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Campello, maggioranza in fibrillazione: Fabiana Grullini espulsa mercoledì dal gruppo di maggioranza
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Campello, maggioranza in fibrillazione: Fabiana Grullini espulsa mercoledì dal gruppo di maggioranza
Il provvedimento voluto dal sindaco Calisti. La diretta interessata replica attraverso una lunga lettera aperta, già condivisa con i colleghi prima dell'espulsione
Acque agitate nel Comune di Campello sul Clitunno. Fabiana Grullini, che ad agosto si era dimessa dalla Giunta guidata dal sindaco Maurizio Calisti, è stata appena espulsa - mercoledì scorso - dal gruppo di maggioranza. Un provvedimento inatteso, contestato dalla diretta interessata la quale, attraverso una lunga lettera, si è voluta difendere reinviando al mittente gli attacchi ricevuti in queste settimane.
Una missiva condivisa con i colleghi qualche giorno prima dell'espulsione, e che ora pubblichiamo integralmente:
"Come sappiamo tutti, nel corso dell’ultimo incontro di maggioranza ho appreso dell’intenzione espressa dal Sindaco e condivisa da alcuni di voi, di allontanarmi dal gruppo consigliare AmiAmo Campello. In quella sede, complice anche il fatto che io fossi da sola a dialogare con più consiglieri (approcciati in maniera pregiudiziale nei miei confronti), non ho avuto la possibilità di spiegare in modo approfondito la mia posizione a riguardo.
In questa Nota (che, come certamente comprenderete, sarà opportuno in caso di espulsione dal gruppo di maggioranza rendere pubblica per garantire una pluralità di visioni in questa storia) voglio esplicitare quello che penso sull’ opzione di espulsione dal gruppo consigliare espressa dal sindaco durante l’incontro. Io ritengo che nello svolgimento serio e coerente del nostro ruolo, esistano due dimensioni da considerare:
Da un lato ci sono i rapporti personali, le affinità caratteriali, la sacrosanta decisione di condividere la propria vita personale con persone con cui si è in accordo e con cui si sceglie di voler star bene. Dall’altro lato esistono i rapporti istituzionali. I rapporti in cui c’è scambio, dibattito politico, volontà di mediazione e impegno costante per il perseguimento degli obiettivi.
Il primo caso è quello relativo a rapporti di amicizia o sentimentali. Una sorta di matrimonio o fidanzamento. Il secondo caso è quello relativo al rapporto tra consiglieri che non necessariamente si deve intrecciare con il primo. Se accade è indubbiamente un plus. Ma non strettamente necessario al mantenimento del rapporto che fonda le proprie radici sulla condivisione di valori e obiettivi nella forma istituzionale.
Vi invito a rivolgere lo sguardo verso i tre anni trascorsi che abbiamo alle spalle. Credo di poter affermare che nello svolgimento del mio ruolo da consigliere comunale, io non abbia mai avuto alcuna lacuna. Ho sempre lavorato con serietà e dedizione al fine di perseguire gli obiettivi proposti ai cittadini in sede elettorale.
Con difficoltà, certo, ma anche con studio, serietà e passione. Ho dedicato gran parte del mio tempo all’analisi degli atti e allo studio di buone pratiche, alla comprensione del bilancio comunale, alla
costruzione dei rapporti con gli altri Enti, alla formazione personale da utilizzare a supporto della nostra comunità. Sono sempre stata presente nel corso dei consigli comunali e delle riunioni di maggioranza. Ho sempre studiato a fondo le proposte consigliari e ho avanzato idee in modo proattivo e mai passivo portando sempre avanti le linee di mandato da seguire. Sostenendo questa amministrazione e accordando il mio voto senza batter ciglio nel corso dei consigli.
Oggi, dal punto di vista personale, sono anche pronta ad accettare un allontanamento dal gruppo di maggioranza che sicuramente mi darebbe maggiore tranquillità di vita. Per chi, come me avrebbe idee e voglia di spendersi per utilizzarle, essere zittita e relegata in un’angolo e non ascoltata in modo approfondito come accade da diverso tempo è diventato frustrante. Sentirmi dire sempre un sì formale e poi vedere l'immobilismo sulle istanze che porto (che sono anche istanze dei cittadini) è frustrante. Accetterei pure questo allontanamento esternato e chiesto dal sindaco anche se dentro di me penso che sia il comportamento di chi evidentemente mostra ingratitudine e incapacità di confronto e che semplicemente non condivido.
Dal punto di vista politico-istituzionale invece non posso che evidenziare che ci troviamo di fronte a un errore. Lo scambio di idee, la volontà di cercare una quadratura delle situazioni con chi esprime idee differenti ma sempre mosso dalla volontà di perseguire gli obiettivi di mandato, la serietà nelle trattazioni e il livello di approfondimento sono alla base dei rapporti politici.
