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Museo Farmacia, Grifoni si muove
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Museo Farmacia, Grifoni si muove
Il consigliere comunale ha presentato un'interrogazione per chiedere lumi in merito alla mancata realizzazione della struttura
Riceviamo il testo dell'interrogazione presentato dal consigliere comunale Sergio Grifoni riguardante la mancata apertura di un museo storico nazionale della Farmacia:
"Gentilissimo signor Sindaco, in queste ore sono venuto a conoscenza di un episodio che, se dovesse trovare fondamento di verità, diventa a mio avviso sconvolgente. Nello specifico. In più di un incontro istituzionale, e da molto anni, si è parlato di istituire nella nostra città un museo storico nazionale della Farmacia e questo grazie soprattutto al materiale che nello specifico era depositato negli scantinati della vecchia Farmacia Merini, grazie all’opera conservativa messa in atto, prima dal dott. Crispino Merini, e poi da suo figlio Francesco.
A tal proposito, nel tempo, sono stati interessati vari soggetti, istituzionali e non: Regione dell’Umbria, F.O.F.I., Federfarma, Accademia della Storia Farmaceutica, Università di Perugia, Ordine dei Farmacisti, Comune di Spoleto. Il dott. Paolo Baronti, professionista perugino, sostenitore convinto del Museo, aveva anche predisposto un progetto di fattibilità di massima, consegnato in via informale alla precedente Amministrazione Comunale che, tra l’altro, sempre in via informale, aveva ipotizzato anche un possibile sito ove accoglierlo. Nel progetto medesimo, grazie alla esclusività di tale istituzione museale, proiettata a livello europeo, si evidenziavano i forti ritorni economici e sociali della stessa, unitamente al valore aggiunto legato al prestigio che l’opera portava con se.
Nel documento di che trattasi, si ricordava come la scelta di insediare il museo a Spoleto, fosse frutto della storia dei secoli passati, dal 900 in poi, quando in tutto l’Occidente, fino alla penisola baltica, i “Medici Farmacisti Itineranti”, provenienti dal ducato di Spoleto, giravano di paese in paese, ammirati , seguiti e rispettati. Il materiale preziosissimo, storico, scientifico, artistico e culturale, conservato gelosamente dalla famiglia Merini, dal XVI secolo in poi, avrebbe fatto la differenza. Ricordo che questo materiale, di inimmaginabile valore, consiste in:
- centinaia di quadri, poster e riviste, inerenti la scienza in generale e la farmaceutica in particolare;
- storte ed apparecchiature per la conservazione e preparazione dei medicinali: capsule, fiale, compresse, pomate, sciroppi, inchiostri, etc.
- quasi cento mortai in pietra, bronzo, ceramica, vetro;
- vasi pregevoli di porcellana, cristallo, ceramica, vetro soffiato;
- formulari del XVIII secolo;
- centinaia di trattati per la preparazione di spezie e tisane, originali ed esclusive, di assoluta rarità;
- Mobili antichissimi, costruiti ad hoc per i servizi farmaceutici;
- foto e documentazione di rara bellezza e valore;
- 18.000 volumi di trattati medici e scientifici, nonché manoscritti inediti del dr. Crispino.
- Strumentazione di ogni genere e dimensione, usata anticamente dai farmacisti.
Praticamente: un tesoro!!!Un tesoro del quale però la città di Spoleto sembrerebbe non possa più beneficiare!! Per questa ragione, interpello la S.V. al fine di sapere:
- se risponde a verità il fatto che il Comune di Spoleto sia stato interpellato dagli eredi della famiglia Merini per prendere in carico, gratuitamente, tutto il materiale su menzionato, visto che i locali che lo contenevano dovevano essere svuotati dallo stesso.
- se risponde a verità il fatto che gli eredi in parola, quale unica condizione, avevano richiesto che il materiale fosse ricordato come appartenente alla Fondazione Crispino e Francesco Merini;
- se risponde a verità il fatto che l’Amministrazione Comunale abbia respinto tale offerta con la giustificazione della non disponibilità di ambienti idonei ad accoglierlo;
- se risponde a verità il fatto che tale materiale, dopo il diniego del Comune di Spoleto, sia stato acquisito da una Associazione di Farmacisti di Belluno, intenzionata a creare in tale città il Museo Nazionale della Farmacia.
Se ciò fosse vero, fra qualche anno, assisteremo così alla inaugurazione del Museo a Belluno, con il
materiale proveniente da Spoleto. Da informazioni ricevute dallo scrivente, risulta che non abbiano ancora presa la direzione Belluno i diciottomila volumi di trattati medici e di manoscritti del dr. Crispino Merini.
A tal proposito, interpello la S.V. per sapere se:
- risponde a verità il fatto che, anche per questo materiale, il Comune, adeguatamente interpellato per acquisirlo in forma completamente gratuita, abbia rifiutato la proposta adducendo sempre la mancanza di locali idonei allo scopo;
- se da parte di codesta Amministrazione Comunale, prima che sia troppo tardi, ci possa essere un ravvedimento, non per prendere in carico il materiale del museo, che ormai purtroppo sembrerebbe definitivamente perso, ma almeno per non far partire dalla città anche i rimasti, preziosissimi, volumi.
Si chiede discussione in Consiglio Comunale”.
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I commenti dei nostri lettori
Carlino
4 anni fa
Sarebbe doloroso perdere una collezione di un settore così particolare e raro, gelosamente e amorevolmente raccolta e custodita dalla famiglia Merini. Si faccia ogni sforzo possibile perché Spoleto la conservi e valorizzi, e se è vero che una parte cospicua di essa ha già abbandonato la città, questo sarebbe un segno ulteriore del declino di questa città che tanto ha ricevuto dal passato e tanto di questa eredità dissipa
Leonelupo
4 anni fa
Il sindaco Sisti.... è dannoso....ha qualcosa contro Spoleto....???
"Non destare il can che dorme"
4 anni fa
Nella casa dei dormienti finalmente qualcuno che riesce a vedere più in la del proprio naso. Chissà che reazione!....
De Rubato
4 anni fa
Tanto ne hanno spicciati pochi di magazzini! Ora un altro? Solo aiutini e perdere le elezioni sanno fare.
Signor Smith
4 anni fa
Non conosco la situazione attuale, ma so per certo che una importante istituzione culturale cittadina si era attivata - vari anni fa - per trovare spazi adeguati ad una degna collocazione dell'imponente mole di materiale da Merini conservato con grande cura e passione. Purtroppo a rendere vano ogni tentativo fu la irrinunciabile richiesta di corresponsione di un pagamento di varie decine di migliaia di euro per la concessione della collezione. peccato.
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