cronaca

Ospedale, le preoccupazioni di Trippetti

 

Il consigliere comunale del Pd ha posto 4 domande fondamentali alla Regione e all'Usl Umbria 2

 

“Essendo stato chiamato direttamente in causa mi corre l'obbligo di effettuare delle opportune precisazioni”. Inizia così la nota del consigliere comunale del Pd Marco Trippetti riguardante l’ospedale e la sanità, che pubblichiamo integralmente.

 

“Il lavoro della commissione tecnica sull'integrazione tra i due ospedali, come mi è più volte capitato di ribadire pubblicamente in consiglio comunale,  è stato effettuato dai singoli dipartimenti che partendo da valutazioni di indicatori tecnici quali il Piano nazionale esiti, il Volume di prestazioni e il decreto ministeriale 70 hanno portato ad assemblare una proposta, ribadisco tecnica, che sarebbe dovuta essere di supporto alla redazione del piano sanitario regionale per trovare poi eventuale applicazione nei piani attuativi locali. Il sottoscritto ha portato al tavolo di lavoro i 13 punti della mozione approvata dal consiglio comunale di Spoleto lo scorso 23 dicembre e di questi 9 hanno trovato spazio nel documento. 

 

Soprattutto sul punto nascita ho verbalizzato la volontà unanime del consiglio comunale sulla sua riapertura dopo l'eventuale autorizzazione ministeriale, oltre al mantenimento del nostro ospedale nella rete dell'emergenza-urgenza (ospedale sede di DEA di I livello). Avendo condiviso il lavoro tecnico di questa commissione, dopo le opportune precisazioni riportate sopra e verbalizzate, ho sottoscritto il verbale di conclusione dei lavori. Dal punto di vista tecnico, quindi, nulla da eccepire, ma veniamo ai punti politici.

 

La delibera regionale sul ‘piano di efficientamento e riqualificazione del sistema sanitario regionale’ ha velocizzato e per certi versi invertito l'iter di approvazione dei vari documenti programmatori. L'urgenza di questa approvazione è dovuta al buco sostanzioso sulla sanità che la giunta regionale si trova a dover affrontare e relazionare al ministero. Ecco quindi che la rete ospedaliera viene così riorganizzata ‘d’ufficio' senza il principale documento di programmazione che è il Piano Sanitario Regionale. Nessuno mette in dubbio la necessità di integrazione tra il terzo e il quinto ospedale della regione (Foligno e Spoleto), ma con questa velocizzazione dovuta, ripeto, esclusivamente a problemi di bilancio, il nostro ospedale si trova in difficoltà:

1) Perché, a distanza di quasi due anni, il nostro ospedale non ha ancora riattivato il reparto di cardiologia e non è addirittura presente un cardiologo reperibile nelle ore notturne? Ricordo che per soddisfare i requisiti ministeriali di ospedale sede di DEA di I livello devono essere presenti contemporaneamente i servizi h24 di rianimazione, Pronto soccorso e, appunto, cardiologia.

2) Che fine hanno fatto i lavori di adeguamento del pronto soccorso con creazione di posti monitorizzati di semi-intensiva e osservazione breve? Dovremmo essere, così come stabilito, l'ospedale hub dello spoletino e della valnerina, ma le dotazioni strutturali e di personale devono essere adeguate.

3) A che punto è l'iter dell'acquisto del nuovo acceleratore lineare, unico nella Asl, da far funzionare h 12?

4) E' presente o no la volontà, in caso di autorizzazione ministeriale, di riapertura in tempi brevi del punto nascita?

Queste e molte altre domande è giusto che i rappresentanti politici della nostra città le possano porre in maniera pubblica e puntuale ai decisori politici regionali che sono gli unici titolati a rispondere.

Mi auguro quindi che il consiglio comunale aperto sulla sanità possa essere un momento di proficuo lavoro e non di scontro, nell'interesse unico della nostra comunità”.



