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Sfiducia al sindaco, de Augustinis ricorre davanti al Presidente della Repubblica
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Sfiducia al sindaco, de Augustinis ricorre davanti al Presidente della Repubblica
Illegittimità della votazione e incompatibilità con il voto le due presunte irregolarità sollevate dall'atto dell'ex primo cittadino
Umberto de Augustinis ha impugnato il voto di sfiducia dello scorso 11 marzo con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. La notizia, in circolazione già da qualche giorno negli ambienti politici della città del Festival, trova autorevoli conferme nelle persone del diretto interessato e di uno dei legali che segue il ricorso. Due i filoni principali sui quali si basa l’atto, che sarà esaminato direttamente dal Consiglio di Stato entro i prossimi quattro mesi: in prim’ordine il voto di sfiducia, giunto tre ore dopo le dimissioni presentate dal sindaco e avallato, dal punto di vista procedurale, dal segretario comunale (in quell’occasione ben 8 consiglieri avevano abbandonato l’aula ritenendo non legittima la votazione); in seconda battuta c’è la questione legata alla presunta incompatibilità con il voto di uno o più fra gli ex consiglieri comunali che hanno partecipato al voto di sfiducia. In entrambi i casi, la questione è tutta da dimostrare a suon di carte bollate e codici vari, presumibilmente entro la prossima estate.
Ma il dato politico resta chiaro. All’epoca della sfiducia, vale a dire tre settimane fa, i partiti e le liste civiche di centrosinistra e di destra hanno deciso di mandare a casa il sindaco, lasciando Spoleto senza organismi istituzionali democraticamente eletti. Ciò significa che, a meno di miracoli della politica, anche qualora il ricorso di de Augustinis trovasse accoglimento tramite dpr del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero, a seguito di parere vincolante del Consiglio di Stato chiamato ad esaminarlo nel merito, rimarrebbe comunque difficile pensare a una nuova maggioranza da trovarsi all’interno del consiglio comunale di Spoleto. Anche se, con l’aria che è cambiata all’interno del Partito democratico a livello nazionale, e considerati i rapporti che intercorrono, da decadi, fra l’ex primo cittadino di Spoleto e i Letta – più con Gianni che con il nipote Enrico, per la verità, ma soltanto per questioni anagrafiche –, parrebbe proprio il caso di dire che “le vie del Signore sono infinite”…
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I commenti dei nostri lettori
Diogene
6 anni fa
Per " Oblivion " : Mi permetta di ringraziarla per il Suo pacato e riflessivo commento che ho letto con estrema attenzione. Spero che il Suo appello venga da tutti accolto per una " vera resurrezione ". Concordo con Lei è vero noi abbiamo bisogno di lavoro,salute e pace.
Oblivion
6 anni fa
Ho letto l'interessante articolo del dottor Ubaldi e alcuni interventi, anche notevoli e pur non avvezzo ai social mi permetto alcune Impressioni... ......... (Vedremo disse il ceco al sordo) ......... Mi sembra che il dottor Umberto De Augustinis non stia difendendo se stesso - non ne ha bisogno - ma la "giustizia" in quanto tale e con essa "la/le città". A mio avviso, ma poco sappiamo, il ricorso ci dice che in democrazia c'è un limite che la politica non può o non dovrebbe superare nemmeno in situazioni estreme. (vedremo! basta aspettare)... È un caso che avrà risonanza nazionale. È pane per gli uomini di legge, per gli storici e soprattutto per i Filosofi che dovranno indicare strade nuove di vita. Non è il pane che noi cittadini vorremmo avere, adesso. Gli uomini comuni chiedono lavoro, rispetto per la salute e pace sociale. ... ( Ps)... Oblivion è una musica di Astor Piazzolla, un Tango Nuevo complesso, introspettivo e struggente (Oblivion significa oblio... e ci riguarda. Che tristezza! ) Che tristezza ma domenica è Pasqua. Auguro a ognuno di noi e a questa città, una santa Pasqua di riflessione e vera resurrezione.
