati il mezzosoprano Sasha Cooke, l’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia ed il maestro Antonio Pappano che, nell’occasione, hanno eseguito due capolavori di Gustav Mahler: Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di un giovane in viaggio) e Sinfonia n. 1 in re maggiore Titano. Standing ovation ed ennesima serata di ricordare, svoltasi alla presenza del ministro alla cultura Gennario Sangiuliano, che consente alla manifestazione di andare in archivio nel migliore dei modi alla luce anche dei numerosi risultati positivi raggiunti.

I dati della kermesse - Come spiegato dal sindaco Andrea Sisti, dalla direttrice artistica Monique Veaute e dalla direttrice amministrativa Paola Macchi in conferenza stampa, i biglietti emessi sono stati oltre 26.000 per un totale di 675.000 euro di incasso. Dei 58 titoli in cartellone per 203 rappresentazioni, più di due terzi hanno segnato il tutto esaurito. Grande successo, inoltre, per gli spettacoli infrasettimanali: è il caso di Max Cooper (accolto da 1000 persone al teatro romano) e di “Tucidide. Atene contro Melo” di Alessandro Baricco, che ha fatto registrare 2500 presenze in piazza Duomo. Sold out  pure le 110 sessioni di “Le Bal de Paris”, riproposto dopo il trionfo ottenuto nel 2022. La percentuale media di occupazione delle tante location coinvolte è stata superiore al 90%. Più di 700, poi, gli artisti di 32 compagnie (15 straniere e 17 italiane) saliti sul palco.

Le presenze sui percorsi meccanizzati - I pedoni che hanno utilizzato il servizio di mobilità alternativa dal 23 giugno al 9 luglio ammontano a 140.500. “Segno - hanno affermato - di una vivace partecipazione alla vita della città che non ha solo animato i teatri durante il Festival ma anche le vie, le piazze, le attività commerciali e le strutture ricettive di Spoleto con 75.000 presenze”.

Le anticipazioni per il 2024 - Il Festival il prossimo anno si svolgerà dal 28 giugno al 14 luglio e non verrà più aperto da un concerto, bensì dall’opera lirica "Orfeo" di Christoph Willibald Gluck diretta da Giorgio Michieletto prevista al teatro Nuovo Gian Carlo Menotti.

Le nuove location - Nei giorni scorsi Veaute aveva più volte sottolineato la necessità di avere a disposizione un numero maggiore di location. Sisti, in conferenza, ha quindi fatto il punto: “Abbiamo avviato la gara relativa alla messa in sicurezza del teatro del complesso monumentale di San Nicolò, che contiamo di riaprire nel 2025. Entro la fine dell’anno, invece, contiamo di far partire la sistemazione di piazza Puglisi”. In cantiere pure la riqualificazione del palazzetto dello sport, il completamento dell’area del monastero della stella e la pedonalizzazione di piazza Garibaldi che andrà ad ospitare spettacoli all’aperto. “Palazzetti da 5.000 persone - ha spiegato il sindaco - non sono sostenibili per una città come la nostra”.

Interventi in centro - Sisti, in seguito, ha annunciato di voler rimuovere i pannelli di street art attualmente presenti davanti ai negozi chiusi. “Sono brutti e lavoreremo per mettere in campo una serie di iniziative ed agevolazioni relative all'Imu volte a far riaprire le attività commerciali in centro”. A chi gli chiede, infine, di far svolgere il Festival tutto l'anno, il sindaco ha risposto in maniera diretta: 'Siete pazzi, sono 20 giorni di un'intensità enorme non replicabili in altri periodi dell'anno".



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I commenti dei nostri lettori

Tommaso Barbanera

3 anni fa

Nessuno ha parlato di festival tutto l anno .abbiamoipotizzato alcuni momenti a natale o in primavera .Magari con compagnie sperimentali.un altra proposta ,la creazione di accademie con il nome del festival o di Menotti.

Diogene

3 anni fa

OTTIMA INIZIATIVA QUELLA DI RIMUOVERE I VECCHI " pannelli di street art " CHE ( IN ATTESA DI NUOVE AUSPICABILI ATTIVITA' COMMERCIALI ) POTREBBERO ESSERE SOSTITUITI DA ALTRI A TEMA DEI PROSSIMI EVENTI CITTADINI O PER ABBELLIRE QUALCHE IMPALCATURA. QUELLO FATTO IN ONORE DI MENOTTI E DEL FESTIVAL NON E' UN VALIDO ESEMPIO ???

spoletosi

3 anni fa

“Palazzetti da 5.000 persone non sono sostenibili per una città come la nostra”...'Siete pazzi, sono 20 giorni di un'intensità enorme non replicabili in altri periodi dell'anno"... Finalmente il sindaco si esprime nettamente sulle proposte avanzate, tra gli altri, da Confcommercio una decina di giorni fa. Sarebbe opportuno però che si rendano disponibili alla cittadinanza e ai vari pazzi (tra cui, appunto, la Confcommercio) gli studi scientifici e le accurate analisi costi-benefici su cui si basano le conclusioni del sindaco.

Signor Smith

3 anni fa

Tutto l'anno... no, comprendo. Ma un Festival di Pasqua, di cui si provò qualcosa nel 2017, non si potrebbe ipotizzare? Persino Umbria Jazz ha il suo capodanno orvietano....

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