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I commenti dei nostri lettori

Pierfrancesco Graniti

4 anni fa

Un po’ di verita’ sul nostro Ospedale Quando , la scorsa settimana, si è diffusa la notizia di una possibile deliberazione regionale che prefigurava una declassamento e, in prospettiva, un sostanziale smantellamento del nostro Ospedale “San Matteo degli infermi”, sono rimasto incredulo, arrivando a negare a me stesso che l’informazione potesse essere vera. Purtroppo la realta’ era quella temuta. Poi, lentamente ho cercato di ricostruire la cronologia dei passi precedenti, giungendo a focalizzare alcuni momenti ed alcuni personaggi che, purtroppo, a ben considerare, suonavano tristemente a martello per l’avvenire sanitario spoletino. La sequela dei fatti e degli interpreti è la seguente: • L’ 11 Marzo 2021 Il Consiglio Comunale,di fronte all’allibito Presidente Sandro Cretoni, ha sfiduciato il Sindaco De Augustinis, rinfacciandogli una conduzione solitaria dell’Amministrazione, una gestione metodologicamente antiquata, non condivisa , di fatto solipsistica. • La requisitoria piu’ aspra, senza alcuna indulgenza, fu condotta dal dr. MARCO TRIPPETTI,il quale addusse una serie di motivazioni generiche, non riferibili ad atti concreti.SUL PROBLEMA DELL’OSPEDDALE TRIPPETTI INCOLPO’ IL SINDACO DI NON ESSERE STATO INFORMATO DALLA PRESIDENTE TESEI DELLA TRASFORMAZIONE DEL S.MATTEO IN OSPEDALE COVID.TUTTO QUI. Venne tralasciato che De Augustinis , in una precedente assemblea cittadina presso l’Ospedale, dall’alto di un podio improvvisato, aveva fortemente protestato contro la decisione della Tesei, con la quale, peraltro aveva parlato il giorno prima, senza ricevere alcuna notizia della” destinazione covid”, presto rivelatasi deleteria e scellerata • Oggi Trippetti, disceso dall’astronave, scopre che la dequalificazione del San Matteo è rovinosa (peraltro, come membro della Commissione sanitaria regionale, doveva gia’ esserne a conoscenza, si presume), e chiede , giustamente, il rispetto di tre esigenze essenziali: il ripristino del PRONTO SOCCORSO come EMERGENZA-Urgenza (non come smistamento verso altri nosocomi), il ritorno di una CARDIOLOGIA attiva 24 ore, il riallestimento del PUNTO NASCITE. A nostro parere, andrebbe pure riattivato IL SERVIZIO DI CHIRURGIA D’EMERGENZA, anche per rimettere in uso I MACCHINARI , DI ALTO VALORE, donati dalla FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI SPOLETO, attualmente giacenti ,inutilizzati, in qualche magazzino • SIAMO LIETI CHE IL DR. TRIPPETTI SIA TORNATO TRA NOI E DICHIARIAMO COME CITTADINI, CHE FANNO DEL CIVISMO UNA BANDIERA ED UN VALORE, CHE SIAMO PRONTI A BATTERCI STRENUAMENTE PERCHE’ GLI SPOLETINI RIABBIANO IL LORO OSPEDALE ,IN GRADO DI FORNIRE I SERVIZI VITALI E QUINDI DI MANTENERE LA QUALIFICA DI DEA DI 1^ livello. IN SOSTANZA ED IN SINTESI, CERCHIAMO , PER L’IMMEDIATO FUTURO, DI EVITARE LE RECRIMINAZIONI DIVISIVE E DI MUOVERCI VERSO UN OBIETTIVO COMUNE PER RIVENDICARE IL RISPETTO, DA PARTE DELLA REGIONE, DEL DIRITTO ALLA SALUTE , SACRO ED INALIENABILE. Pierfrancesco Graniti

Luigi cintiol

4 anni fa

Facciamola finita di prenderci in giro. Gli ospedali come quello di Spoleto non hanno futuro. Quando si trattava di far sorgere L,ospedale a Campello sul clitunno,il padre del,vicesindaco segretario del defunto pd voto a favore della costruzione a Foligno . A Spoleto incominciamo a togliere le strisce blu , soprattutto quelle dell’ospedale. È una vergogna. Anzi togliamo tutte le strisce blu con conseguente disdetta del contratto con la spoletina. Per il mancato incasso cosa fare? Diminuzione degli stipendi dei comunali . Poi nelle bollette del gas togliamo subito le spese ,per mantenere i consiglieri di amministrazione e persone con incarichi senza senso. Se vogliono rimanere senza appannaggi ecc ok meglio. Nessuno vuole licenziare … non c’è più trippa per gatti. Cari del pd defunto. Cari del,Pd fate solamente gli interessi di quelli che non ne hanno bisogno.per queste siete defunti. Luigi cintioli

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