politica

La Cementir al centro della nuova interrogazione di Grifoni

 

Il consigliere ha chiesto all'Amministrazione Sisti di attivarsi al fine di 'elaborare un progetto mirato per una fattibile riconversione dello stabilimento '

 

Il caso Cementir tornerà a breve sui banchi del massimo consesso cittadino. Il consigliere Sergio Grifoni, nelle ultime ore, ha infatti presentato una mozione tesa a chiedere all’Amministrazione del sindaco Andrea Sisti di attivarsi immediatamente al fine di rilanciare lo stabilimento. Pubblichiamo integralmente il documento:

Ricordato

- Come la così conosciuta fabbrica delle “Cementerie”, sia stata nel tempo, remoto e recente, una realtà industriale ed occupazionale di elevata consistenza qualitativa e quantitativa, tanto da rappresentare un sicuro sostentamento per centinaia e centinaia di famiglie, unitamente all’indotto che la stessa ha sempre prodotto;

- Come, dopo la gestione Cemitaly del Gruppo Caltagirone, la stessa sia diventata nel 2018 Italcementi Heidelberg, potendo contare su 87 dipendenti diretti e 124 lavoratori di indotto, ereditando altresì una capacità produttiva di circa 350.000 ton di cemento;

- Che il medesimo Gruppo Italcementi, nell’aprile del 2019, vendeva l’azienda alla propria partecipata Colacem di Gubbio, diventando così Spoleto Cementi srl. Passaggio questo che ha gradualmente portato alla riduzione di personale lavorativo, per lo più trasferito nello stabilimento eugubino, ed alla perdita di clienti, tanto da far scendere drasticamente la produzione a 211.000 ton di cemento.

Ricordato altresì

- Che lo stabilimento spoletino ha sempre usato come materiale di base la breccia ricavata dalla cava di S. Chiodo, e questo grazie all’apposita convenzione  con la Regione dell’Umbria e con il Comune di Spoleto;

- Che la breccia anzidetta veniva lavorata nell’alto forno aziendale, diventando un semilavorato (Clinker), per poi passare al Centro di Macinazione, al fine di diventare cemento come prodotto finito. 

Rammentato

- Che la Colacem, nel 2019, ha deciso di spegnere il su richiamato forno, interrompendo così la fase di produzione del clinker, lasciando di contro funzionante solo il Centro di Macinazione. Taglio produttivo questo che ha portato ad una corposo licenziamento di ben 44 dipendenti (gran parte in giovane età) a causa delle ridotte necessità produttive;

- Che allo stato attuale anche il Centro di Macinazione è in completa chiusura con i rimanenti 27 dipendenti in stato di esubero e con probabile loro collocazione in prepensionamento, trasferimento presso lo stabilimento di Gubbio, licenziamento incentivato.

Preso atto

Che alla luce di quanto sopra, mentre lo Stabilimento va verso la dismissione, la Colacem manterrà comunque il suo diritto di escavazione nella cava di S. Chiodo, compresa la possibilità di smaltimento del materiale calcare giacente in magazzino, non idoneo per la cottura, ma particolarmente appetibile per lavori di sottofondo stradale. 

p.t.q.s.

Impegna

Il Sindaco di Spoleto e l’Amministrazione Comunale a:

- Attivarsi immediatamente affinché, di concerto con la Regione dell’Umbria e con gli Organismi ad essa collegati, si possa elaborare un progetto mirato per una fattibile riconversione dello stabilimento di S. Angelo in Mercole, nel pieno rispetto naturalistico, ovvero evitando soluzioni che portano ad un possibile inquinamento ambientale, per la qual cosa il nostro territorio ha già dato con la discarica di S. Orsola;

- In contemporanea attivarsi per cercare di individuare una possibile realtà imprenditoriale in grado di rilevare l’azienda e proseguire sulla stessa linea di produzione, viste anche le professionalità e le esperienze che la stessa in tal senso può vantare;

- A non rinnovare, per quanto di propria competenza, la convenzione per lo sfruttamento della cava di S. Chiodo, di prossima scadenza, fino a quando non sarà trovata una soddisfacente soluzione per lo stabilimento spoletino. Nel contempo chiedere ufficialmente alla Regione dell’Umbria analogo comportamento per quanto di sua spettanza;

- Di aggiornare periodicamente il Consiglio Comunale sulle eventuali evoluzioni della vicenda che interessa la suddetta azienda ed i lavoratori ad essa collegati.



I commenti dei nostri lettori

Alessandro Costanzi

2 mesi fa

Non prendiamo in giro la gente a fini personali. Il cementificio,come la fonderia ex Pozzi, due fabbriche di vitale importanza per l'economia di Spoleto,nei momenti di difficoltà e incertezze sul loro futuro sono state ignorate. Allo spegnimento degli impianti e chiusura (morte dell'azienda),c'è chi vuole incatenarsi ai cancelli,chi appende bandiere,chi chiede una efficace cura per salvare il morto. C'è chi accusa ex amministratori comunali superficiali e inadatti al ruolo,(senatore Lucidi, dove eri?) Purtroppo le belle parole ricordano il morto ma sono inutili per il risveglio.

GIANNI ANGELINI

2 mesi fa

SI CHIUDONO SEMPRE I CANCELLI QUANDO I BUOI SONO USCITI.

Un cittadino

2 mesi fa

In qualsiasi modo vadano le cose e comunque tutti ci auguriamo una positiva soluzione del problema con il recupero della forza occupazionale persa ed anche dell’indotto collegato (attività di autotrasporti in primis), l’aspettò più importante che dovrà essere sempre valutato e’ l’ impatto ambientale anche in funzione del materiale di alimentazione dei forni con particolare riguardo al PFU (pneumatici fuori uso). I grandi gruppi italiani cementieri, principalmente la cementir di Caltagirone, hanno preferito la delocalizzazione dei propri stabilimenti all’ estero, soprattutto nord Africa, anche per la minor presenza di lacci e lacciuoli giuridici per la tutela ambientale

Luigi cintioli

2 mesi fa

Sig Sergio grifoni, il piano esiste e verrà presentato al legittimo proprietario della ex cementir in settimana. Cioe a Carlo Colaiacovo Dr luigi cintioli Ps e poi al sindaco ecc

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