cronaca
Ospedale, il Comitato 'Protesta Bianca' deluso dalle promesse del presidente della Regione Tesei
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Ospedale, il Comitato 'Protesta Bianca' deluso dalle promesse del presidente della Regione Tesei
Troppe ancora le domande senza risposte. 'Spoleto non si può accontentare di promesse e parole che non trovano conferma in atti'
Arriva anche il commento del Comitato "Protesta Bianca per l'ospedale" alla conferenza del presidente della Regione Donatelli Tesei riguardante il San Matteo degli Infermi. Pubblichiamo la nota integralmente:
"In seguito ad un’attenta analisi della conferenza stampa della Presidente Tesei, il Comitato Protesta Bianca per l’Ospedale si dichiara profondamente deluso da quanto esposto dalla Presidente, dall’Assessore e dai dirigenti sanitari della Regione.
Avevamo posto una serie di domande che riteniamo fondamentali per la riapertura del nostro Ospedale alle quali speravamo ci sarebbe stato almeno un accenno di risposta. Avevamo richiesto un cronoprogramma per il completo ed immediato ripristino dell’Ospedale con la qualità di D.E.A. di 1^ livello, ed invece oltre a frasi come “prima possibile” o “al più presto” non abbiamo ricevuto nulla che possa essere assimilato ad un cronoprogramma.
E’ stato dichiarato che manca personale, ma alla nostra domanda qual è il piano per la reintegrazione del personale dirottato versi altri siti e l’implementazione dello stesso, non è stato rilasciato un programma di assunzioni e di bandi di concorso. E’ stata fatta menzione di eventuale assunzione di personale a tempo determinato mentre è oramai noto che difficilmente il personale medico sanitario accetta tali tipi di contratti quando in altre regioni le assunzioni sono tutte a tempo indeterminato. Inoltre quale medico deciderebbe di venire in un Ospedale senza un futuro certo? Senza personale è impossibile il ripristino di tutti quei servizi e quelle strutture che caratterizzano un Ospedale di Emergenza Urgenza.
E alla domanda quali sono i tempi, gli interventi, gli acquisti e il piano finanziario la risposta è stata che non ci sono i fondi neanche per l’adeguamento sismico della struttura che ricordiamo è il Presidio sanitario del cratere sismico. Comunque gli eventuali interventi per Spoleto ammontano a spiccioli mentre per altri Ospedali umbri si parla di decine di milioni di euro. Gli interventi che saranno fatti, in gran parte erano già stati programmati dal precedente governo regionale. Gravissimo che si siano dichiarati ancora incerti tra l’acquisto ed il noleggio dell’acceleratore lineare per radioterapia, in quando tale reparto è sempre stato di grande importanza per tutta la regione. Aumenta così la difficoltà per i pazienti umbri di ottenere cure salvavita perché è vero che la pandemia è stata devastante ma si muore anche di altre patologie che non possono essere trascurate.
La Presidente ha affermato che la maggior parte delle scelte sarà demandata al Psr, ma l’Ospedale di Spoleto fino a quel giorno sarà solo un contenitore vuoto? Un poliambulatorio? E poi qualcuno di Spoleto siederà a quei tavoli? La nostra Città sarà rappresentata?
Spoleto non si può accontentare di promesse e parole che non trovano conferma in atti e per questo noi continueremo la nostra protesta finchè l’Ospedale di Spoleto non tornerà a svolgere nel territorio il suo ruolo fondamentale per la salute dei cittadini".
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I commenti dei nostri lettori
Pierfrancesco Graniti
5 anni fa
La conferenza stampa della Presidente Tesei, attorniata dall’Assessore Coletto e dai Dirigenti Braganti e De Fino, ha veramente suscitato ampio sconcerto in Città, sia per quello che è stato detto, che per quello che non si è detto, ma soprattutto per i segnali inquietanti che ha mandato. Ci spieghiamo subito. Cose dette: - L’ospedale non è più covid, nel senso che non sarà più il centro di riferimento covid della Regione (insieme a Pantalla), ma non riacquisterà la sua precedente funzionalità, se non dopo un lungo ed impervio adeguamento organizzativo ; manca il personale, non c’e’ l’adeguamento antincendio (sin dal 2016, quando dominava concorsopoli) , non c’e’ l’adeguamento antisismico (pare che non si trovino nemmeno i soldi), non c’è soprattutto - UNA QUALSIASI IDEA STRATEGICA SU QUELLO CHE DOVRA’ ESSERE L’OSPEDALE DI SPOLETO. Si parla di terzo polo ospedaliero umbro, di Hub Foligno-Spoleto, ma si rimanda tutto all’attuazione al prossimo PIANO SANITARIO REGIONALE, che pochi conoscono, in quanto forse esiste solo una bozza , non si sa in mano a chi. La condivisione con le istituzioni territoriali sembra inesistente (anche a sentire i sindaci di Foligno, Trevi, Giano dell’Umbria, interpellati recentemente da Moreno Carlini e Sergio Grifoni). Spoleto , ovviamente, non compare tra gli interlocutori, in quanto priva di amministrazione comunale , di rappresentanza, forse anche della volontà di contare (ripetendo così i colpevoli atteggiamenti del passato,di 25 anni fa). Cose non dette : - Non sono stati dichiarati i tempi di attuazione, non è stato enunciato un piano per il personale, da reintegrare o da assumere (i bandi dove sono?), non si è avviato un programma di distribuzione dei reparti e delle specializzazioni tra Foligno e Spoleto, seguendo le eccellenze e le professionalità, fatte salve le strutture essenziali di assistenza. Nebbia fitta, come quella che talvolta sale dal Topino. Segnali inquietanti - De Fino ha affermato che il fatturato del nosocomio di Spoleto, con i reparti chiusi e con qualche ambulatorio esterno funzionante, è risultato comparabile con il periodo pre-covid, se non superiore. Non ha detto che nel fatturato ha inserito, a quanto sembra, anche le prestazioni eseguite, a tariffa piena, nei centri privati convenzionati. Forse voleva prefigurare, per estensione logica, la soluzione mista pubblico-privato che appare essere il vero obiettivo di questa Giunta Regionale. In effetti, il quasi faraonico piano del nuovo Ospedale di Terni (con tanto di bosco verticale alla Boeri) evidenzia l’applicazione futura della partnership pubblico-privato. La sottostante idea di “Spoleto Ospedale di nicchia” ( anche esternalizzando varie prestazioni) , enunciato tempo fa da De Fino, riaffiora ancora , come un fiume carsico CONCLUSIONE Gli spoletini non possono assolutamente stare tranquilli, poichè le idee degli amministratori regionali sono poco chiare, alquanto confuse, non improntate ad una visione professionalmente moderna (ad esempio,non è stata mai citata la necessità di riformare la medicina territoriale, con i medici di base) e , inoltre, poco o niente aperte alla condivisione ed al confronto con i rappresentanti locali dei cittadini. Si manifesta una visione verticistica, attenta al piano dei conti , al bilancio, e meno alla funzionalita’ operativa ed alla salvaguardia della salute dei cittadini.
Aurelio Fabiani
5 anni fa
Si delude chi si illude. Questo debito per la città di Spoleto è dovuto anche a chi ha dato credito alle promesse della Tesei, Coletto,Lega e Fratelli dItalia. Ma quale protesta bianca,qui ci vuole una lotta rosso fuoco. Se non ci si ribella non si va da nessuna parte, non ci sentono.Con le chiacchiere ci si vincono le elezioni non si difende l'ospedale e la sanità pubblica.
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