cronaca

Controlli straordinari dei carabinieri al mercatino di Pissignano: deferito un ambulante per 'commercio illegale di avorio'

 

Nel suo banco trovati 20 oggetti (tra cui statue, bottoni, collane) posti in vendita in assenza di documentazione Cites idonea a legittimarne la commercializzazione. Nei guai anche altri 2 espositori che vendevano coltelli e pugnali a punta affilata

 

In occasione della fiera di settore “Il mercatino dell’antiquariato di Pissignano” tenutasi qualche giorno fa, i militari delle Stazioni Carabinieri Territoriale e Forestale di Campello sul Clitunno, unitamente ai militari del Nucleo Carabinieri Cites di Perugia hanno svolto apposita attività di controllo finalizzata al contrasto del commercio illegale di avorio e alla vendita ambulante di strumenti da punta e da taglio, atti ad offendere, in violazione alle disposizioni del Tulps.

I militari del Nucleo Cites hanno accertato la presenza, in uno dei banchi della fiera, di 20 oggetti in avorio (tra cui statue, bottoni, collane) posti in vendita in assenza di documentazione Cites idonea a legittimarne la commercializzazione. La vendita di manufatti in avorio o contenenti avorio è sempre vietata, salvo specifiche deroghe espressamente concesse dall’autorità competente, questo anche qualora lo stesso materiale rientrasse tra quello definito “antico”, acquisito prima dell’entrata in vigore della Convenzione Cites e delle successive norme di settore. Il loro valore stimato è di circa 5.000 euro.

I 20 manufatti sono stati sottoposti a sequestro ed il titolare dell’attività ambulante con sede in provincia di Viterbo è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto per le ipotesi di reato di commercio illegale di esemplari tutelati dalla Convenzione di Washington (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione); reato punito con l'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da euro quindicimila a euro centocinquantamila; in caso di condanna tutto il materiale sequestrato sarà destinato a confisca. Il fenomeno di detenzione di oggetti in avorio messi in vendita, dagli operatori di settore, senza la necessaria documentazione che attesti la possibilità di commercializzazione, come stabilito dalla Legge 150/92, appare sostanzialmente diffuso.

I militari delle Stazioni Carabinieri Territoriale e Forestale di Campello sul Clitunno hanno invece accertato la presenza, su due diversi banchi della fiera, di coltelli di varie lunghezze, con impugnatura in legno e lama metallica a punta affilata, e di pugnali di tipo Kriss Malese esposti per la vendita senza la prevista licenza del Questore, rilasciata ai sensi dell’art. 37 del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza. I due espositori, entrambi perugini, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto per l’ipotesi di violazione all’art. 37 del T.U.L.P.S., reato punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206. Sono stati posti sotto sequestro complessivamente 39 coltelli per un valore stimato di euro 1.000 circa 

La condivisione e la messa a fattor comune delle diverse esperienze lavorative maturate negli anni dalle articolazioni dell’Arma dei Carabinieri ha consentito, ancora una volta, un controllo efficace e proficuo del territorio, a garanzia della legalità in materia di tutela ambientale e della sicurezza e dell’ordine pubblico.



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I commenti dei nostri lettori

Vito

5 anni fa

Tutta questa roba sequestrata che fine farà ? In bella mostra a casa di qualche finanziere ?

Vito

5 anni fa

E se invece vendeva coltelli da cucina o coltellacci da macellaio ? Nessun problema ? Assurdo !

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