La città della domenica
6 anni fa
Il comitato 19 nin ha torto. Cmq la vicenda sta assumendo toni teatrali. Chiamere Domenico Benedetti Valentini per la rappresentazione della tragedia
Fisheye53
6 anni fa
Le Istituzioni si reggono, in primo luogo, sul rispetto delle regole (la c.d. "legalità") e poi sulla dialettica delle Politica, per la cura degli interessi della "Polis". Nel caso della sfiducia votata "a forza" ala Sindaco Umberto de Augustinis, le regole di legge non sono state rispettate e si è voluto forzare la mano alla dialettica della politica che, come suggestivamente affermato in anni passati Rino Formica, "è anche sangue e merda". Sicchè, si recuperi il prima possibile la "legalità" e poi si declinerà la politica, avendo - speriamo tutti - a cuore gli interessi della nostra Città-
Rinnoviamo i comportamenti ed i valori
6 anni fa
Dopo il triste evento dell’11 Marzo,, un silenzio agghiacciante e’ sceso su Spoleto, per alcuni dovuto a sbigottimento, per altri a eccesso di euforia, venata però da un refolo di vergogna. Oggi, la notizia del ricorso al Consiglio di Stato restituisce un briciolo di realismo e di credibilita’ alla vicenda, facendo sperare qualcuno, illudere qualche altro, paventare altri ancora. Ma gli aspetti critici, i lati moralmente equivoci, sono ancora tutti lì, a chiamarci al confronto con la realtà, con una verità scomoda, ma inequivocabile. Partiamo dalla domanda chiave: siamo LIBERI O SERVI ?Si tratta di un dilemma datato; Da molto tempo la ricetta politica per la guida di Spoleto è elementare: La Città non deve vincere MAI .Per quanto ormai ridotta economicamente a poco, va tenuta sotto un ferreo sistema- guida che da Perugia e Terni decide cosa fare di tutto, dal Festival, all’Ospedale, al lavoro. Chi non ci sta, si accorgerà quanto pesi “il sistema”. Il “sistema” è trasversale, usa i partiti per infiltrarne l’azione, è inquinato perché è il ventre molle del peggio dell’Umbria, infine è, con più di un sospetto, ormai, infiltrato dall’illegalità al livello più grave, quella organizzata. Quali sono I frutti del “sistema”? Eccoli: 1. La filiera agroalimentare NOVELLI viene passata a gruppi calabresi ,che la distruggono. La Regione benedice al massimo livello e Spoleto non nasconde la sua amicizia. 2. La metallurgia viene passata a gruppi di avventurieri ed a Spoleto resta solo un’ umiliante ed eterna cassa integrazione 3. Alla Regione si progetta di trasformare l’industria cementiera in un sistema per bruciare rifiuti. Rifiuti zero sembra voler significare rifiuti bruciati 4. L’unica banca “autoctona”, risorta dalle ceneri dei fallimenti delle banche esistenti a Spoleto sino al 1890, viene distrutta da vicende oscure e torbide i cui protagonisti sono tuttora dietro le quinte, tutti. Alcuni, a quanto sembra, sono ancora parte in causa nelle aule giudiziarie. 5. Al Festival si avvicinano sinistramente strani personaggi di filiere politiche calabresi, abbracciati e benedetti da personaggi spoletini 6. La ricostruzione??? Al posto di una scuola si progetta un bel condominio, finanziato dalla Regione e concesso dal Comune. E la scuola verrebbe collocata altrove (nella zona di San Paolo, decisamente non adatta). 7. La Città prova a scuotersi … e arriva la chiusura dell’Ospedale da parte di una Regione “rinnovata” con i poteri forti del mondo sanitario privato laziale, che possiedono anche i mezzi di informazione. L’ipotesi che possa arrivare la legge attraverso il giudice crea sconcerto e reazioni non controllate. 8. Il ”sistema” si difende: una nutrita parte della componente già eletta a sostegno degli interessi della Città si convince a trasmigrare ed il tentativo di imboccare la via della libertà viene soffocato con una mozione di sfiducia al sindaco che unisce ed evidenzia proprio tutti gli interessi e manifesta tutto il livore del “sistema”. Ecco come si ritrovano tutti insieme: a) i sanitari sfiducianti, sono consiglieri comunali dipendenti subordinati della Regione, in conflitto di attribuzioni (interessi?) sull’ospedale b) i “politici” della sinistra sono tutti accomunati dal triste destino di un partito, sul cui segretario regionale grava un processo in corso in tema di sanità, per corruzione e…. associazione per delinquere e l’ombra di un paio di processi in Calabria che avevano anche accomunato festival, Regione Calabria e supporter elettorali del Presidente calabrese c) i politici di destra , sembrano detenere specifici referenti che richiamano alle tristi vicissitudini della Banca Popolare, e che fanno sponda contro chi si ribella al sistema nel loro stesso partito, decretando epurazioni a ruota libera d)qualche battitore libero senza patria ,ma utile al sistema come demolitore-trice professionale , perché unico esponente del partito dell’eterno dissenso Così un Comune ”EFFICIENTE, CON UN’ORGANIZZAZIONE DI TUTTO RISPETTO, CON UN BILANCIO IN ORDINE, SOSTANZIALMENTE SANO” viene commissariato, mentre un paio di altri comuni, noti per una finanza a dir poco allegra, ma amministrati dal “sistema”, si salvano. viene così compiuta una vera, violenta, privazione della DEMOCRAZIA . Tutti noi cittadini dobbiano riflettere e ricordare.
