cronaca

Salvare la Pediatria 'Whatever it takes', ad ogni costo

 

Il punto di Enzo Ercolani sul Punto Nascita e la carenza di pediatri: ne sono rimasti soltanto tre, che resistono in modo quasi eroico

 

Fra le tante criticità che vive oggi il San Matteo, la più acuta, forse, è quella della Pediatria. Mancano, ovviamente, anche altri specialisti, ma quella dei pediatri è la carenza più sentita perché rischia di compromettere uno dei settori più nevralgici del nostro Presidio: senza i pediatri non si può assolutamente ripristinare il Punto Nascita e senza il Punto Nascita una Struttura Ospedaliera può essere tranquillamente ridimensionata e smantellata .

E' una cosa che sanno molto bene i Dirigenti Sanitari di Branca e di Orvieto, i quali non solo si sono affrettati a chiedere la deroga al famoso Decreto 70, ma, poiché la carenza dei pediatri è sentita anche dalle loro parti, sono ricorsi a mille espedienti pur di non chiudere. Qui, a Spoleto, è bene rimarcarlo, non abbiamo chiuso: ci hanno fatto chiudere. E senza una ragione.

Infatti i numeri del Punto Nascita spoletino sono sempre stati maggiori rispetto a quelli dei due Ospedali dianzi citati. Però, visto che non è facile declassare un Ospedale con un’Ostetricia funzionante, in maniera molto astuta è stata sfruttata l'occasione della Pandemia per fare finalmente quello che, da tempo, era nei desiderata di "qualcuno".

I pediatri attualmente in servizio sono tre. Logicamente non possono riaprire il Reparto ed il Nido e debbono limitarsi , pertanto, ad un'attività ambulatoriale che, nei giorni feriali, va dalle 8 alle 16.

Per tutti gli altri orari, o con l'ambulanza o con il proprio mezzo, bisogna dirigersi altrove, ovvero a Foligno. I tre sono piuttosto demoralizzati e non capiscono perché la Direzione Generale non si muova come si è mossa, ad esempio, ad Orvieto, dove i pediatri che mancano sono stati trovati tramite una convenzione con un altro Ospedale. Il forte sospetto è che "qualcuno" stia aspettando il momento in cui i tre si arrendano, alzino bandiera bianca e decidano di andarsene da Spoleto. Perché, a quel punto, quel "qualcuno" potrà dire, senza timore di essere smentito: "La carenza di personale è tale che non possiamo che chiudere definitivamente il Punto Nascita di Spoleto". Con tutto quello che ne consegue.

La nostra Associazione naturalmente non vuole, e nella maniera più assoluta, che ciò accada. Confida nella tenacia dei tre professionisti rimasti e chiede, nel contempo, fermamente, di adottare qualsiasi provvedimento (secondo il "whatever it takes" di draghiana memoria) affinché il Reparto ed il Nido tornino ad essere un patrimonio del San Matteo, di Spoleto e dei territori che ad essa hanno fatto sempre riferimento.



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I commenti dei nostri lettori

Mike

4 anni fa

Caro Angelini, secondo me Spoleto dovrebbe essere salvata dagli spoletini stessi…… unica città in Umbria ridotta nel più completo degrado….. Terni Foligno Gubbio Assisi e potrei citarne altre, sono uno specchio…… le strade (tutte) il centro storico sembrano una città del dopoguerra….. fatevi una domanda invece di cercare colpe derivanti da altri…..

GIANNI ANGELINI

4 anni fa

BISOGNA SALVARE SPOLETO DALLA DIREZIONE REGIONALE

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