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Spoleto al Mondiale Spartan Race
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Spoleto al Mondiale Spartan Race
Intervista a Massimiliano Giacomo Dominici, atleta e mental coach, volato ad Abu Dhabi per disputare il mondiale di OCR. Atteggiamento, impegno, dedizione e nessun ingrediente segreto: il trionfo dell’uomo normale che sa rendersi straordinario
Abbiamo incontrato Massimiliano Giacomo Dominici il giorno prima della sua partenza per raccogliere qualche dichiarazione e sentire quali emozioni avrebbe messo in valigia per andare a competere per il titolo mondiale di Spartan Race, uno dei circuiti più conosciuti della OCR. Un uomo normale, si definisce lui, e insieme un atleta dentro e fuori la gara. Un uomo che conosce i suoi talenti e lavora sulle sue aree di miglioramento e così ambisce al podio più importante, la vetta del mondo Spartan Race.
Giacomo, raccontami che tipo di gara stai andando a fare ad Abu Dhabi e se e quali altre competizioni hai già fatto fino ad ora.
Si tratta di una OCR, che è l'acronimo di Obstacle Course Race: cioè una gara ad ostacoli di vario genere, artificiali o naturali, come corsi d'acqua da risalire gattonando oppure il trasporto di zavorre come sacche di sabbia che oscillano fra i 30 ed i 50 kg. Spartan Race è il marchio più forte a livello internazionale nell’ambito OCR. La mia struttura fisica, media, mi permette di essere molto versatile: non sono fortissimo in un ambito specifico e insieme mi so destreggiare in quasi tutte le discipline, e per quelle in cui so di essere meno bravo mi metto continuamente alla prova cercando il costante miglioramento. Per esempio, nella corsa ci sono atleti veramente fortissimi ed è una disciplina fondamentale per disputare una Spartan, però, non è mai stata tra le mie aree di expertise e invece ultimamente, proprio nella corsa, ho fatto dei passi da gigante. Sto lavorando sulla tecnica e sulla frequenza, cioè il ritmo del passo. Di contro, e per me è un vanto, a cinquant'anni sono molto forte nel superamento degli ostacoli, e questo mi rende un buon atleta. Periodicamente faccio delle gare nel circuito italiano che sono per me allenamento perché hanno distanze più brevi e richiedono molta agilità e in queste gare sono sempre andato a podio nella mia categoria, quella “vecchietti”!
Parliamo di podi
Sono nel circuito Spartan Race dal 2019 ed il primo anno sono andato veramente male! Non mi sono raccontato scuse, non avevo giustificazioni, dovevo preparami meglio e fare di più! Ho trasformato questi risultati negativi in un incredibile boost. È il mio approccio di vita oltre che il mio approccio alla disciplina sportiva ed è anche il modus operandi che metto in atto con gli allievi che seguo: dobbiamo trovare in noi stessi gli strumenti per spostare sempre l’asticella perché tutti abbiamo quegli strumenti! L’anno dopo sono stato fermo per la pandemia per poi arrivare a vincere due titoli consecutivi nazionali nella categoria 50-54 anni, sia nel 2021 che quest’anno.
Tu sei un personal trainer e questo sicuramente ti predispone a prenderti cura del wellness. Ma come ci si prepara veramente ad un campionato nazionale, visto che ne hai vinti ben due, oppure ad un mondiale? È una preparazione alla Rocky? Quali sono le componenti da tenere d’occhio?
