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Sfiducia a de Augustinis: il consiglio licenzia la giunta, anche se c'è il 'giallo' sulla legittimità del voto
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Sfiducia a de Augustinis: il consiglio licenzia la giunta, anche se c'è il 'giallo' sulla legittimità del voto
Il primo cittadino si era già dimesso, il che apre una controversia tecnica. Ma il dato politico appare ormai definitivo
Finale con giallo per l'amministrazione comunale de Augustinis. Il sindaco è stato sfiduciato all'unanimità, ma dai soli firmatari della mozione. Il resto del consesso - tranne il presidente del consiglio Cretoni, astenuto - ha abbandonato l'aula reputando illegittima la votazione, dopo che il sindaco aveva presentato le proprie dimissioni. A nulla sono valsi gli inviti, da parte dei consiglieri che rappresentavano l'amministrazione, a prendersi alcune ore per controllare la validità della votazione e, ancora, a valutare se sussistessero i presupposti per lavorare ancora almeno per qualche mese senza consegnare la città al commissariamento. Di seguito le dichiarazioni di voti dei capigruppo in consiglio comunale, in ordine di intervento:
Filippo Ugolini (Forza Italia): “In attesa di conoscere se è legittima o meno la votazione della sfiducia a questo sindaco che si è già dimesso, dico soltanto che chi l’ha proposta non sfiducia l’amministrazione, ma abbandona la città. Non ci possiamo permettere di giocare sulla pelle dei cittadini: non lo può fare il livello nazionale, ma neanche il livello locale. Altrimenti poi non ci si può lamentare dei livelli superiori. A me sembra che ci sia la volontà di commissariare la città, una volontà deleteria. Non lo so con quali cittadini parlate, ma gli spoletini non sono contenti di una vacatio di sette mesi. Confermando la fiducia di Forza Italia, rinnovo l'invito ai veri responsabili di lasciare per questa emergenza gli interessi del partito e fare il bene della città e degli spoletini”.
Stefano Polinori (Fratelli d’Italia): “Ci avete dato degli idioti, Ada Urbani ha detto che dobbiamo rinsavire, il sindaco ha detto che dobbiamo pensare prima di parlare. Allora chiedo al caro Ugolini come possiamo instaurare un rapporto con chi ha deciso di chiudere con Fratelli d'Italia prima ancora che Fratelli d'Italia uscisse dalla maggioranza. La reazione fu di incredibile scorrettezza quando Cretoni, Di Cintio e Santirosi passarono in Fratelli d'Italia. In due anni e mezzo dov'era l'attenzione del sindaco sull'ospedale? Il sindaco ha fatto finta di nulla di fronte alle nostre richieste, anche di consiglio comunale aperto. Il sindaco ha cavalcato un bel cavallo per riprendersi qualche consenso in città sul discorso della trasformazione in covid hospital dell'ospedale di Spoleto. Voi volete restare aggrappati alla poltrona, mentre io so davvero cosa significa vivere un momento di difficoltà, perché li vivo i problemi a differenza vostra. E aver ritardato sei mesi sulla Tari quel che altri Comuni hanno fatto in un mese è inaccettabile. Per questo siamo usciti dalla maggioranza e abbiamo firmato una mozione di sfiducia che oggi la votiamo. Perché con questa storia dimostriamo molta, molta, molta più coerenza di tanti che la sbandierano”.
Mario Mancini (Laboratorio): “Come ha detto giustamente la consigliera Bececco e l'assessore Urbani, bisogna guardare avanti. Sentirci dire che siamo attaccati alla poltrona è ridicolo, nessuno guadagna nulla nel ricoprire questo ruolo di servizio. Facciamo passare un altro po' di tempo, pensiamoci un attimo e riflettiamo, non lasciamo ora la città senza amministrazione”. In difformità il voto di Roberto Ranucci della stessa lista: “Avrei votato come il mio capogruppo perché sono d’accordo sull’importanza di avere un’amministrazione comunale che rappresenti la città in questo difficile momento, perché le cose in campo sono tante, e tutte avranno uno sviluppo guarda caso in questi mesi, tra l’arrivo del commissario e le nuove elezioni. Tuttavia, voto in difformità in quanto ho dei seri dubbi sulla validità del fatto che si voti la sfiducia a dimissioni già presentate. Pertanto non parteciperò al voto".
