cultura e spettacolo

La Sala Frau il 2 gennaio ospita 'Lettere a Francesca'

 

L'appuntamento è promosso da Spoleto Back Beat: tutti i dettagli

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato degli organizzatori dell’appuntamento dal titolo “Lettere a Francesca”, in programma il 2 gennaio alla Sala Frau:

...cara Francesca, sfogliando le pagine di un giornale, ho avuto l’occasione di incontrare il tuo nome,e ho pensato di scriverti... 

(17 Gennaio 1965) 

Ventitré anni di vita, scanditi da un'intensità biografica ed intellettuale esemplare, che le diciannove Lettere a Francesca, distribuite in un arco di tempo che va dal 1965 al '70, aiutano a svelare nei loro risvolti più intimi ed umani.
Una costante, vibrante confessione sulle ragioni e non ragioni dell'esistere, sui valori della fede, sui problemi della cultura, sulle prospettive della poesia. 

Una proiezione della vicenda individuale sullo schermo degli anni sessanta, segnati dalla contestazione giovanile, dalla rivolta talvolta incontrollata ad ogni schema precostituito.
L'incontro 'letterario' tra i due giovani, dopo una serie di iniziali riservatezze, trasposte sul piano del paradosso e del grottesco, provoca gradualmente una reazione a catena di abbandoni sentimentali e verbali, che la distanza e la non conoscenza personale sembrano in qualche modo valorizzare. 

La lontananza accompagna ed aiuta una più agile e spregiudicata messa a nudo della propria anima. Il carteggio si dissolve nelle spire avvolgenti di una poesia, che si pone, ancora una volta, come possibile occasione, se non di salvezza, almeno di sopravvivenza. 

Prof. Francesco D’Episcopo 

‘Lettere a Francesca’ è diventato un film, realizzato da Stefano Alleva, regista, che ha dato forma alle ‘immagini di poesia’ che la vicenda umana e poetica di Vincenzo Rippo ha lasciato come eredità ai giovani ed alle generazioni di sempre. Oggi come allora, attraverso una ‘comunicazione invisibile’ , i giovani si cercano e si incontrano per cercare un futuro da condividere ed un presente in cui sopravvivere... La fantasia, il gioco, l’immaginazione, ma anche la fragilità, l’insicurezza, la solitudine, rappresentano ancora il vissuto quotidiano di una generazione alla ricerca di una improbabile identità che li accompagna lungo le strade di un ‘futuro presente’... . 



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