cultura e spettacolo

Nuovo appuntamento per scoprire le rovine del paese fantasma di Scoppio

 

Il borgo medievale, disabitato da tempo, domenica ospiterà 12 artisti per una mostra-evento della durata di un giorno

 

Dopo lo sperimentale tentativo di incursione dello scorso anno, il borgo medievale abbandonato di Scoppio è teatro, per la seconda volta, di una mostra-evento della durata di un giorno. Un percorso espositivo non lineare e dalla forte multimedialità, che si inserisce orizzontalmente, con interventi site-specific, tra le affascinanti e mistiche rovine del piccolo paese fantasma. 

I dodici artisti in mostra, provenienti da background molto diversi, presentano opere silenziose, gentili, frutto dell’incontro con le diverse manifestazione del luogo, che quasi come un organismo abbraccia i lavori, li assorbe e guida gli spettatori-esploratori attraverso essi. Ne risulta un’apparizione non centralizzata, a cavallo tra realtà e visione, che come un’allucinazione collettiva mette in crisi la temporalità, i confini tra le cose e il concetto stesso di abitare e navigare cognitivamente un luogo. 

Con il contributo speciale di: Arianna Tremolanti, Andrea Beghetto, Arianna Del Grosso e Jerico Cabrera Carandang. 

“Caro Amico... L’altro giorno ero fermo nel traffico e tra i vetri delle auto ho intravisto quel luogo lontano che mi osservava. Lui non era lì, anche se io forse c’ero. Ti ricordi?
Quella piazza fatta di roccia che ti dissi avrei sognato tra qualche giorno o forse un poco più. È una manciata di abitazioni, difficile definire i confini tra una e l’altra; dove la terra diventa roccia e la roccia diventa mattone. Eppure sembra quasi tutto casualmente a misura d’uomo, verticale e gentile. Uno spazio ovale battuto dalla pioggia, puntuale e severo nella sua incertezza. 

Sai, amico mio, quando scendi quel sentiero è come fare un tuffo in piscina e andare giù, sotto l’acqua e un po’ più giù. Lo spazio tra le cose diventa solido e gli occhi non servono più, mi ritrovo da un punto ad un altro, tra le case, senza sapere come ci sono
arrivato. Tutto lentamente assume un ordine diverso, si assesta in circolo e il peso specifico delle cose viene anch’esso sovvertito, ma sempre in equilibrio; come se il tutto fosse uno e l’uno comprendesse il tutto. 

Se ascolti bene puoi sentire profumi che non so raccontarti ed è come se accadesse sempre qualcosa, ma un po’ più in là dove ancora non posso vedere, ad un palmo dalla mia mano.
Sono io che respiro o è la montagna che respira attraverso me? Cose strane danzeranno qui, amico mio, e io quasi non penso più, quasi non desidero più nulla...” 

Scoppio è una frazione disabitata del comune di Acquasparta, in provincia di Terni. I resti del paese si trovano lungo la strada regionale 418 che arrampicandosi sui Monti Martiani collega Acquasparta a Spoleto. Aggrapato ad uno sperone di roccia che domina la vallata circostante (da qui il nome, dal latino scopulus, scoglio), il minuscolo borgo viene completamente abbandonato intorno al 1950 a seguito dei danni causati da una serie di terremoti. Scarse sono le testimonianze storiche riguardo la fondazione e i primi anni dell’insediamento originale, di cui oggi è possibile ancora ammirare, oltre che ai resti di una dozzina di case, parti della cinta muraria trecentesca e la piccola chiesa di S. Pietro. 

Come raggiungere Scoppio: Prendere la strada sterrata lungo la SR418 (coordinate incrocio: 42.7120670, 12.5873735), percorrerla fino ad un largo spiazzo dove sarà possibile lasciare le macchine (coordinate parcheggio: 42.7317365, 12.5911726) e proseguire a piedi gli ultimi 500 mt lungo il sentiero che porta al paese (coordinate ingresso: 42.7291151, 12.5967147). 

Attenzione: Usando le mappe digitali o i navigatori satellitari, NON seguire le indicazioni direttamente per Scoppio o per le ultime coordinate fornite, bensì seguire i tre passaggi in ordine; evitando così di essere erroneamente indirizzati su strade accidentate o non percorribili dalle autovetture. 



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