politica

Il palazzo della Posterna al centro della nuova interpellanza di Grifoni

 

Il consigliere comunale chiede alla Giunta Sisti lumi in merito alle azioni previste per risolvere, 'una volta per tutte', la vertenza

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'interpellanza presentata da Sergio Grifoni riguardante il palazzo della Posterna:

"Il sottoscritto

Ricordato

Come ormai da anni si stia trascinando la controversia legale legata al caso meglio conosciuto come “Palazzo della Posterna”,  interessato da numerose vicende, amministrative e legislative,  scandite da precisa cronologia, così riassunta:

  1. Il Comune di Spoleto, il sette maggio del 1996,  invia una nota alla società FINDEM srl, proprietaria di alcuni stabili gravanti in via Interna delle Mura e ad altri possessori dei terreni circostanti, con la quale comunica che, avendo intenzione di realizzare un sistema di mobilità alternativa, denominato “Spoleto Città Aperta all’Uomo – Città senz’auto”, deliberato con atto n° 95 del 23.04.1996, l’area di loro proprietà verrà interessata per tale finalità;
  1. Il Dirigente del Comune, competente per materia, il trenta marzo 1998, scrive nuovamente ai suddetti soggetti, comunicando che, ai sensi dell’art. 7 della L. 241/90, l’Ente ha avviato il procedimento di che trattasi,
  1. Il Consiglio Comunale, con atto n. 135 del dodici ottobre 1998, adotta il Piano Particolareggiato di esecuzione per ristrutturazione urbanistica di iniziativa pubblica, prevedente un Parcheggio multipiano di 400 posti ed un palazzo di civile abitazione per un volume di 15.000 m/c, integrata con successiva delibera consiliare del gennaio 1999, recepente alcune osservazioni della parte proprietaria degli immobili;
  1. Il 14 aprile 1999, la Regione dell’Umbria, con determina dirigenziale prende atto del suddetto Piano Particolareggiato, dettando alcune prescrizioni di vincolo urbanistico ed ambientale, legato soprattutto alla volumetria dell’edificio;
  1. Il Consiglio Comunale di Spoleto, con delibera n. 82 del 29 aprile 1999 approva in via definitiva il Piano Particolareggiato che diventa operante il 22 giugno successivo;
  1. Il 24 giugno del 1999 l’Amministrazione Comunale approva il progetto esecutivo del primo stralcio funzionale.

Ricordato altresì

  1. L’Amministrazione Comunale invia nota  a tutti i proprietari in parola, comunicando l’avvenuta approvazione del Piano ed invitando gli stessi a manifestare,  entro trenta giorni, l’intenzione o meno a partecipare, singolarmente o in formula consortile, alla realizzazione dell’opera prevista, nota che riceve assenso dalla sola FINDEM srl;
  1. Il 24 agosto del 2000 vengono assegnati  i lavori del parcheggio alla società Asfalti Sintex;
  1. Il Comune, in data cinque ottobre del 2000, comunica ai proprietari dei terreni l’inizio della pratica di esproprio;

Considerato

  1. Come, nel frattempo, con Legge n. 183 del 18 maggio 1999, la Regione dell’Umbria avesse approvato le nuove norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo, seguito da analogo atto n. 85 del 29 ottobre 1999 con il quale l’Autorità del Bacino Fiume Tevere, approva il Piano Straordinario diretto a rimuovere le situazioni di rischio;
  1. Che tra le aree di cui al precedente comma, risultava essere inserita anche la zona immediatamente adiacente il Torrente Tessinello, interessata direttamente alla edificabilità prevista nel Piano Particolareggiato sopra citato.
  1. Che il suddetto vincolo veniva superato solo nel 2006, dando il via così alla possibilità di presentazione del progetto e di richiesta della concessione edilizia, che veniva rilasciata, in data 15 febbraio 2006, dalla apposita Commissione, con relativo permesso alla costruzione n. 7107.

Considerato altresì

  1. Che, con l’inizio dei lavori di costruzione, si accende una  protesta popolare e si avvia una indagine aperta dalla Procura che vuol vederci chiaro circa la volumetria prevista dal progetto.

Preso atto

  1. Del successivo sequestro dello stabile in parola, avvenuto in data 21 aprile 2009, motivato dalla presunta  illegittimità del permesso a costruire per superamento dei volumi, con rinvio a giudizio di molti soggetti, tra cui tecnici comunali, condannati in prima istanza e poi assolti in appello, in virtù di una perizia redatta dal CTU nominato dalla Corte di Appello stessa;
  1. Il successivo ricorso in Cassazione da parte della Procura, porti alla definitiva sentenza di condanna con ammissione di illegittimità del permesso alla costruzione e ordine di demolizione;
  1. Nel novembre del 2017 la Procura rende esecutivo tale ordine di demolizione, seguito dal ricorso dei proprietari degli appartamenti già occupati che chiedono l’incidente di esecuzione.

Preso atto inoltre

  1. Come la Corte di Appello di Firenze prenda atto dell’incidente di esecuzione, riconoscendo un palese interesse privato praticato in buona fede, auspicando una pacifica risoluzione fra le parti, vista anche la legittimità dell’ordinanza emessa dalla Procura, e sospendendo in via momentanea, ma non definitiva, la demolizione dell’immobile;
  1. Come siano state presentate  tre istanze di sanatoria da parte dei proprietari e dei costruttori, due delle quali respinte ed una ancora in essere, fattore questo che  lascia aperta ogni ipotesi futura;
  2. Come sembrerebbe essere  in corso presso il tribunale di Spoleto una causa di richiesta risarcimento danni da parte della ditta costruttrice nei confronti del Comune per un importo di svariati milioni di euro, alla quale potrebbe aggiungersi, in caso di demolizione, quella dei proprietari degli appartamenti

Interpella

la SV al fine di conoscere:

Quali azioni concrete l'Amministrazione Comunale intende mettere in atto per poter risolvere, una volta per tutte, la vertenza in parola che, se non definita, potrebbe significare un danno economico non indifferente per il Comune.

Si chiede discussione della presente Interpellanza  in sede di Consiglio  Comunale, unitamente a risposta scritta".



I commenti dei nostri lettori

Casa Rossa Associazione culturale

1 mese fa

E i danni alla città! Demolizione unica soluzione. E chi è responsabile dello scempio paghi i danni.

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