cronaca
La Casa di Reclusione in festa. Ma c'è il problema della carenza di organico
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La Casa di Reclusione in festa. Ma c'è il problema della carenza di organico
Cerimonia speciale in occasione dei 204 anni dalla fondazione del corpo della polizia penitenziaria. L'appello lanciato dal comandante Piersigilli: 'Servono nuove unità'
Un nuovo laboratorio di cucina per gli studenti detenuti nella casa di reclusione di Maiano che frequentano i corsi dell’Istituto alberghiero “Giancarlo De Carolis”. La struttura andrà ad ampliare la già vasta offerta formativa dell’Istituto, comprendente anche le partnership con il liceo classico ed il centro provinciale per l’istruzione degli adulti. Non solo: in questi mesi, infatti, sono state “consolidate” varie iniziative finalizzate a fornire ai reclusi nuove competenze e creare occasioni di lavoro (falegnameria, tipografia, sartoria, cucina, impiantistica, edilizia).
A fare il punto è stato il comandante di reparto Marco Piersigilli oggi, nel corso delle celebrazioni dei 204 anni dalla fondazione del corpo della polizia penitenziaria. “Non è accettabile pensare - ha detto - che il carcere sia la fine di tutto quando, in realtà, inizia il difficile e nobile compito demandato all’Amministrazione Penitenziaria che si adopera affinché vengano poste in essere tutte le attività trattamentali che regolano la vita dei reclusi. Il nostro lavoro non è come gli altri, siamo a contatto diretto con il disagio sociale. Ci occupiamo di persone che dipenderanno per anni dalle istituzioni. Vi posso assicurare che dietro ogni attività, operativa o burocratica che sia, c’è impegno, identità, senso di appartenenza e la voglia di far bene, di non deludere le aspettative della popolazione detenuta e delle tante persone operanti nei settori della Sanità, del volontariato e della scuola”.
Nel periodo compreso tra il primo gennaio 2020 e il 15 giugno 2021 il reparto ha assicurato: 98 ingressi in libertà, 262 ingressi da altri istituti, 44 dimissioni da fine pena, 33 dimessi a vario titolo, 37 detenzioni domiciliari, 21 affidamento in prova ai servizi sociali, 3 espulsi e 3 estradati. L’Istituto ha dovuto far fronte anche ad eventi critici, tra cui: 63 atti di autolesionismo, 14 colluttazioni tra detenuti, 39 violazioni norme penali, 37 infrazioni disciplinari, 46 manifestazioni di protesta pacifica e 5 tentati suicidi. Complessivamente, all’interno della struttura sono presenti 414 persone, 64 delle quali di “media sicurezza”, 16 di “media sicurezza in sezione protetta”, 234 di “alta sicurezza”, 17 di “alta sicurezza in sezione protetta”, 79 di “41 bis” e 4 “semiliberi”.
Finora gli sforzi ed il “super impegno” del personale del carcere hanno consentito di tenere la struttura “in modo eccellente sotto l’aspetto dell’efficienza e dell’estetica”, tuttavia i problemi non mancano. “Oggi ciò che affligge il reparto - ha affermato Piersigilli - è la grave carenza di personale del ruolo agenti e assistenti. Occorre rammentare che da oltre 5 anni non vi è stata nessuna assegnazione di unità mentre, nel medesimo periodo, ben 50 sono state collocate in quiescenza. Tale situazione, a breve e medio termine, diventerà insostenibile e si ripercuoterà negativamente nei confronti del personale con il consistente aumento dei carichi di lavoro e ripercussioni anche sulla popolazione detenuta”.
Il tempo per intervenire è agli sgoccioli. “Questo grande disagio e stato di inquietudine, se non alleviato, diverrà di difficile governo da parte della direzione. Desidero ringraziare - ha concluso il comandante - tutti gli uomini e le donne che, con senso di responsabilità e passione, contribuiscono a tenere alti gli standard di sicurezza della struttura. Combatteremo tutti insieme per non far cadere e distruggere questa eccellente realtà creata con tanta fatica. La Casa di Reclusione di Spoleto è l’eccellenza della nostra Amministrazione e tale deve rimanere”.
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