cultura e spettacolo

Il Maestro Antonio Moccia annuncia la fondazione dell'Accademia Internazionale delle Arti Gian Carlo Menotti

 

Lettera aperta alla cittadinanza per spiegare le novità in arrivo: previsti circa 350 posti di lavoro stabili. 'Obiettivo fare di Spoleto un'importante meta culturale'. L'attacco alla politica.

 

Riceviamo e pubblichiamo la nota con la quale il Maestro Antonio Moccia annuncia l'imminente fondazione dell'Accademia Internazionale delle Arti Gian Carlo Menotti.

"E’ la volta buona per i cittadini di Spoleto di porre fine alla devastazione politica, culturale, turistica, artigianale, commerciale, economica ed occupazionale della città. Per questo motivo la nascente “Fondazione Accademica Internazionale delle Arti Gian Carlo Menotti” propone un suo progetto di rilancio culturale, turistico ed occupazionale della città di Spoleto ai cittadini, alle forze politiche che concorrono per le elezioni amministrative e alle associazioni imprenditoriali di categoria.  

Ci chiediamo come mai il popolo di Spoleto abbia consentito per anni a bande di politicanti senza alcuna competenza di ‘arraffare’ la straordinaria storia della città del Festival. Ancora, ci domandiamo come mai sia stato permesso a questi ‘assetati vampiri’ di lucrare politicamente sulla grande storia costruita da altri e sulle speranze dei cittadini di Spoleto, senza mai pensare, invece, che la politica è dedizione, intelligenza e cultura. 

In tempi volutamente dimenticati dalla storia politica della città quando Spoleto era potente e nota nel mondo artisticamente e turisticamente, per gli stranieri la città del Festival significava piacere, sogno, nostalgia, ma soprattutto grande arte, cultura, spettacolo, musica e straordinaria bellezza. La città di Spoleto era equivalente all’Arcadia, era terra dell’arte, della pittura, del teatro e della danza, era terra ideale che stimolava la libertà creativa. Di tutto questo oggi il Maestro Menotti direbbe: ‘che dei trofei e delle grandi conquiste artistiche e turistiche di Spoleto, il popolo ne raccoglie solo vergogna e macerie’. 

Abbiamo consapevolezza che la politica sia un’arte di governo che ha la forza e il potere di cambiare le cose. Le cose possono e devono cambiare ma, per farlo, c’è un solo modo: studiare e formulare proposte come faremo noi e che non sono, come al solito, la rappresentazione del libro delle bugie. Sono cose certe, dettagliate e soprattutto realizzabili. 

A Spoleto, come tutti avrete avuto modo di constatare, il problema prioritario non è quello di diventare sindaco ma è quello di fare il sindaco. Un Sindaco dotato della necessaria consapevolezza della portata dei problemi, capace di mettersi in ascolto e di affinare la conoscenza e il pensiero. Un Sindaco che dovrà avere la capacità di leggere e di comprendere i processi di trasformazione imposti dalla pandemia, tradurli in proposte e trasmetterli poi con delicatezza dei messaggi ed eleganza delle azioni. 

Lo scopo deve essere quello di fronteggiare la solitudine e la preoccupazione delle famiglie e dei giovani di Spoleto che vedono seriamente compromesso il proprio futuro. 

Non è possibile continuare a negare il progresso e lo sviluppo da parte di qualcuno, per difendere l’esistenza della selvaggia lottizzazione, soprattutto del Festival dei Due Mondi; con molta serietà e correttezza comunicheremo al Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Festival le nostre considerazioni sull’ingiustificato numero delle unità che compongono il team preposto alla realizzazione e alla gestione tecnica della programmazione, chiedendone la riconversione.

Per la realizzazione di un progetto credibile occorre riannodare il dialogo con i cittadini di Spoleto e con le associazioni di categoria del settore alberghiero, del turismo, del commercio e dell’artigianato. Un dialogo di prospettive di sviluppo, di concreto benessere per tutti. La gente ha bisogno di cose semplici ma che abbiano un giusto senso. 

Lo scopo, in tempi di crisi, è quello di cercare e trovare la fonte giusta dove tutti possano abbeverarsi. Così, proprio attraverso questo esempio già esplorato dal grande Maestro Gian Carlo Menotti, intendiamo disegnare il profilo di un nuovo sindaco alla guida di una futura amministrazione nascente. 

Saranno i nuovi eletti a dover dimostrare cosa significhi essere donne e uomini che si donano alla fiducia dei cittadini che credono in essi e che si rendono responsabili e partecipi del futuro della propria città.

A tale scopo, nella città di Spoleto, come appendice al progetto di riconversione del Festival dei Due Mondi, nasce la “Accademia Internazionale delle Arti Gian Carlo Menotti” tra le più eccellenti al mondo. In seno al progetto accademico è prevista anche la costituzione della “Orchestra Internazionale Gian Carlo Menotti” composta dai più prestigiosi strumentisti dei paesi partecipanti al progetto che sono: Italia, America, Giappone, Corea del Sud e Repubblica Popolare Cinese, i cui costi economici saranno in partenariato con i paesi sopra indicati. 