Espellere un consigliere da un gruppo consigliare adducendo motivazioni come “ti sei tolta dal gruppo whatsapp” oppure “mi hai bloccato su Facebook” oppure “non mi sta bene ció che pubblichi su Facebook” ma senza dire cosa di preciso, “non ti sta mai bene niente”oppure “rompi le scatole” oppure “io penso che i tuoi post si riferiscono a me” oppure “devi sempre fare la maestrina” mi sembra davvero riduttivo e distante dalle motivazioni adducibili in un contesto politico istituzionale di serietà e contenuti politici forti e importanti. Tutte motivazioni vostre personali delle quali probabilmente ai cittadini non interessa molto.
Ritengo che si tratti di un concetto anche distante dall’idea di democrazia. Un concetto che non tiene conto della volontà espressa dai cittadini durante il voto. Una decisione che, se si vuole essere seri, andrebbe concordata anche con chi in campagna elettorale ci ha sostenuto e con cui abbiamo costruito la nostra proposta.
Ma voi non avvertite un clima di scollamento generale dai bisogni dei cittadini? vi siete domandati se quello che stiamo facendo sia condiviso dalle persone? E anche nel caso specifico, vi siete domandati se le motivazioni che adducete (riferibili tutte a motivazioni personali) siano condivise e lecite? Non sostenete che questo atteggiamento allontani dalla creazione del senso di comunità di cui abbiamo bisogno e che dobbiamo provvedere a implementare?
A mio modesto parere si lancia anche un messaggio sbagliato alle nuove generazioni a cui si comunica che impegnarsi, formarsi, proporre contenuti, essere seri e presenti, alla fine porta a essere messi all’angolo in un’atmosfera per cui ad essere premiato è indubbiamente chi interpreta il proprio ruolo di consigliere in modo più blando. Che va in consiglio quando puó (io ho sempre rimandato ogni altro impegno della mia vita per essere in consiglio considerandolo un impegno più importante di ogni altra faccenda personale) e alza la manina anche senza aver approfondito troppo gli argomenti.
Vi ricordo che ogni consigliere, tranne la sottoscritta, ha accettato una delega in qualche materia. Mi chiedo quanti di voi l’abbiano effettivamente seguita e portata avanti o se ne siano interessati fattivamente. Quanti siano andati in Regione o nei Ministeri per capire meglio e spendersi per quella causa.
Mi chiedo in quanti abbiano cercato di rafforzare la struttura di riferimento. Quanti si siano spesi per rendere possibile quello che vogliamo perseguire. Alcuni di voi si sono risvegliati soltanto quando si è trattato di venirmi a puntare il dito contro senza nemmeno essere al corrente delle situazioni.
Eppure oggi, ad essere allontanata in quanto scomoda sono proprio io che anche senza deleghe ho sempre cercato di lavorare per Campello e mai contro qualcuno. Ma soprattutto ho sempre cercato di non perdere il contatto con i bisogni delle persone e di cercare le risposte concrete.
Un lavoro che ho visto riconosciuto in moltissimi ambiti fuori da Campello e che oggi mi consente di coordinare la consulta regionale di Anci in riferimento alla Cultura e Sistemi Museali, ad aver ottenuto un importante riconoscimento per il project work individuale in materia di marketing territoriale che ho presentato al master in amministrazione municipale (cui sono stata ammessa in
seguito a una selezione che ha individuato i 30 giovani amministratori partecipanti in tutta italia) e ad essere puntualmente consultata e rispettata dai colleghi di altri comuni. A fine Giugno inoltre porteró a termine un’ulteriore specializzazione con cui ho reinventato la mia carriera e che mi sta portando all’acquisizione di un nuovo titolo di carattere tecnico/urbanistico.
Tutte competenze che mi vengono riconosciute in ogni ambito. Solo a Campello sul Clitunno mi tocca avere paura ad aprir bocca, a suggerire e a parlare. Purtroppo, anche dal tono di scherno e sufficienza che ho visto durante l’ultima riunione, in cui venivo derisa anche dal sindaco anche per le mie competenze certificate nell’ambito della comunicazione, ho capito che le competenze non contano e che, aimè, l’unica virtù è di essere sempre completamente allineati.
Oltretutto, a ben vedere, allineata io lo sono. Perchè è pur vero che porto avanti le mie proposte con grande trasporto e spesso anche con cocciutaggine ma non ho mai fatto mancare il mio sostegno a questa amministrazione nelle sedi istituzionali che contano davvero e men che mai in Consiglio Comunale.