Tra i due esponenti di Laboratorio è intervenuta Luigina Renzi, di Ora Spoleto: "L'opposizione di centrosinistra ha sentito la responsabilità, ma il tempo per discutere della crisi e lavorare per una soluzione c'è stato, e non è stato usato. Ora ci vuole dignità anche nel rapporto con le persone, non è che siamo degli interruttori. Abbiamo cercato una soluzione ma non c'è stato verso. Ora bisogna avere la dignità personale di ammettere il fallimento e poi la dignità politica di dire "Va bene, andiamo a casa".
Stefano Lisci (Pd): “Sono state dette tantissime cose. La consigliera Renzi, in alcuni passaggi, ha espresso ciò che volevo dire io. Lei sa quante riunioni abbiamo fatto in questi giorni per decidere quale fosse la strada giusta per affrontare la questione. Non arriviamo tutti oggi da un altro pianeta. Il discorso del commissario non lo scopriamo oggi. Il sindaco si è dimesso dopo tre ore di discussione, durante le quali la parola più grande, ripetuta da tutti, è stata 'responsabilità'. Ricordo agli amici consiglieri comunali che in questo consiglio, a dicembre, è stato approvato un bilancio previsionale con 8 dei 13 voti necessari per essere approvato, e grazie all'astensione della Lega e di Fratelli d'Italia. Poi il Piano regolatore con 6 voti. Tutto come se non fosse successo niente. E oggi dite a noi di essere responsabili? Abbiamo sempre detto: 'Dimissioni, azzeramento della giunta, documento politico e poi, vista la situazione oggetti, cercare di dare vita a un governo di salute pubblica coinvolgendo la città e tutte le sue anime'. Quando si chiede un grande atto per la collettività si deve partecipare tutti. E non si è mai fatto sentire nessuno. Nel nostro partito si decide tutti insieme e si prendono insieme le decisioni. L'avevamo detto: 'Non aspettate l'ultimo momento'. Sentire poi dire dal sindaco che ha vinto anche con i voti di alcuni esponenti, anche molto importanti, del Pd, mi ha fatto molto male. Stiamo cercando di costruire una comunità coesa, leale, coerente. E noi consiglieri del Partito democratico dobbiamo essere coerenti con quanto deciso nelle nostre assemblee, dove era stato detto di sì al dialogo a patto che non avvenisse all'ultimo momento come ultima spiaggia. Mi ha fatto male assistere a quanto accaduto oggi. E per questione di coerenza voteremo favorevolmente alla sfiducia”.
Cesare Loretoni (Lega): "Brevemente, per non fare di nuovo un intervento terrificante come il sindaco ha definito il mio precedente: la Lega vota a favore della sfiducia”.
David Militoni (Gruppo Misto): “La poltrona di consigliere comunale dà molti più impegni che oneri finanziari, sapete che l'emolumento di un consigliere comunale sfiora il ridicolo. Tutti noi facciamo questo con spirito di impegno per la nostra città, evidentemente avete ritenuto che il male minore sia la cacciata di un sindaco. Però ritengo che il discorso delle poltrone debba essere completamente accantonato, visto anche che il sindaco e alcuni assessori non percepiscono emolumenti. Mi dispiace che ci siamo divisi su tanti temi, mi viene però in mente che quando sono state decise le destinazioni dei covid hospital anche l'ospedale di Narni, in un primo momento, era rientrato fra quelle strutture che dovevano essere riconvertite. Ma a Narni la città ha fatto quadrato insieme al sindaco con tutte le sue forze; le maestranze e gli operatori sanitari che erano stati trasferiti proprio a Spoleto hanno rifiutato di recarsi alla nuova destinazione. Narni ha dimostrato cosa significhi essere uniti di fronte a problemi di interesse generale. A chi, come l'amico Lisci, dice che è troppo tardi e che la forma è stata violata, chiedo: 'E' più importante la forma o la sostanza?’. Se le dimissioni fossero giunte ieri mattina cosa sarebbe cambiato? Ritengo che lasciare la città al commissariamento sia una iattura, una sconfitta per tutti. Ve lo ripeto: siete in 15, avete la possibilità di approvare gli atti con i vostri numeri. Perché non lo fate, anziché lasciare che venga qualcuno ad amministrare al posto vostro? Questa mia provocazione è caduta nel vuoto, pazienza. Ma non condivido la forma che ha assunto la discussione dopo le dimissioni e ritengo che, nel momento in cui il sindaco si dimette, cessa la giunta e non si può più votare la sfiducia a una giunta che non c'è più. Pertanto, sia personalmente sia con il mio gruppo non partecipiamo a questa mozione, che riteniamo viziata da errore”.