L'Americano
6 anni fa
Dignità non pervenuta, come quando Benedetti presentò le dimissioni salvo ritirarle all'ultimo secondo utile.
OPEN YOUR EYES
6 anni fa
Ma guarda, sarei strafelice se vincesse, solo per prendere a schiaffi quei 4 politicanti che hanno deciso che il nostro Sindaco, votato democraticamente dai cittadini di Spoleto, dava troppo fastidio alla politica massona perugina... Solo le sue competenze possono salvare Spoleto dalla prepotenza dei vari Laga FDI e PD umbro...di un arroganza senza fine. E anche se perdesse, ricordatevi che in pendenza di giudizio, il commissario si dovrà comportare in modo cristallino per paura del rientro/controllo di De Augustinis... Quindi comunque un grande gesto utile a Spoleto.
Francesco
6 anni fa
Una volta si rimproverava alla sinistra giustizialista di utilizzare la magistratura per sconfiggere i propri avversari politici. Oggi abbiamo addirittura un magistrato, ex-sindaco, che si affida alle carte bollate per rimanere in sella nonostante sia stato sconfessato politicamente. Che dire, trovo l'iniziativa alquanto pretestuosa e poco dignitosa per il proponente e mi appare una ulteriore conferma che amministrare una città sia cosa ben diversa che ricorrere, come si é fatto reiteratamente, alle vie legali da parte del primo cittadino per dirimere ogni questione inerente la politica cittadina. Che la parola ritorni presto alla politica con la speranza che i partiti, tutti, non si nascondano più dietro le fallimentari liste civiche.
Dario
6 anni fa
Grande Umberto, fagli vedere chi sei a questi mentecatti e papponi !
Spoletosi
6 anni fa
Ma dai, è un pesce d'aprile!?
comitato 19 giugno
6 anni fa
Dai nostri studi risulta che ogni atto amministrativo (deliberazione) deve avere tre elementi a pena di nullità: soggetto (consiglieri sfiducianti), oggetto (Sindaco), causa (sfiducia a soggetto in carica). Ma la "causa" che è diversa dai motivi, nel caso in questione, non c'era perché il Sindaco, non era più in carica a seguito delle intervenute dimissioni. Se le nostre riflessioni sono giuste, il Presidente della Repubblica accoglierà il ricorso, l'atto sarà annullato, il Sindaco dovrebbe aver già ritirato le dimissioni, il segretario avrà solo commesso un errore come tutti noi, e il Commissario sarà revocato. Qualcuno sa dirci se abbiamo ragione? Però senza polemiche.
anche nelle vie del Signore ci sono dei divieti.
6 anni fa
Se dovesse spuntarla De Augustinis, non per tutti "le vie del Signore parrebbero infinite". Per qualcuno che non si è comportato lealmente nei suoi confronti, parrebbero finite. Eccome!
La Casta
6 anni fa
Muoversi sempre per amicizie di vecchia data non mi sembra rispettoso delle istituzioni democratiche. Questa è la casta che ha rovinato l'Italia. Ci si muove per conoscenze e spesso, grazie a quelle, ci si sente al di sopra di tutti. Non è così che deve funzionare. C'è un detto: quando litigano gli elefanti chi ci rimette è l'erba. Ecco gli spoletini sembrano proprio l'erba e gli elefanti resteranno sempre elefanti
La città della domenica
6 anni fa
Il segretario comunale rischia il posto di lavoro
spoletino verace
6 anni fa
Spero vinca il ricorso del sindaco per dimostrare la nullità della lega e in particolare di fdi che sono la rovina dell'Italia e della nostra bella Spoleto.
paneolio
6 anni fa
vadano le cose come devono andare o come si vogliono mandare l'importante e' che la legge trionfi e che questa diatriba non costi un euro ai cittadini di Spoleto!
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