cronaca
Prevista in autunno la riapertura del museo del tessuto e del costume
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Prevista in autunno la riapertura del museo del tessuto e del costume
Proseguono i lavori di riparazione post sisma di palazzo Rosari Spada. Il Comune, utilizzando i fondi ricevuti dal Gal Valle Umbra Sibillini, lo riallestirà dotandolo di nuove funzioni
Riaprirà al pubblico in autunno il museo del tessuto e del costume situato a palazzo Rosari Spada. Gli interventi di riparazione post sisma dell’edificio, scattati a novembre 2019, stanno proseguendo come da cronoprogramma e, salvo complicazioni o ritardi improvvisi, dovrebbero concludersi a luglio. L’importo totale, come si legge nel sito del Municipio, è pari a 2.261.309 euro “di cui 258.387 di proprietà pubblica e 2.002.922 privata”.
Non appena terminati i lavori in programma l’Amministrazione, utilizzando i 100 mila euro ricevuti dal Gal “Valle Umbra e Sibillini”, provvederà a riallestire il museo e a potenziare i servizi offerti agli utenti al fine di renderlo ancora più attrattivo: nel dettaglio, si procederà ad “aumentare la disponibilità dei materiali informativi, anche tramite strumentazioni tecnologicamente avanzate” e “valorizzare il patrimonio culturale presente nella struttura”. L’operazione di ripensamento generale degli spazi durerà tra i 2 e i 3 mesi.
Il polo di piazza Sordini, inserito nel circuito della Spoleto Card, dovrebbe quindi tornare in funzione tra settembre ed ottobre. Al suo interno sono presenti manufatti dal XIV al XX secolo. “L’esposizione è dedicata a diverse tipologie di opere tessili, provenienti in massima parte dal fondo ‘Bianca e Virgilio Portoghesi’, dalle donazioni effettuate da importanti famiglie spoletine ed acquistate da Amleto Morosini. Il patrimonio - spiega Sistema Museo - è costituito da preziosi paramenti sacri, abiti dei priori, completi di copricapo, cravatte e catene d’oro, da livree e gilet dei valletti comunali, da tappezzerie da parete, da bandiere storiche, da una serie di cinque arazzi provenienti dall’eredità della Regina Cristina di Svezia e da un tappeto persiano seicentesco”.
Il Fondo Bianca e Virgilio Portoghesi, in particolare, è composto da oltre 1.500 pezzi. “Questa prestigiosa collezione conserva manufatti provenienti da tutte le regioni italiane e da numerosi paesi esteri quali: Stati Uniti d’America, Francia, Inghilterra, Austria, Paesi Balcani, Isole dell’Egeo, Turchia, Persia, Cina e Russia. Alla molteplicità manifatturiera del Fondo ‘Portoghesi’ si aggiunge la varietà di tipologie di confezionamento: paramenti liturgici, tessuti per l’arredamento della casa, scarpe, borsette, merletti, copricapi, guanti, calze ed oggettistica varia”.
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