cronaca
Niente da fare per De Augustinis: il Tar dell'Umbria boccia anche la seconda richiesta di sospensiva
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Niente da fare per De Augustinis: il Tar dell'Umbria boccia anche la seconda richiesta di sospensiva
L'ex sindaco l'aveva presentata per chiedere il congelamento degli effetti della mozione di sfiducia approvata dal consiglio comunale l’11 marzo. Pubblicata la sentenza sul ricorso riguardante la riconversione dell'ospedale
Respinta dal Tar dell’Umbria la seconda richiesta di sospensiva presentata dall’ormai ex sindaco Umberto de Augustinis, tesa a congelare gli effetti della mozione di sfiducia approvata dal consiglio comunale l’11 marzo ed il successivo commissariamento del Comune di Spoleto. La sentenza odierna, non ancora disponibile, ripete quanto deciso già il 26 maggio scorso confermando la condanna alle spese e fissando la data del 26 ottobre 2021 per la trattazione del “merito”.
De Augustinis insieme ai suoi avvocati Salvatore Taverna e Sandro Amorosino, nelle prossime ore, provvederà a preparare l’appello al Consiglio di Stato che verrà notificato entro la giornata di domani.
Sempre oggi è stata depositata la sentenza sulla riconversione dell'Ospedale. Il Tribunale amministrativo regionale presieduto dal magistrato Raffaele Potenza ha dichiarato “improcedibile” il ricorso del Comune per “sopravvenuto difetto di interesse” (l‘ordinanza di ottobre 2020 è ritenuta superata/sostituita dalle successive di gennaio e di aprile, quest’ultima teoricamente ancora impugnabile). “Si ravvisa la sussistenza di giusti motivi per la compensazione delle spese di lite” si legge nel documento. Resta ora da vedere cosa vorrà fare il commissario straordinario Tiziana Tombesi.
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I commenti dei nostri lettori
Miriam Carletti
5 anni fa
Sta di fatto che il nostro Ospedale non fa passi in avanti , ma molti passi indietro , come i gamberi .Un Ospedale retrocesso in serie B o C , ancor più pesantemente depotenziato . Ci scordiamo che rimarrà DEA per l’Emergenza Urgenza ,se non verranno ripristinati il Punto Nascite e la Pediatria , se gli interventi saranno solo programmati .... Questa è la situazione è tutti devono prenderne coscienza .
Pierfrancesco Graniti
5 anni fa
Il pronunciamento del TAR di martedì scorso, visti i precedenti , non solleva alcuna sorpresa, rientrando perfettamente nella linea del “politicamente corretto”, non apprezzato da qualcuno, ma abbondantemente frequentato. Per carità, siamo a Perugia, nella profonda provincia etrusca, poi VI Regio romana, appresso dominio della Chiesa, nonché trampolino di lancio di Pio IX, in seguito piccola repubblica rossa per un settantennio, infine,ai giorni nostri, agglomerato di centro destra , con un amalgama mal riuscito tra destra ed alcune liste civiche. Per questo , per questi precedenti storici, pretendere che un Tribunale regionale, come il TAR, abbia una olimpica visione , opportunitate solutus, appare utopistico, visto il sistema di reclutamento dei giudici amministrativi regionali. Quello che mi ha invece meravigliato è vedere i consiglieri/sanitari sfiducianti ( ad esclusione di Carla Erbaioli) scegliere la strada di campagna del TAR, quando c’era a disposizione, a quattro corsie, l’AUTOSOLE, la via autostradale del CONSIGLIO di STATO. Doveva esserci qualche altra motivazione, oltre a quella del localismo giudiziario, e finalmente ieri è emersa: SONO STATI LETTERALMENTE PERSI 2 MESI E MEZZO, per tornare al punto di partenza, cioè al Consiglio di Stato. Si è comprato tempo, rendendo le vicende irreversibili. Mi è sovvenuto allora il mitico gioco del Monopoli, che perentoriamente, dopo un lungo percorso, intimava di tornare al VICOLO STRETTO o al VICOLO CORTO, che valevano meno di altre vie. Per chi non conosce il Monopoli, si può pensare al Gioco dell’OCA, che sanciva, come un capestro, di tornare al via. In sostanza il LEGULEISMO opportunistico sta prevalendo sulla linearita’ giuridica, creando qualche moto di perplessita’ negli osservatori cittadini. SUMMUM IUS, SUMMA INIURIA, ammoniva Cicerone; forse aveva qualche ragione. Infine un dubbio: come potrebbe il Ministero dell’Interno fissare una data per le prossime elezioni, in presenza di un contesto litigioso ben lungi dalla sua definizione? Il rischio è un rinvio a dopo l’autunno, specie se il Consiglio di Stato confermasse le ragioni del dottor De Augustinis. In tal caso, 1l 26 ottobre il TAR non potrebbe fare altro che UBBIDIRE. Ricordiamo infatti che il giudizio di ultima istanza sui pronunciamenti del TAR lo esprime il Consiglio di Stato.
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