società

Te Deum di ringraziamento per il 2021: l’appello dell’arcivescovo Boccardo alla vaccinazione

 

Il presule ha ricordato gli eventi più significativi e positivi del 2021. Riflessioni anche sugli aspetti negativi della comunità ecclesiale e civile spoletina

 

"Te Deum laudamus! Te Dominum confitemur!”, “Noi ti lodiamo, o Dio, e ti proclamiamo Signore”: è l’inizio del canto che è risuonato in tutte le chiese il 31 dicembre scorso. Nel Duomo di Spoleto è stato l’arcivescovo Renato Boccardo a presiedere la solenne celebrazione dei Vespri e il canto del Te Deum al termine del 2021. Col Presule c’erano i parroci della Città e diversi fedeli. Sul presbiterio è stata sistemata la statua “Madonna con il bambino in grembo, detta della porta”, del XVI secolo, proveniente dalla chiesa di S. Bartolomeo a Todiano di Preci ed attualmente in esposizione, dopo il restauro post-sisma 2016, nella sala “La bellezza ritrovata” adiacente la Cattedrale. Sempre in Duomo il Vescovo ha celebrato la Messa del 1° gennaio, solennità di Maria Santissima Madre di Dio e giorno nel quale la Chiesa celebra la Giornata Mondiale della pace, giunta alla 55sima edizione. 

Nell’omelia del 31 dicembre mons. Boccardo ha ripercorso il 2021, ancora segnato dalla pandemia da Covid-19: “Un anno – ha detto - non da dimenticare, bensì da ricordare. Perché ci ha offerto un insegnamento di vita, perché è entrato nella nostra carne e ci ha costretto a guardare ciò che non avremmo voluto vedere, ricordandoci anzitutto che niente è scontato, e men che meno dovuto. Nemmeno il respirare, il darsi la mano o l’abbracciarsi quando ci si incontra; nemmeno il condividere la tavola con gli amici, nemmeno la gestione elementare dei ritmi quotidiani. Il Covid-19 ci ha obbligato a porci nuovamente di fronte all’orizzonte della nostra fine naturale per recuperare quella sapienza che da sempre nasce dal pensare la vita tenendo presente la morte. Stiamo imparando infine che abbiamo bisogno gli uni degli altri: è un insegnamento tanto semplice ed elementare quanto spesso disatteso e ignorato nel vivere quotidiano. Proprio mentre ci chiede di osservare il distanziamento e di indossare la mascherina, la pandemia ci sprona ad assumere la responsabilità verso gli altri, anche attraverso l’accesso convinto alla vaccinazione anti-virus: la vita mia e degli altri, soprattutto dei più fragili, dipende anche dal mio modo di agire”.

L’Arcivescovo, poi, ha ripercorso brevemente i momenti significativi vissuti dalla Chiesa di Spoleto-Norcia nel 2021, citando le occasioni di formazione offerti al clero e ai fedeli laici, la via Crucis on-line animata in Quaresima dai bambini della catechesi, il servizio della pastorale della famiglia e della pastorale giovanile, l’ordinazione diaconale di due giovani, i progetti di solidarietà promossi dalla Caritas diocesana. "Questi ultimi – ha sottolineato il Presule – hanno superato di gran lunga ogni migliore previsione e aspettativa: tra le tante iniziative realizzate, ricordo soltanto la grande raccolta di alimentari per la Bosnia, l’impegno generoso dei ristoratori per offrire cibo e pasti completi non soltanto in occasione del Natale e del Capodanno, l’attività diuturna della Locanda della Misericordia, i numerosi e variegati contributi assicurati con discrezione durante tutto l’anno. Vorrei che da questa Basilica Cattedrale giungesse a tutti coloro che, in modi diversi, si sono fatti carico della fatica e della sofferenza di tanti, il vivo e commosso ringraziamento del Vescovo".

