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La Spoleto-Norcia nella guida 'Vie Verdi' di Ornella D’Alessio

 

Il percorso rappresenta l'Umbria nel volume, disponibile nelle librerie e online, volto a far conoscere i tracciati ferroviari dismessi. In copertina il viadotto di Caprareccia

 

È disponibile in tutte le librerie e sui siti online la guida della giornalista Ornella d’Alessio dedicata ai tracciati ferroviari dismessi. Il titolo è “Vie Verdi”, un invito a viaggiare percorrendo sedimi storici da ritrovare, esteso a chi vuole scoprire i più affascinanti itinerari della Penisola da percorrere a piedi o in bicicletta. L’autrice, che è un’instancabile viaggiatrice e appassionata di mobilità dolce, presenta venti ferrovie dismesse che permettono di conoscere il paesaggio italiano. 

A rappresentare l’Umbria c’è la monumentale Spoleto-Norcia che, abbandonato il trenino azzurro, è stata riconvertita a percorso ciclabile e pedonale. Più di cinquanta chilometri di viabilità appesa sui fianchi della montagna, che sale leggermente dopo la partenza da Spoleto e, una volta scavalcata l’altura, scende precipitosamente verso il fiume Nera fiancheggiandolo fino a entrare nel Parco dei Monti sibillini e finire il suo tragitto a Norcia. Sulla copertina del libro c’è la foto del viadotto di Caprareccia percorso da ciclisti.

“Con piacere ho accompagnato l’autrice – afferma il sindaco di Vallo di Nera Agnese Benedetti - anche se già conosceva molto bene la nostra ferrovia con i suoi viadotti, le gallerie, il percorso sinuoso e panoramico e la bellezza del territorio di Spoleto e della Valnerina”

Nelle 207 pagine del libro-guida, la D’Alessio descrive le ex tratte ferroviarie, i centri abitati che si incontrano lungo il percorso, i servizi, l’ambiente, i prodotti locali, tutto ciò che affianca il percorso e che si può gustare.  Dalla Dobbiaco-Cortina d’Ampezzo-Calalzo di Cadore alla Mirandola-Finale Emilia, alla via verde dei Trabocchi alla Carbonia-Sant’Antioco-Calasetta, giù dalle Alpi fino alle isole, la guida racconta con immagini, testi e consigli, lo stupendo patrimonio dei collegamenti su ferro che da fine Ottocento unirono luoghi e territori. Il libro è una bellissima proposta di viaggio lento, da fare un po’ alla volta, per scoprire un’Italia inedita e per recuperare spazi e sensazioni.

“Laddove c’era una volta la ferrovia e oggi non c’è più, sono rimasti dei cammini che sono al tempo stesso memoria storica, patrimonio culturale e ambiente incontaminato da ripercorrere nel tempo”.

Il libro è pubblicato da Cinquesensi editore in Lucca e fa parte della collana Omnes Viae che propone pubblicazioni di viaggio alternativo condividendo il pensiero di SIMTUR (Società italiana di professionisti della mobilità dolce e sostenibile). La confezione e la veste editoriale sottolineano la stessa scelta ideale con una grafica essenziale e scrittura qualitativa.



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