cronaca
Verrà chiesta la deroga?
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Verrà chiesta la deroga?
Possibile svolta in arrivo per il Punto Nascite dell'intervento ma serve l'intervento immediato del sindaco Sisti
Il famoso Decreto 70, quello dell'aprile 2015 che indicava gli standard quantitativi e qualitativi delle Strutture ospedaliere del Paese, verrà modificato. L’esperienza della pandemia ha dimostrato diverse criticità del nostro servizio sanitario e ci saranno quindi delle revisioni per quanto riguarda i suddetti parametri. Si è aperto un confronto con le Regioni, dal quale scaturiranno significative e importanti variazioni su quanto era stato stabilito solo qualche anno fa.
Interessante, ad esempio, anche perché riguarda il SanMatteo in maniera diretta, il capitolo Punti Nascita. Se il Decreto 70 era stato categorico sul numero dei parti che potevano assicurare il mantenimento dell'Ostetricia, con il nuovo Decreto si è più possibilisti: il Punto Nascita, se presente in zone disagiate e purché venga garantito l'assetto dell'emergenza urgenza, può essere mantenuto anche con meno di 500 parti. Logicamente deve essere chiesta, indirizzandola al Comitato Nazionale Percorso Nascita, una deroga. E’ quanto, ad esempio, è stato fatto, tempo addietro, per l'Ospedale di Branca e di Orvieto. Potrebbe (e dovrebbe) avvenire anche per quello di Spoleto, ma siamo sicuri che la richiesta sarà avanzata?
La nostra Ostetricia, che, comunque, già viaggiava sui 500 parti l'anno ed è sicuramente il punto di riferimento di una zona disagiata (la Valnerina), non ha purtroppo, oggi come oggi, il pieno assetto dell'Emergenza Urgenza (mancano, h24, il pediatra, il cardiologo e lo stesso ostetrico ginecologo). Chiedendo la deroga, l'Azienda sarebbe di fatto obbligata a colmare i vuoti assistenziali, assumendo e restituendo al SanMatteo quello che aveva. Viceversa sarà nella possibilità di "risparmiare" dirottando altrove le risorse (e i soldi).
Torno a sottolineare come la permanenza o meno del Punto Nascita consenta un futuro dignitoso al nostro Presidio (ed anche efficienti livelli assistenziali a territori a noi prossimi) e ricordo pure che la presenza di una valida Struttura Sanitaria non solo qualifica la città, ma garantisce anche lo sviluppo socioeconomico del nostro comprensorio.
Per tutto ciò, io credo che la prima persona interessata a chiedere la Deroga sia il primo cittadino di Spoleto. E' vero che da un punto di vista formale e burocratico dovrebbero essere gli Uffici Regionali a farlo, ma se aspettiamo che si muovano spontaneamente in tal senso penso che invecchieremo un bel pò.. E’ il Sindaco, quindi, che dovrebbe per primo far sentire la sua voce, con autorevolezza e determinazione, pretendendo il ritorno alle condizioni preCovid ed evitando così che qualcuno (come temono in molti) profitti della Pandemia per mortificare definitivamente il SanMatteo. Lo farà?
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I commenti dei nostri lettori
ieri, oggi, domani
4 anni fa
Il signore che mi precede non ha letto il Programma (meglio definirlo intenzioni programmatiche) del Sindaco Sisti. Un programma ambizioso che disegna la città e il suo domani e il domani è dietro l’angolo Sintetizzo per come lo ricordo: . Per Sisti l’Ospedale di Spoleto, porta di sbocco di questa parte dell’Appennino, deve tornare pienamente operativo e nel disegnare il futuro propone … . 1) Spoleto e il suo territorio deve attuare concretamente la sanità di prossimità. 2) L’istituzione di nuovi presidi come le “Case della Salute” e in sinergia con l’Ospedale sistemi innovativi quali la telemedicina e la teleassistenza per permettere agli spoletini di non doversi curare lontano dalla città o a pagamento. . A mia volta aggiungerei la realizzazione di un eliporto da mettere al servizio dei mezzi di emergenza degli ospedali presenti sul territorio come già avviene nella vicina Regione Marche. . Un progetto ambizioso che trova fondamento negli indirizzi del “Next Generation EU – sanità” predisposto dal Governo Draghi teso a “Rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale con una forte rete di servizi di base”. Tutto questo, a mio avviso, è possibile se riusciamo ad ottenere la concreta, fondamentale operatività del San Matteo degli infermi. . I problemi che il Sindaco dovrà affrontare appaiono impegnativi. Occorrono conoscenze e capacità progettuali coerenti con gli indirizzi e le procedure dell’UE per cogliere le opportunità che da essa discendono come, per esempio: . - il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) - il Fondo sociale europeo (FSE) - il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) . Sono queste ultime risorse aggiuntive che verranno erogate lungo gli anni 2021-2022 e la cui utilità dipende da come verrà interpretato e realizzato il Next Generation EU. Penso per esempio ma è solo un accenno, all’importanza della formazione degli operatori che dovranno gestire il futuro che vorremmo costruire per noi stessi e le generazioni future. (Una domanda: ci sono progettisti capaci? E l’organizzazione? … attendo fiducioso) Bisognerà, inoltre, negoziare con la Regione la fattibilità dei percorsi programmati . Difficile esercizio se come alcuni dicono, la sanità dell’Umbria sta andando verso la privatizzazione (possibile costituzione di società miste tra pubblico/privato) che è il contrario di quello che la Giunta Sisti sembra proporre e che a mio avviso non dobbiamo fare. Troppo forte il cambiamento. . Mi firmo … ieri, oggi, domani 1987/88 ps Su questi temi se fossi in Sindaco di questa città organizzerei un convegno preparatorio – una 3 giorni - invitando tra gli altri anche il primo ministro o chi per lui.
XXX
4 anni fa
Facciamo insieme una risata: Non nasceranno più spoletini, ma Folignati o Ternani!
Roberta Privitera
4 anni fa
Mi sembra di ricordare che il primo cittadino, in tempo di elezioni, abbia affermato che lui, da eventuale sindaco, non avrebbe potuto -o voluto- avere voce in capitolo sulle questioni sanitarie non solo nazionali ma anche locali, come il nostro ospedale...non ci conterei molto su un suo intervento in merito.
Paola
4 anni fa
L'UNICO PUNTO PER FAR RIPARTIRE GLI OSPEDALI È ASSUNZIONE - IL PERSONALE, le altre tutte chiacchere, CONCORSI A TEMPO INDETERMINATO
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