Alcune cose “alla Rocky” le ho fatte anch’io a 20 anni quando si viveva anche di miti che ci hanno motivato tanto. Prima di tutto voglio precisare un punto importante: chi arriva ultimo non è detto che abbia fatto un percorso di preparazione sbagliato. Spesso una sciocchezza può precludere una vittoria. Si vince con la programmazione, con l’alimentazione, con gli allenamenti e con il riposo. E naturalmente con la mente che assolutamente deve farla da padrona per darti quella spinta extra - ordinaria a fare di più! Il piano alimentare è sicuramente un fattore cui bisogna prestare molta attenzione, considerando che oggi sempre più frequentemente capita che molti cibi diano fastidio o si manifestino intolleranze. Aspetto fondamentale è il riposo sia durante gli allenamenti sia di notte perché assicura il recupero che è un fondamentale pilastro del percorso di un atleta. E se proprio devo dirti la verità ad ogni nuova candelina, riesco ad allenarmi meglio dell’anno precedente perché affino costantemente il dialogo col mio corpo e con la mia mente. Nessun segreto per arrivare sul podio: frequenza, intensità degli allenamenti, alimentazione, riposo e attitudine mentale sono le chiavi del successo. In quest’ottica ho maturato l'idea di fare un triathlon per poi arrivare a fare l'Ironman, che tra le altre cose è tra i personaggi Marvel che preferisco (e, si sappia, c’è una mia piccola allieva, Giulia di 8 anni, che dice che gli assomiglio!).
Quanto tempo e quante volte ti alleni al giorno?
Lo scorso anno mi allenavo 2-3 volte a settimana ma spesso, dopo il terzo allenamento, poi mi leccavo le ferite perché avevo tempi di recupero lunghi e problemi vari. Questo ha influito sulla mia motivazione: mi dava la sensazione di non essere più in grado di fare un percorso per competere e questo ha innescato una reazione. A quel punto ho fatto un cambio di passo, probabilmente ho azzeccato la giusta modulazione allenamenti-risposo e posso dire che allo stato attuale mi alleno quasi tutti i giorni per 40 minuti e sto benissimo! Non ho bisogno degli allenamenti hit di 2 ore, da titani di palestra! Chiaramente, si tratta sempre di un percorso molto soggettivo che va costruito sulla persona con modulazione delle frequenze, dei carichi e della durata. Poi sto educando il mio corpo alla corsa, al nuoto ed alla bicicletta. Insomma, sono sul pezzo e mi diverto! D’altra parte, gli ostacoli delle gare sono gli ostacoli della vita: questo mind-set mi aiuta tantissimo nel mio quotidiano. Perché io mi sento un atleta sempre non solo quando mi alleno o gareggio. E infatti, la cura per la propria mente è un passaggio fondamentale: bisogna sempre essere equi con sé stessi, nel bene e nel male. Quando si perde una gara, non per questo ci si deve infliggere pene e punizioni. Quel risultato deve diventare lo stimolo a fare meglio la volta successiva! Certo, sto andando a disputare un mondiale: lotterò con le unghie e con i denti e come si suol dire, venderò cara la pelle, su questo ci puoi scommettere. Ma se non dovessi ottenere i risultati per cui mi sono preparato, se non dovessi equiparare i podi raggiunti fino ad ora, non la vivrò come una sconfitta personale ma come un tassello in più per affinare l’esperienza ed avvicinarmi al mio risultato.
Vorrei che mi dessi un messaggio, una tua perla, una pillola di Giacomo style, una cosa con cui ti piacerebbe essere riconosciuto.
Io sono un uomo normale. Non ho un gran motore ma ho una benzina con degli ottani paurosi! Non sono Big Jim ma neppure sono un fuscello. Non ho vizi ma non disdegno lo stravizio, una tantum, in modo che non diventi “nocivo” e colgo l’attimo per godere di ogni piccolo momento della vita e questo fa bene al cervello! Generalmente, non mi piace essere al centro dell'attenzione però mi fa piacere l’idea di essere in grado di ispirare gli altri. Essere un trascinatore che scuote, nel senso più positivo del termine, mi riempie di orgoglio. Anche la persona più normale, se ha abbastanza carburante e di buona qualità, può far diventare un cinquantino una moto da corsa ed io ne sono la rappresentazione vivente!
In bocca al lupo Giacomo! Tutti noi tifiamo per te!
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