cronaca

Decisioni maschiliste

 

Nubi all'orizzonte per il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale 'San Matteo degli Infermi'

 

Credo sia indubbio che un reparto di Ostetricia e Ginecologia sia un reparto del tutto femminile. Tutto il resto dell'Ospedale è “totipotente”, ma quel reparto e quella specializzazione esistono solo per assistere l'“altra metà del cielo”.

Chiuderlo, di conseguenza, significherebbe tenere in scarsa considerazione le esigenze della donna che sono tante e che acquisiscono il massimo livello nel momento della maternità.

La leggerezza con la quale, nel nostro Paese e nella nostra Regione, sono stati chiusi diversi punti Nascita, senza pensare seriamente a soluzioni alternative, denota, sotto certi aspetti, una visione alquanto maschilista della gestione della sanità pubblica.

Ovvio che la prima preoccupazione deve essere la sicurezza dell'utenza ma, dal momento che questa sicurezza si può conseguire solo con adeguati investimenti sulle strutture ed il personale, la domanda che uno si pone è: sono stati fatti questi investimenti per venire incontro alle esigenze della donna? Oppure si è deciso, “sic et simpliciter”, di soprassedervi per evitare pensieri e preoccupazioni (e, logicamente, spese)?   

Tutte queste osservazioni me le ha fatte, l'altro giorno, un'amica giornalista (non spoletina) e mi hanno fatto riflettere, perché accendono una nuova ed inusuale luce di interpretazione sulle decisioni prese (o che verranno prese).

Ci stiamo lamentando da anni della scarsa crescita demografica del nostro Paese e del suo progressivo invecchiamento, senza riflettere sul fatto che solo investendo in un'adeguata e capillare assistenza della maternità si può rimediare alle criticità suddette. Come può, infatti, una giovane affrontare serenamente (e sottolineo serenamente) una gravidanza se la struttura, a lei più vicina per partorire, viene cancellata, per cui si trova costretta a spostamenti che, fra impicci e imbrogli, la impegnano per mezze (o intere) giornate?

E quindi: non sarà che il maschilismo, sempre imperante alle nostre latitudini, non abbia la sua responsabilità in certe operazioni? La donna ha sempre subito e, checché se ne dica, continua a subire. Ebbene: o scriviamo, per assurdo, una nuova Costituzione, decidendo che così deve essere, oppure , una buona volta, ci si dà veramente da fare affinché venga rispettata.



I commenti dei nostri lettori

Rita Correnti

5 mesi fa

Non credo che l’articolo del dott. Ercolani sia una provocazione ma una giusta riflessione su dinamiche che quasi mai vengono calcolate. La parte femminile della città ringrazia e, detto tra noi, il grado di civiltà di una società si distingue dalla cura e il rispetto per le donne! Spoleto soffre. Per incuria, insensibilità e incompetenze varie distribuite elettoralmente in modo miope. Ma un simbolo è sopra tutti e chiaro. La vita è una linea tra la nascita e la morte. Dobbiamo avere i due traguardi nel territorio, altrimenti Spoleto diventa un non luogo. Una città che rinuncia alle nascite e alla vita è una città senza futuro. Sbilanciata. Lo sguardo femminile è essenziale all’equilibrio: le donne non devono essere sacrificate in un momento così importante. L’importanza e l’autorevolezza di un territorio risiede in questo argomento, qui e ora. Partiamo dal fatto che una città importante storicamente come Spoleto non può rimanere neanche un mese senza il reparto di ostetricia e ginecologia.

Il problema non è solo il maschilismo

5 mesi fa

A Enzo Ercolani rispondo che sono pienamente d'accordo sul rispetto delle donne in ogni suo aspetto, però le faccio anche notare che non è così facendo che si risolve la questione delle nascite. Questione che, insieme alle donne riguarda anche gli uomini e l'aspetto economico-demografico di un intero Paese e delle sue comunità. Infatti, ad incidere pesantemente sull'incremento delle nascite ci sono tanti altri fattori non di minore importanza. Come: Il lavoro, la scarsa retribuzione, il costo della vita, la partecipazione dello Stato, la sicurezza e molti altri motivi. Quindi, soffermarsi solamente su una questione, è come analizzare un'unghia di un coniglio (sterile) per cercare di capire perché non si riproduce. Tralasciando queste analisi non si aiuta a risolvere la questione delle nascite. E nemmeno quella di dove esse avvengono!

10-9= 1 oppure 10-10+1= 1

5 mesi fa

Forzatura per forzatura una pratica soluzione sarebbe, una volta conosciuto il sesso del nascituro, far nascere tutte le femminucce a Spoleto e i maschietti (per indefinirsi c'è tempo più avanti). La necessità di avere un ospedale vicino che offra servizi adeguati alle esigenze? ai diritti dei cittadini, di qualsiasi sesso (e età) è indubbia. Buttarla sul punto di vista femminile può essere una provocazione per accendere o tenere vivo il dibattito e l'attenzione ma nulla di più

OPEN YOUR EYES

5 mesi fa

Ci si lamenta tanto della possibile chiusura dell'Ospedale e a ragione....ma invece di mantenere sempre il dialogo sul piano politico, perchè non facciamo un bell'esercizio.... La sanità assorbe l'80 % del bilancio della regione. Quanto va a spoleto in proporzione al numero di abitanti? Quanto va ad altre città? Quanto contribuisce Spoleto al bilancio delle Regione? Ecco magari se ci si presentasse con questi numeri, forse si partirebbe da una base che non è solo io sono del PD tu sei della Lega, voi avete condannato l'Ospedale nel 19... no siete stati voi... e blah blah blah...

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