Il grazie di mons. Boccardo al personale dell’Ospedale di Spoleto e a quanti si impegnano per la ricostruzione post sismica. “Desidero esprimere ai medici e agli operatori sanitari del nostro Ospedale – ha detto ancora il Presidente della Conferenza episcopale umbra nell’omelia del 31 dicembre - l’apprezzamento e la gratitudine per la competenza e dedizione con le quali hanno assistito i malati di Covid in tutti questi mesi. Senza dimenticare che, grazie alla sapienza e determinazione di chi ne è preposto, la ricostruzione post-sismica si sta finalmente consolidando e comincia a produrre buoni frutti”.

Il Vescovo riflette anche sugli aspetti negativi della comunità ecclesiale e civile spoletina. “Si va – afferma - dal problema dei giovani, sempre più ai margini della Chiesa, a quello delle famiglie, poco protette e incoraggiate da una politica che ne garantisca i diritti fondamentali e sostenga il matrimonio e le nascite, fino a quello della difficile convivenza civile, continuamente minacciata da una visione ristretta della realtà, da interessi di parte o di partito, spesso aliena - almeno apparentemente - dalla ricerca e dalla promozione del bene comune. Le crescenti situazioni di povertà, che colpiscono anche famiglie che fino a ieri stavano relativamente bene e si trovano ora senza lavoro o senza un adeguato sostegno per le proprie necessità anche più quotidiane, interpellano la Chiesa, ma anche la società politica e il mondo del lavoro e dell’impresa, per trovare insieme vie di giustizia e di solidarietà, così da affrontare la crisi partendo da questi valori fondamentali. Di tutto questo abbiamo ben presente la portata e le problematiche, che devono essere oggetto costante del nostro impegno. Sono certo, tuttavia, che la fede in Cristo e i valori umani, culturali e sociali di cui è ricca la storia della nostra Città e del suo territorio, sono come una riserva aurea alla quale possiamo attingere anche oggi per guardare al futuro con speranza e fiducia”.



I commenti dei nostri lettori

Roberta Privitera

11 giorni fa

Bravo Matteo, ottima idea far passare tutti gli appartenenti della Chiesa Cattolica attraverso il vaglio di un bravo esorcista! Chissà quanti supererebbero la prova! Vista la continua scarsa coerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno un pò tutti...uomini di chiesa e fedeli. Hanno risorse di ogni genere -dai beni immobili, spesso inutilizzati, ad opere d'arte e denaro investito anche in armi e tenuto in conti bancari poco limpidi- mentre, specie adesso, tanti sono in grande difficoltà. Che dire poi, della Caritas che nega un aiuto alimentare a chi non è 'punturato'? L'inferno aspetta alcuni ma non me che al massimo andrò in Purgatorio...pace e bene a tutti!

Matteo

14 giorni fa

RENATO, CHIAMA UN ESORCISTA, NON C'È ALTRO RIMEDIO.

Su Roberta, non esageriamo!

14 giorni fa

Gentile Signora Roberta Privitera, non le basta prendersela con gli scienziati, con i medici e con politici? Ora rimprovera anche il prelato? Guardi che così facendo rischia una sonora scomunica. E il suo "contenitore dell'anima" perderà acqua da tutte le parti. Dentro di esso non resterà nulla e dovrà dire addio al Paradiso.

Elel

14 giorni fa

Ma la Chiesa perché non s'interessa di ciò che le compete veramente?

Roberta Privitera

15 giorni fa

L'arcivescovo, così come il Papa, dimentica che il contenitore dell'anima cioè il nostro corpo mortale che ci è stato dato da Dio - o Madre Natura - dovrebbe essere mantenuto più integro e puro possibile, così come il contenuto. Acconsentire a farsi iniettare sostanze non dichiarate, previa firma, da personaggi, dal più potente e facoltoso imprenditore di big pharma al semplice medico vaccinatore, che di questa infinita sperimentazione fanno speculazione e commercio, lasciare che il proprio corpo sia trasformato in 'altro' e sia volontariamente 'venduto' alle case farmaceutiche - perchè diventato prodotto derivato dai loro brevetti- mi sembra un pò come vendere l'anima al diavolo...ma perchè la Chiesa si fa portavoce di questioni che non la riguardano e che addirittura le sono contrarie?

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