società

'L’Ospedale è un presidio fondamentale'

 

La Regione interviene nuovamente per fare il punto ed illustrare le prospettive di sviluppo futuro del 'San Matteo degli Infermi'. 'È al centro della riorganizzazione della sanità'

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Regione riguardante l'ospedale di Spoleto:

Con il nuovo Piano sanitario regionale è prevista la riorganizzazione della rete ospedaliera per renderla adeguata al fabbisogno assistenziale e in linea con gli standard del decreto ministeriale 70 per tipologia di ospedale, dotazione di posti letto per acuti, discipline e volumi ed esiti delle reti ospedaliere: in questo disegno l’assessore regionale alla Salute, puntualizza che il presidio di  Spoleto, così come quello di Foligno, sono al centro della riorganizzazione regionale della sanità, con l’obiettivo di diventarne punti fondamentali della rete anche come DEA integrati con modelli organizzativi funzionali, razionali e sostenibili secondo il principio di organizzazione Dipartimentale e che abbia come fine ultimo la garanzia, principale, di prestazioni di qualità valutabile sulla base dei dati di esito e di professionalizzazione del personale quale presupposto per una maggiore attrattività.

Questo presupposto potrà garantire a tutti i cittadini un approccio e un percorso di cura omogeneo e non condizionato dall’ospedale in cui il singolo si trova ad accedere. Per avere una fotografia chiara della situazione del San Matteo degli Infermi, così come stabilito dalla delibera della Giunta regionale dell’Umbria n. “469 del 20.5.2021”, l’Asl 2 ha prodotto un documento che descrive in modo reale e completo la situazione dell’ospedale. Premettendo che nel 2019 al momento dell’insediamento della Giunta regionale, l’Ospedale di Spoleto, essendo DEA di I livello, era inserito nella rete dell’emergenza con Pronto soccorso H24, Cardiologica con UTIC e PN (Pneumologia). Comunque rispetto agli standard ministeriali richiesti, già nel 2019, come descritto nella nota dell’Usl 2, presso l’Ospedale di Spoleto, tra le altre cose, alcune discipline, come dichiarato dalla stessa Direzione Aziendale, non risultavano operative, quali ad esempio Neurologia e Psichiatria.

 

A quella data inoltre, erano già in difficoltà operativa sia la struttura di Cardiologia con UTIC, che il PN per carenza di personale. Anche il PS che dovrebbe avere accessi pari o uguali a 45.000 faceva rilevare valori prossimi a 25.000 accessi. La struttura ha poi contribuito attivamente alla gestione dell’emergenza pandemica e l’attuale situazione vede, a far data dal 10 Giugno 2021, con l’esaurimento dei ricoveri per patologia Covid e con il termine dei lavori necessari per il ripristino delle aree utilizzate durante la fase di trasformazione in Ospedale Covid della struttura, la riattivazione di:

•   la Terapia Intensiva, con 5 posti letto (come previsto dalla DGR 483/2020);

•   la Chirurgia multidisciplinare (chirurgia generale, ginecologia ed urologia), con 18 posti letto (11 di degenza ordinaria e 7 di Day Surgery);

•   l’Ortopedia – Traumatologia con 20 posti letto (18 di degenza ordinaria e 2 di Day Surgery. Presso il reparto di Ortopedia sono presenti e operativi anche il medico fisiatra ed i fisioterapisti, come in periodo pre - Covid, al fine di garantire la riabilitazione necessaria durante la degenza postoperatoria fino alla dimissione del paziente;

•   la Ginecologia–Ostetricia con 10 posti letto di Ginecologia (7 degenza ordinaria e 3 Day Surgery);

•   la Medicina Interna con 28 posti letto di degenza ordinaria ed 1 di Day Hospital (ora 8 posti letto) sono stati dedicati ai pazienti con Covid, come da disposizioni regionali. È inoltre attivo 1 posto letto di Day Hospital Covid per la somministrazione degli anticorpi monoclonali);

 

A questi posti letto vanno comunque aggiunti quelli riferiti alla R.S.A., presente nella struttura, con 16 posti letto, per un totale di 107 posti letto complessivi. Per quanto concerne le aree dei servizi senza posti letto (Dialisi, Laboratorio Analisi, Radiologia, Radioterapia e ambulatori specialistici ospedalieri), tutti sono stati riattivati in sede, mentre i servizi territoriali ed il centro prelievi sono stati trasferiti alla sede di Via Manna.

Sono state sempre mantenute tutte le attività di screening, compreso quello del colon retto e le attività di Endoscopia digestiva. Lo screening mammografico per tutto il periodo COVID è stato mantenuto, in quanto è stato spostato su Spoleto il camper mammografico destinato alle attività territoriali, in sostituzione del mammografo presente nell’area radiologica dedicata a pazienti COVID. Dal mese di giugno 2021 sono state ripristinate anche tali attività.

 

Le attività ambulatoriali sono le seguenti: Radiologia (Rx, ECO, Mammografia, TC, RMN), Radioterapia, Oculistica; cardiologia, Endoscopia Digestiva, Angiologia, Otorinolaringoiatria, Dialisi, Chirurgia, Chirurgia vascolare, Dietologia, Ematologia, Endocrinologia, Epatologia, Gastroenterologia, Nefrologia, Neurochirurgia, Neurologia, Immunotrasfusionale, MOC, Ortoterapia, Pediatria, Proctologia, Ostetricia e Ginecologia. Da Lunedì 3 luglio 2022 è stato riaperto presso l’atrio dell’Ospedale il Punto CUP/Anagrafe sanitaria che era stato trasferito alla Palazzina Micheli durante il periodo di emergenza Covid.

 

Le specialità non ancora riattivate al 30 Giugno 2022, come dotazione di posti letto, presso l’Ospedale di Spoleto dopo la riconversione da Ospedale Covid, sono:

•   Cardiologia – UTIC,

•   Punto Nascita e Pediatria.

Per la cardiologia e la Pediatria, la criticità è rappresentata dalla carenza di personale medico, a livello nazionale e locale, con bandi di reclutamento che finiscono deserti o quasi. Si stanno comunque attivando tutte le procedure per poter risolvere una situazione che come detto era già presente in periodo prima del 2019.

In merito al punto nascita, infine, dall’assessorato sottolineano che a livello nazionale ci sta adoperando per la deroga al target di numero di nascite annuali. Si sta aspettando la decisione della commissione tecnica che autorizzi la deroga, ma l’auspicio è che ci sia una modifica dei parametri stabiliti dal Decreto ministeriale 70 peraltro condivisi dalla gran parte della politica".



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