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Chiusura terapia intensiva e medicina, Bececco chiama la piazza: 'Giù le mani del nostro ospedale'
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Chiusura terapia intensiva e medicina, Bececco chiama la piazza: 'Giù le mani del nostro ospedale'
Quello lanciato dall'ex vicesindaco è, per il momento, l’unico segnale dalla politica cittadina
Depauperamento dell’ospedale di Spoleto, Maria Elena Bececco chiama la città alla mobilitazione. Dopo la notizia, anticipata da Spoletonline ieri mattina, della chiusura – forse temporanea – dei reparti di terapia intensiva 1 e medicina 2 del San Matteo degli Infermi, e la presa di posizione del City Forum, è Maria Elena Bececco ad intervenire con un video che ha già fatto il giro della città. Due minuti e poco più di intervento, realizzato davanti all’ingresso dell’ospedale di Spoleto che, al pari della città, è ormai rimasto senza difese istituzionali dopo la sfiducia all’ex sindaco Umberto de Augustinis.
“Qual è il disegno che sta dietro la sospensione dei due reparti?”, chiede l’ex vicesindaco. “Al silenzio di Regione e Usl rispondiamo chiamando la città alla mobilitazione”. E’ questo l’unico intervento di un esponente politico locale in mezzo al silenzio, imabarazzante, che regna sulla scena spoletina. La Bececco cita giustamente le associazioni, raccolte attorno al City Forum di Sergio Grifoni, le sole che possano in qualche modo rappresentare il sentire degli spoletini in questa delicata fase priva di punti di riferimento. Per vedere il video integrale clicca qui.
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I commenti dei nostri lettori
Dante Ventotto
5 anni fa
Visto che le buone ragioni trovano orecchie sorde, non sarebbe il caso di pensare anche a qualcosa di un po' rumoroso? Ad esempio: Auto e moto in corteo a clacson spiegati, il suono prolungato di tutte le campane di tutte le chiese, il blocco della Flaminia....
Mario Mancini
5 anni fa
Perfettamente d'accordo M. Elena. La mobilitazione della città deve essere globale perché è un diritto la tutela della salute a cui non dobbiamo rinunciare. Necessaria una protesta clamorosa cui i social dovranno dare risalto, prima del 11 maggio, giorno della sentenza del Tar al quale deve pervenire il messaggio che la città rivuole il suo Ospedale con tutti i reparti e servizi.Sarebbe una ulteriore condanna di coloro che hanno deciso in maniera sconsiderata di condividere una decisione scellerata della regione e di privare la città di una guida amministrativa eletta democraticamente.
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