Sinceramente trovo illogica la volontà di espulsione che avete espresso: Se aveste avuto il buon cuore di interpretare una delle mozioni che ho presentato in merito alla modifica del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, avreste compreso che avevo iniziato a pensare di andarmene da sola. Senza fare drammi ma in tempi distesi e magari aprendo una strada differente mossa anche dalla volontà di collaborare sulle singole proposte e non mettersi di traverso. Esattamente come ho sempre fatto e continuerò a fare come consigliere a prescindere dal gruppo consigliare a cui apparterró.
Ma onestamente, a questo punto, vista anche la veemenza con cui mi è stato comunicato di volermi cacciare dal gruppo di maggioranza, attenderó una vostra decisione e non me ne andró da sola. Anche perchè se c’è qualcuno che ha il diritto di restare nel gruppo AmiAmo Campello, sono proprio io. Io che quei principi non li ho mai dimenticati e non ho mai avuto paura di uscire dalla comfort zone dell'allineamento costante per esprimere idee innovative di approccio all' amministrare il comune.
Ritengo sia un finale ingiusto per il mio percorso a favore di Campello sul Clitunno. Una cacciata spiacevole e, lasciatemelo dire, anche immeritata sostenuta da motivazioni troppo personali e inadeguate. Ritengo sbagliato chiudere le porte del dialogo e dell’ascolto a chi ha sempre lavorato mettendo
l’interesse di Campello di fronte a ogni forma di interesse personale. A mio Parere un sindaco non puó sottrarsi al confronto con un suo consigliere eletto. Non ci si puó arroccare in posizioni individualiste e personalistiche di antipatia personale. Io, come Fabiana, posso “lasciar stare” Maurizio e non parlarci mai più per il resto della vita.
Ma io come consigliere (per di più di maggioranza e che quindi ha contribuito all’elezione dello stesso) ho il dovere (non dico diritto ma... in fondo lo penso) di interagire con il sindaco e essere ascoltata senza che questo chieda di allontanarmi attraverso il comandante dei vigili (fatto avvenuto realmente ieri 1 aprile) mentre provavo a chiedere al sindaco di essere invitata al prossimo Preconsiglio (visto che sono ancora consigliere del vostro gruppo).
Il prossimo Preconsiglio poi è importante perchè la giunta illustrerà i documenti del bilancio di previsione. Documenti passati in giunta ieri ma su cui vorrei proporre una piccola ma importante modifica (e trovo ridicolo che per farlo dovró alzare la mano durante il consiglio per proporre un emendamento senza dar modo ai consiglieri di studiarlo e comprenderlo in tempi distesi, soltanto perchè il sindaco non mi vuole parlare).
Il piano personale, le eventuali incompatibilità caratteriali non possono e non devono in alcun modo intaccare quello che è un rapporto istituzionale in cui la diversità di opinione se gestita dal primo cittadino può essere ricchezza e all’interno del quale mi sono sempre mossa con grande correttezza senza giochini e esponendo il mio pensiero solo ed esclusivamente in vostra presenza. Io la chiamo Politica. La Politica buona. E credo che ne abbiamo tutti tanto bisogno per non continuare ad utilizzare metodi vecchi in tempi che richiedono, innovazione, idee e competenze per affrontare le sfide.
Vi chiedo dunque, nell’interesse di tutti, di evitare di espellermi dal gruppo consigliare di maggioranza e di avviare una stagione di recupero dell’equilibrio necessario a ricoprire con rispetto e senso delle istituzioni il nostro ruolo a favore della comunità. E mi permetto di dire anche che in questo contesto il sindaco dovrebbe garantire maggiore impegno nel creare unità. Va infatti considerato che, a differenza di ogni altro contesto, una istituzione non appartiene a nessuno. Quello che ricopriamo è un ruolo Pro Tempore e chi viene chiamato a rappresentarla ha un ruolo fondamentale: Ciascun consigliere, di per se, è portatore di alcune istanze dei cittadini. Ciascun consigliere riporta delle idee e dei bisogni e o le segue direttamente o fa opera di sintesi alla Giunta e al Sindaco.
Il primo cittadino dovrebbe ascoltare tutte le istanze e essere in grado di fare la sintesi di queste sintesi. Unire e non dividere. Ascoltare e non cacciare. Accogliere se è il caso. Non accogliere e spiegarne il motivo se non è il caso. Rispettare tutti allo stesso modo ancor prima di pretendere approvazione. Per tutti questi motivi, nel tentativo di cercare di innalzare il livello politico istituzionale dell'amministrazione del nostro Comune, vi chiedo un ragionamento di maggiore profondità e contenuto e di pensare quanto sconveniente sia allontanarmi dal gruppo di Maggioranza adducendo le motivazioni blande che ho avuto modo di ascoltare fino ad ora".
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