cronaca

Casa di Cura San Matteo

 

L'ospedale di Spoleto si sta trasformando in una succursale di quello folignate. Arrivata la 'prova provata' che dimostra la fondatezza delle preoccupazioni dei cittadini

 

Radiofante comunica che, qualche giorno fa, c’è stato il trasferimento di un paziente all'Ospedale di Foligno per un'urgenza chirurgica. Si trattava di un’appendicite. Se l’informazione è esatta, e ci sono tutte le ragioni per considerarla tale, abbiamo la prova provata che le preoccupazioni degli spoletini per il futuro del loro Ospedale sono sempre più fondate.

Dal punto di vista “personale”, sia medico che infermieristico, la situazione è pressocché drammatica , come sta denunciando da mesi il CityForum (e come hanno riscontrato  tutti coloro che, recentemente, stanno seguendo le sorti del SanMatteo). Mancano chirurghi, internisti ed  ortopedici. Gli anestesisti, peraltro reduci dall'esperienza Covid e stremati dal superlavoro, hanno un organico ultracarente, i cardiologi “operativi” sono solo tre ed i radiologi debbono andare a garantire la guardia h24 a Foligno.

Tutto questo grazie a chi non ha lavorato per tempo affinché le criticità, alcune delle quali già in essere dentro il SanMatteo ed inevitabilmente ampliate dalla Pandemia, trovassero una soluzione. Il risultato di un tale comportamento è quello illustrato in apertura: la Struttura di  Spoleto non è in grado di affrontare un'urgenza né è dato sapere quando sarà in grado di farlo. Queste mancanze vanno stigmatizzate ad alta voce perché il danno procurato al cittadino utente è enorme.

Avevamo un Ospedale di tutto rispetto, con il pieno assetto per fronteggiare l'acuzie, tanto che la stessa Governatrice Tesei vi era stata trasportata, in seguito ad un malore, trovandovi un’assistenza pronta ed efficace. Quell’Ospedale, smantellato in un battibaleno, ha lasciato oggi il posto ad una sorta di Casa di Cura: solo interventi chirurgici ultraprogrammati, con Reparti che chiudono il venerdì sera per riaprire il lunedì mattina, e specialisti, ovviamente, non presenti h24 (per cui ogni caso urgente viene dirottato al SanGiovanniBattista).

E' questo il futuro del nostro Presidio? Mi sbaglierò, ma temo tanto di sì. Una succursale, un'appendice di Foligno dove i chirurghi, i ginecologi e gli urologi verranno ad utilizzare il RobotDaVinci fintantoché questo sarà operativo. Chissà se il prossimo sindaco sarà in grado di invertire la rotta. Alla luce di quanto è avvenuto in questi ultimi tempi, francamente ne dubito. Per cui, al momento, non  resta che  interrogarsi  sul nuovo nome da dare al nostro Ospedale: Casa di Cura San Matteo?



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I commenti dei nostri lettori

Salvatore Taverna

5 anni fa

La responsabilità non solo politica di questo sfascio ha però precisi nomi e cognomi, come anche dello stallo di iniziativa e di rappresentanza degli interessi della Comunità, atteso il commissariamento del Comune "istituzione". Il mio è probabilmente un pensiero di parte, ma ritengo che l'unico soggetto che si è seriamente impegnato per la difesa dell'Ospedale "San Matteo degli Infermi" e per rivendicare un ruolo attivo del Comune nelle determinazioni regionali concernenti la Sanità cittadina è stato Umberto de Augustinis, sfiduciato soprattutto per questa sua posizione di contrasto con la Regione a trazione destro-leghista. Sapranno i Cittadini di Spoleto considerare tale realtà per le conseguenti operative, ovvero daranno ascolto ancora a coloro che sono i veri responsabili di tale "vuoto"? Se dai comportamenti più che dalle parole occorrerebbe tener conto, riterrei agevole la conclusione: nessuna credibilità politica a coloro che hanno determinato l'attuale stallo amministrativo del Comune e la pressoché nulla rappresentanza degli interessi civici della nostra "povera" Città.

Suggerimento

5 anni fa

Il nome più adatto che gli si potrebbe dare è il seguente: Casa di risveglio per politici dormienti spoletini.

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