Come si evince dal progetto complessivo l’obiettivo è quello di fare di Spoleto un’importante meta culturale di grande rilevanza artistica, turistica, commerciale, economica e occupazionale. L’Accademia sarà, senza alcun dubbio, un punto di riferimento importante per i giovani artisti del mondo che parteciperanno ai corsi accademici di Alto Perfezionamento.  

L’Accademia annovererà tra le sue collaborazioni gloriosi personaggi del mondo della musica, dell’arte e della cultura, che hanno già dato la propria adesione. Essi godono della fama di milioni di fans distribuiti in Europa e nel mondo. Saranno essi testimonials diretti del progetto accademico e turistico in quanto garantiscono una eco straordinaria, impossibile da raggiungere con qualunque altro strumento di promozione convenzionale. Inoltre, con il Progetto Accademico Internazionale delle Arti abbiamo inteso far incrociare l’arte di Gian Carlo Menotti con le Vie di Marco Polo. Con tali personaggi, infatti, si entra in un sistema di riconoscibilità mondiale che potrebbe avere una ricaduta promozionale e turistica su Spoleto, diretta ed indiretta, tramite proposte illustrative ed esecutive con le amministrazioni ed istituzioni internazionali.  

L’obiettivo è quello di ‘fare grande Spoleto’ creando a breve e medio termine, compatibilmente con i tempi della formazione professionale, circa 350 posti di lavoro stabili, oltre al personale stagionale e a quelli che ne deriverebbero dal rilancio delle attività dell’indotto turistico. 

Infine, il progetto complessivo che presenteremo con i suoi contenuti programmatici, vuole essere uno dei momenti più significativi e rivoluzionari della storia culturale di Spoleto, la quale deve alzare la testa rivolgendo lo sguardo verso il futuro che si prospetta ricco di straordinari interessi per la crescita occupazionale e lo sviluppo della città. 

Solo ripercorrendo l’arte di Gian Carlo Menotti sulle orme di Marco Polo faremo grande Spoleto. Su questa prospettiva ove il progetto fosse condiviso dai cittadini, dalle associazioni di categoria e dalle forze politiche, ci rendiamo disponibili nei confronti di tutti, anche della stessa dirigenza del Festival dei Due Mondi, con i quali intendiamo instaurare un rapporto di collaborazione con l’intento di raggiungere grandi obiettivi che potranno essere di reciproca soddisfazione sia a livello artistico che occupazionale".



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I commenti dei nostri lettori

Signor Smith

5 anni fa

Se gli spoletini pensano di basare il futuro della loro città sul Festival dei Due Mondi, e sul volano economico da esso generato, si facciano due conti con il calendario alla mano: il Festival occupa tre settimane dell'anno (quando va bene - se non tre soli weekend) e... nelle altre 49 che si fa, si aspetta? In città ci sono altre realtà, forse meno famose del Festival, ma altrettanto importanti, che meriterebbero maggiore attenzione da parte dei cittadini e delle istituzioni locali... e non parlo di soldi o finanziamenti, parlo proprio di attenzione, di considerazione, di spazi, di supporto... bisognerebbe abolire i verbi al futuro (faremo, organizzeremo, inaugureremo...) e parlare solo al passato (abbiamo fatto, abbiamo organizzato, abbiamo prodotto...) anche se, non sono nato ieri, in tempi elettorali mi rendo conto trattarsi di una pia illusione. E, soprattutto, dovrebbe essere vietato per legge abusare del nome di Giancarlo Menotti, appiccicandolo come un marchio di qualità ad iniziative (spesso assai discutibili) che ogni tanto spuntano come margherite nei prati...

Teodelapio

5 anni fa

Più che un profilo di intenti realmente artistici e che viaggiano necessariamente (come dovrebbero e per come sempre Menotti ha cercato di fare) molto al di sopra della "politica", sembra più un manifesto meramente politico e particolarmente scevro, nelle linee essenziali, dall'elemento "umano" che è alla base dell'espressione artistica. Non è con la polemica fine a se stessa che si possono ricreare certe condizioni e, spesso, chi parla degli altri... allude sotto sotto a se. E, con i dovuti e doverosi distinguo, la rete ci può aiutare a capire meglio (non c'è bisogno di "condannare" nessuno a monte), chi e perchè si "materializza" improvvisamente a portatore di una bandiera che "per puro amore" forse dovrebbero fare propria gli spoletini e, con tutto il rispetto e la simpatia per i "veneti", non coloro che hanno già ampiamente dimostrato di avere varia dimistichezza con iniziative molto ma molto simili. Il nome di Gian Carlo Menotti, a Spoleto, dovrebbe essere "quasi sacro" e non speso volgarmente in polemiche dal vago sapore sindacale.

1987

5 anni fa

+ Anche le città hanno un'anima. Mettere al centro non più la fabbrica ( la società industriale) ma la città e il suo territorio; considerare la città come fosse un'azienda con i suoi punti di forza e di debolezza; cercare nelle strade e nelle piazze, nell'ambiente cioè in quello che siamo e sappiamo fare la via per il lavoro e lo sviluppo ... Trasformare l'immagine che la città di Spoleto, grazie al Festival dei Due Mondi, ha saputo conquistare in un fattore dell'economia e del lavoro riempiendo un bene immateriale con prodotti di qualità ... questa in sintesi la via da percorrere per accedere a un sviluppo autonomo e duraturo non più dipendente da centri decisionali esterni al territorio. (1987)

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