cronaca

In piazza le mamme e i papà di Matteo per il Punto nascite di Spoleto

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Tanti i partecipanti alla manifestazione di protesta

 

Tutte le mamme e i papà di Matteo. Si sono ritrovati in molti, moltissimi ieri – 12 giugno – in piazza Garibaldi, per aderire alla manifestazione indetta da 3 EMME, Movimento Mamme Matteo, a difesa del Punto nascite e – per esteso – dell’ospedale di Spoleto, depauperato e non ancora ripristinato nell’integrità dei suoi servizi a partire da ottobre 2020, quando fu convertito in covid hospital dalla Regione Umbria. Famiglie, mamme in attesa, ostetriche, neomamme, nonne e nonni, zie, papà, bambini: una marea festante di persone ha risposto all’appello della professoressa Miriam Carletti, in prima linea proprio da ottobre in questa battaglia di diritto alla salute pubblica e di civiltà.

“La gestazione di questa nostra manifestazione è stata breve – dichiara felice a Spoletonline – ma il parto si è rivelato molto felice, baciato da un sole allegro e persino, a tratti, eccessivamente forte, che ha illuminato le tante persone convenute in piazza Garibaldi per difendere Matteo”, nome ideale dell’ultimo bimbo che potrebbe essere nato all’ospedale di Spoleto San Matteo degli Infermi prima del suo smantellamento. “In pochi giorni il nostro piccolo Matteo, che ha avviato questa protesta, ha guadagnato la simpatia di chi lo ha seguito sulla pagina Facebook”, aggiunge con un sorriso la prof.

Ha dato emozione vedere a così tante carrozzine, come anche alle richieste delle magliette celebrative “che in tantissimi hanno indossato – prosegue la Carletti – per dimostrare in maniera concreta la loro condivisione dell’iniziativa. Ben vengano questi assembramenti se sono queste le cause che li determinano. Questa voce, da piazza Garibaldi, arriverà di certo anche agli orecchi di qualcuno a Perugia”.

Il messaggio è stato lanciato, per l’ennesima volta, in maniera univoca, civile e trasversale, al di là di ogni schieramento o appartenenza politica. “Speriamo – conclude la professoressa – che tutto ciò si traduca in una presa di coscienza da parte di chi può e deve fare qualcosa per garantire il rispetto del diritto alla salute e a poter nascere nella nostra città, come avviene da sempre. Questo bel pomeriggio delle mamme di Matteo di sicuro lo merita”.



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I commenti dei nostri lettori

Mauro Felici

5 anni fa

D acordissimo con il Dott Ercolani e con il Signor Graniti,qualcuno aspetta ancora gli esiti.Sarebbe ora di riunire molta gente per farci sentire,visto che i referenti politici fanno solo comunicati(per prenderci per i fondelli)sulla riapertura a PIENO REGIME dell ospedale

p.f .graniti

5 anni fa

Il dr. Ercolani, stimato professionista ,credo non spoletino (ma forse sbaglio), pone un problema reale, vale a dire quello della possibile frammentazione delle iniziative, segnale di poca coesione. Dice: l’unione fa la forza, massima fondamentale, da Massimo Catalano (quello di “quelli della notte”, de “il fumo fa male”, “lavorare stanca” per chi lavora davvero) in su. Il problema è purtroppo uno solo: a Spoleto c’e’ la volonta’ di unirsi? Sinora, tutto sostiene la tesi contraria . Mentre le mamme di Matteo si mettono, sotto una pesante canicola pre-estiva, a manifestare con magliette, carrozzine e tanti rospi in corpo, qualcuno altro si prepara , come Enrico IV, a recarsi a Canossa , dalla Grancontessa Matilde , per ottenerne le gentili concessioni. Forse, si risparmierà i tre giorni di attesa che umiliarono Enrico IV. Qualche altro, con un certo ritardo, decide di manifestare con le bandiere rosse sotto la torre municipale, per unirsi di rincalzo al coro di protesta; ben venga, anche se fosse il coro dell’Armata Rossa. Grande confusione sotto il cielo, in una Babele di lingue e di idee! Viva la Carletti, che almeno ci mette la faccia e la resistenza osseo-muscolare.

