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Ospedale, cardiologia al collasso
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Ospedale, cardiologia al collasso
I consiglieri Piccinio e Cintioli lanciano l'allarme: 'Solo 4 medici presenti a turno, reparto inesistente'
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei consiglieri del gruppo "Insieme per Spoleto" Paolo Piccioni e Giancarlo Cintioli riguardante l'ospedale:
"Ci siamo stancati delle promesse, visti soprattutto i precedenti. Non possiamo non vedere che la Cardiologia di Spoleto è in una situazione drammatica: 4 medici presenti a turno dalle 8 alle 20, tutti giorni (no notti e no reperibilità), che effettuano visite ambulatoriali e consulenze al pronto soccorso e ai reparti.
Di notte, in caso di necessità, viene contattato il cardiologo di guardia a Foligno: non serve essere dei luminari per comprendere che le visite non sempre possono essere gestite telefonicamente, per cui a volte (spesso) per effettuare consulenze occorre attivare l’ambulanza che porti il paziente a Foligno e, se non necessita di ricovero, lo riporti a Spoleto. Il disagio per gli operatori e per i cittadini è notevole, i costi (se se ne volesse fare una questione economica) eccessivi.
Nel corso degli anni sono state presentate diverse proposte che sostanzialmente possono essere riassunte in una: a Foligno dovrebbe andare la parte acuta (emodinamica con coronarografie e angioplastiche - seguendo un modello che nel corso degli anni si è dimostrato “vincente” - ed elettrofisiologia (impianto di pacemaker), a Spoleto la gestione della cronicità (scompenso cardiaco con posti letto dedicati e riabilitazione cardiovascolare). L’attuale situazione scoraggia chiunque dall’accettare un posto di lavoro a Spoleto dove si fa attività ambulatoriale di I livello, neanche tutta, senza effettuare esami minimamente più complessi.
Se l’ospedale di Spoleto fa parte della rete di emergenza urgenza ed è classificato (in base al Piano sanitario regionale) come DEA di I livello deve necessariamente avere, come caratteristiche: la presenza di PS, Rianimazione e Cardiologia; questa terza gamba non esiste, in quanto non esiste un reparto e non c’è la presenza h24 di un cardiologo.
Invece della barzelletta del reclutamento dei pensionati, invece delle vane promesse, perché la Direzione Generale della USL 2 non costituisce un pool unico di cardiologi che ruotino nei due ospedali? Questo assicurerebbe a Spoleto la presenza di un cardiologo h24 e potrebbe portare creazione di un reparto dedicato agli scompensati (che sono in numero sempre crescente). Crediamo che si sia già perso troppo tempo, e tempo non ce n'è più".
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I commenti dei nostri lettori
Elel
3 anni fa
Davvero c'è chi a Spoleto ha fatto il callo alla situazione sanitaria spoletina e ci convive? Il cardiopatico convive con la sua malattia, ma forse vorrebbe anche curarsela decentemente. Con quali modalità ci si convive? Assomiglia un po' a quel che disse non ricordo chi: "Bisogna convivere con la mafia" e in questo non c'era e non c'è nessuna ironia.
Risposta a Elel
3 anni fa
Lo so che nell'esprimere il mio disappunto per la situazione sanitaria locale sono stato poco chiaro, (ho fatto un ragionamento tra me e me senza accorgermi che mi stavo riferendo al suo commento). Sperando che la circostanza me lo permetta, facendo uso di una certa "ironia", volevo solo dire che, data la situazione sanitaria in cui versa la città, (da qui il riferimento che il turismo potrebbe risentirne), i cittadini si potrebbero sentire in colpa per quello che potrebbe accadere a qualche loro amico o conoscente, non in perfetta salute, ospite per breve tempo di questa città. I residenti, invece, avendoci fatto il callo, sono più abituati a convivere con la situazione e, in caso di necessità, saprebbero meglio come reagire e muoversi. Ma visto che il dispiacere per qualche nostro conoscente malato, residente o no, rimarrebbe lo stesso, per evitare ulteriori amarezze dovute ai problemi sanitari, l'unica possibilità che rimane ai cittadini, per il momento, (e qui sta l'ironia), è di sapersi scegliere degli amici o dei conoscenti giusti, adatti alla situazione. Saluti.
Fabio s.
3 anni fa
La proposta di un pool unico di specialisti che ruotassero in modo bilanciato tra i due nosocomi è stata avanzata già dal 2022 dagli stessi specialisti, e avrebbe portato alla soluzione del problema con numerose figure interessate alla posizione. La proposta è stata rifiutata in maniera categorica dai "vertici" sanitari della usl umbria 2 per pressioni politiche e scarsa conoscenza della realtà del problema. Il fatto che ora si torni a considerare la cosa (giustamente) è la conferma della scarsa adeguatezza delle persone alle cariche che rivestono.
Elel
3 anni fa
Non capisco cosa voglia dire "Al di là...", davvero!
Valentino
3 anni fa
Purtroppo la politica ha e sta distruggendo la sanità. Lo dice un cardiologo di Utic con 30 anni di esperienza.
Al di là di come potrebbe risentirne il turismo
3 anni fa
Elel, data la situazione, siamo al punto che noi spoletini d'ora in poi per stare tranquilli e per non sentirci in colpa ci conviene sceglierci gli amici giusti. Ossia, che siano del posto, sani e non cardiopatici.
elel
3 anni fa
Un amico mi diceva giusto pochi giorni fa di aver fatto venire a Spoleto, quando era "città cardioprotetta" (non lo è più, evidentemente!), il padre cardiopatico dalla Sicilia: e adesso? che fare in caso di necessità? farlo morire per strada portandolo a Foligno? certo, è proprio così.E non è che i nostri concittadini siano poi davvero così sensibili all'argomento, dato che coloro che scendono in piazza per reclamare la completa riattivazione del nostro Ospedale vengono identificati come di sinistra e troppo politicizzati. Fra l'altro, quando l'ospedale venne chiuso e trasformato in "tutto covid", sempre a questo amico, impegnato nel volantinaggio, capitò che un commerciante dicesse con protervia e prepotenza più o meno così: "...mbè che è? tuo padre lo porti a Foligno, no?" Pensate un po' voi come siamo messi!!!
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