le interviste di Sol

'Rimbocchiamoci le maniche e stiamo vicini a chi non ha abbandonato la città'

 

Spoletonline intervista Roberto Ranucci, uno degli ultimi samurai di de Augustinis: 'Vicino al sindaco fino alla fine. La mia richiesta di dimissioni era volta a prendere altro tempo'

 

Dieci giorni dopo la sfiducia all'ormai ex sindaco Uberto de Augustinis, Spoletonline incontra uno dei protagonisti di Laboratorio in consiglio comunale, fra i più strenui sostenitori del magistrato divenuto primo cittadino all'alba del ballottaggi 2018. Eppure, l'abitudine al chiacchiericcio frammista alla scarsa dimestichezza dell'argomento avevano gettato alcune ombre persino sull'ex amministratore Ase, “reo” - secondo alcuni presunti politologi – di aver chiesto le dimissioni proprio al suo primo cittadino, quando è invece arcinoto che le dimissioni servono proprio ad evitare la capitolazione del Comune.

Roberto Ranucci, l'esperienza amministrativa dell'ex sindaco Umberto de Augustinis è conclusa, ma in città se ne sono sentite e ancora se ne sentono di tutti i colori: addirittura che sia stato qualcuno della maggioranza a sfiduciare questo sindaco... “In effetti in giro ho sentito voci che dicevano che io avessi chiesto le dimissioni del sindaco e che, di conseguenza, l'ho sfiduciato. Ovviamente non è così: è chiaro che ho chiesto le sue dimissioni, ma sarebbero servite a cercare altre strade per tenere viva l'amministrazione. In realtà sono rimasto vicino al sindaco fino alla fine, fino al voto di sfiducia”.

In pratica, quindi, le dimissioni che ha chiesto Lei servivano ad aprire un dialogo con le altre forze presenti in consiglio comunale. “Per l'appunto. La mia era una richiesta di dimissioni tecniche, per aprire formalmente la crisi di maggioranza e avviare un percorso, dialogare con tutte le forze politiche affinché si costruisse un nuovo programma e una nuova maggioranza”.

Ma alla fine l'ex sindaco ha fatto arrabbiare tutti... Non sarà che, con i suoi modi, ha fatto arrabbiare anche voi? “Mah... Non nascondo che il Sindaco, a volte, avrebbe potuto utilizzare maggiore concertazione e partecipazione politica che avrebbe limitato inutili polemiche, ma ciò è stato ampiamente compensato da un'ottima azione amministrativa: le cose che sono state fatte e che sono in corso di avvio sono molte. Credo che occorra tornare molto indietro con la memoria per ricordare un periodo così proficuo per la città, malgrado il sisma che ci ha preceduto e la pandemia che abbiamo vissuto e che Spoleto sta tuttora vivendo”.

Sulla base di cosa Lei definisce questo periodo “proficuo” per la città? “Senza dubbio per le risorse che stanno per arrivare, per gli investimenti che sono in corso sulla nostra città, per lo sviluppo che tutto ciò può portare nei prossimi anni, nonostante la pandemia e i problemi che ci sono, e che avevano la necessità di essere rappresentati in tutte le sedi da un'amministrazione forte ed efficiente. Purtroppo questo non è avvenuto, non per colpa nostra ma di chi ha sfiduciato il sindaco”.

Adesso si apre un nuovo capitolo. A proposito, ha già conosciuto il commissario prefettizio Tombesi? “No ancora, però le porgo il 'benvenuto' e spero che sia vicina alla città per tutto quel che può fare, anche se i suoi compiti sono limitati all'ordinaria amministrazione”.

Adesso si è già aperta la bagarre, il “totosindaco” per il prossimo autunno. Come si colloca in questo contesto Roberto Ranucci e, se può dircelo, come si colloca Laboratorio? Esisterà ancora oppure ognuno è andato già per la propria strada? “Questo è un momento di grande amarezza per tutti: viviamo un periodo di riflessione e non so quel che succederà. Sicuramente ho avuto modo di collaborare con delle persone valide e leali, che hanno a cuore i problemi della città, a cominciare – per esempio - da Mario Mancini”.

O da Massimiliano Montesi...? “Con Montesi recentemente non ho parlato, ma sono disponibile a parlare con tutti coloro che tengono alla città e che non hanno partecipato a questa sfiducia”.

Ricapitolando, in poche parole: Roberto Ranucci è disponibile a dialogare con tutte quelle forze civiche che non vogliono al governo della città né il Partito democratico né il binomio Lega-Fratelli d'Italia, con le rispettive appendici civette e civettuole. Ho capito bene? “I partiti che hai nominato indubbiamente hanno remato contro la città votando questa sfiducia. Questo, per me che ho difeso a spada tratta l'amministrazione, rende molto difficile pensare di collaborare con loro. Senza dubbio cercherò di lavorare per la città, per quanto mi sarà possibile, e collaborerò con chi ha dimostrato, anche in passato, di avere a cuore la città e i suoi problemi”.



I commenti dei nostri lettori

AMO SPOLETO

7 mesi fa

Buona potrebbe essere la sua requisitoria Signor Ranucci, se non fosse che "amministrare una citta non è la stessa cosa che amministrare una piccola frazione come Pompagnano. Per il resto le auguro un buon lavoro sempre che, alle prossime amministrative si sieda dalla parte giusta. Non è sempre scontato raccimolare le poche preferenze prese per essere rieletto.

Diogene

7 mesi fa

Per Roberto Ranucci : Ho letto con grande attenzione la Sua intervista; dalla quale traspare grande coerenza e spirito di abnegazione per Spoleto. Concordo con Lei nel bisogno di collaborazione, tutti uniti per il bene della Città, isolando il deleterio e sterile "chiacchiericcio frammentista".

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