Pierfrancesco Graniti

5 anni fa

La manifestazione di sabato scorso, pienamente riuscita, sia sotto l’aspetto simbolico che sul lato partecipativo,ha segnato uno dei punti più significativi della nostra vita sociale, per attestare che a SPOLETO LO SPIRITO CIVICO ESISTE ANCORA! “ Pieta’ l’e’ morta”, cantava, tra gli altri, Francesco De Gregori; a Spoleto si è dimostrato che la pietas umana e’ viva e vegeta, a cominciare dal sentimento verso i bambini. Due considerazioni aggiuntive vanno fatte: - L’iniziativa ha avuto successo per la grande passione, impegno ed abnegazione di una straordinaria persona, MIRIAM CARLETTI, che ha dedicato tutta se stessa a questa causa, riuscendo a motivare, con il suo esempio e le sue idee, un folto gruppo di seguaci , destinati a crescere ulteriormente, di fronte alla confusa incertezza delle cosiddette istituzioni regionali (la denuncia del Consigliere Thomas De Luca di Terni è molto eloquente) - La manifestazione ha voluto eleggere ad argomento principale il tema del PUNTO NASCITE, per il suo alto valore simbolico,ma non va dimenticato che la mancanza di un punto nascite attrezzato, con ginecologi, ostetriche, pediatri , costituisce motivo discriminante perché il nostro Ospedale non venga riconosciuto come D.E.A., cioe’ come DIPARTIMENTO PER L’EMERGENZA E L’ACCETTAZIONE .Il non riconoscimento declasserebbe il SAN MATTEO a nosocomio di serie B, poco più di un ambulatorio polifunzionale, come ce ne sono diversi in ambito privato. Le mamme dell’ASSOCIAZIONE DI MATTEO hanno voluto far udire il loro grido di protesta, perche’ le orecchie di qualcuno a Perugia tornino ad udire, annunciando che , in caso di sordità persistente, altre iniziative, ancor più incisive, verranno prese, mentre si provvederà a prenotare una visita specialistica nel reparto otorino per la Presidente, ovviamente pressp l’Ospedale di Foligno.

enzo ercolani

5 anni fa

apprezzo molto l'iniziativa della prof.ssa Carletti e spero sia un pungolo per Perugia e per la Direzione dell'USL. Non sarebbe male, comunque, che la protesta fosse compatta, e non frammentata : in questa fase, molto critica per il futuro del sanMatteo, solo l'unione può fare la forza.

Giuliano Maria Mastroforti

5 anni fa

Voglio in primo luogo ringraziare la Testata SPOLETONLINE, nella persona di Daniele Ubaldi, per la “copertura” giornalistica che ha dato alla manifestazione di sabato del neonato ( almeno lui è nato a Spoleto! ) Movimento 3EMME. Ero tra i partecipanti, e nell’ articolo è stata ben resa l’atmosfera che si respirava in quel pacifico e consapevole “ assembramento “, insieme però alla consapevolezza ed alla serietà del motivo di quell’ incontro. E’ stata la mia stessa sensazione, ma il tema era -ed è – così aggregante che nessuno si è sentito protagonista, perché il m.c.m. (minimo comune multiplo) o il M.C.D. (Massimo Comune Denominatore ) -non mi ricordo bene la matematica- per una volta ha travalicato colori, schieramenti, opinioni, partiti od associazioni, unendo gli Spoletini -e non solo- verso lo stesso obiettivo. Ricordo che una volta negli Ospedali c’ era semplicemente il Reparto “Maternità ed Infanzia”, senza troppi giri di parole. Lì c’ erano Ginecologi, Ostetriche, (Levatrici) Infermiere/i Specializzate/i, Pediatri, e quando nasceva un bambino non te lo consegnavano appena tagliato il cordone ombelicale, ma usciva solo dopo essere stato “ tagliandato”, come un’ auto nuova. Se poi sorgeva qualche problema, era ancora in garanzia, e loro si facevano carico con Pediatria di tutti i provvedimenti e le cure del caso. Questo per dire che esigere per il San Matteo degli Infermi che ritorni il “Punto Nascite” è solo rivendicare il primo anello di una lunga catena che attualmente è spezzata. Vedete, come a scuola, i problemi hanno una soluzione, i temi hanno uno svolgimento. E questo è appunto un tema, che richiede impegno continuo per essere svolto e terminato da chi può e soprattutto DEVE. Consentitemi una ultima considerazione: Chi deve svolgere e terminare il “TEMA” non si illuda che sabato scorso ci sia stato solo un fuoco d’ artificio che splende per un istante e poi lascia solo il buio ed il ricordo; si è invece acceso un potente riflettore, che darà ancora più luce, alimentato dalla energia di tante e tante persone che la daranno con il loro impegno, coinvolgimento, presenza ed iniziativa, e quindi non si spegnerà tanto facilmente nel tempo o per stanchezza. Spero tento che il mio auspicio coincida per una volta con la realtà. Grazie ancora per la pazienza e l’ospitalità Giuliano Maria Mastroforti

Curiousa

5 anni fa

Brave!

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