Gianmarco Profili (Alleanza Civica): “Le dimissioni del sindaco di fatto non sono immediatamente efficaci e la giunta, il sindaco e il consiglio rimangono tranquillamente in carica per l'attività ordinaria, come appunto è questa. Dal punto di vista politico, quando sento il sindaco dire ‘Vi si portano via il festival’ e l'assessore Urbani chiaarci ‘Voi spoletini’... Sono sempre più convinto di votare questa sfiducia”.
A seguire anche Mario Mancini di Laboratorio dichiara di aver cambiato idea e non partecipa più alla votazione, ritenendola illegittima.
Maria Elena Bececco (Spoleto Popolare): “In seguito all'intervento che ho fatto prima avete capito la mia idea rispetto alla mozione, penso che non si doveva stare qui in consiglio a parlarne e a maggior ragione non parteciperò alla votazione. Ribadisco che non ho la certezza della giusta procedura di voto di una mozione di sfiducia in seguito alle dimissioni del sindaco. Non voglio rendermi partecipe di eventuali problematiche nel caso in cui dovesse emergere che la sfiducia non era da votare. Avrei approfondito questa situazione che si è creata all'improvviso, ma non è stato possibile. Quindi non parteciperò alla votazione”.
In chiusura, di nuovo Ugolini di Forza Italia: "A seguito di quanto emerso, confermo la fiducia al sindaco abbandono l'aula perché ritengo che non sia regolare ciò che stiamo portando in votazione a seguito delle dimissioni”.
Infine ancora Polinori (FD'I), anche se del tutto fuori tema visto che non riguarda l'intenzione di voto: "Fino all'ultimo, questa si dimostra l'amministrazione dei ricorsi".
Poi la votazione: 15 favorevoli, un astenuto. Al di là della legittimità o meno dell'atto ratificato dal consiglio comunale, c'è una volontà politica che è emersa in maniera nitida, oggi. Anche qualora il sindaco ottenesse altri 20 giorni di tempo i virtù delle sue dimissioni presentate prima della votazione sulla sfiducia, sarà alquanto complicato - giunti a questo punto - trovare nuovi numeri ed evitare ciò che ormai appare chiaramente come inevitabile. Con tutte le responsabilità politiche - positive o negative che siano - che ciò comporterà.
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I commenti dei nostri lettori
Quasi un delitto
6 anni fa
Caro Pasquino, a momenti mi togli il respiro. Senza punteggiatura ho dovuto leggere il tuo commento tutto di un fiato. Se l'intenzione era quella di liberarti di qualche nemico politico del sindaco sicuramente ci sei riuscito. Però hai rischiato di far fuori anche me che la penso come te. Ma io l'ho scampata e ora respiro.
PASQUINO
6 anni fa
CHE BELLO CARI CONCITTADINI GRAZIE ALL'INTELLIGENZA DI ALCUNI SAPIENTONI DELLA POLITICA DA OGGI NON ABBIAMO PIU' L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E' CADUTO L'ULTIMO BALUARDO DI DIFESA IL SINDACO DOTT DE AUGUSTINIS . FATTO STORICO MA DA NON MERAVIGLIARSI VISTI GLI ATTORI DELLA VICENDA SI SONO UNITI PER ABBATTERE A TUTTI I COSTI IL SINDACO LA DESTRA CON I COMPGNI DEL PD, SE COSì SI POSSONO CHIAMARE. BRAVVISSIMI STRATEGHI DELLA NUOVA POLITICA, FORZA FOLIGNO ADESSO TOCCA A VOI CON IL VOSTRO CONSIGLIO COMUNALE GIA' TEMPESTIVAMENTE CALANDERIZZATO CHIEDERE COME GIA' ALL'ORDINE DEL GIORNO IL POTENZIAMENTO DEL VOSTRO OSPEDALE COSI DEL NOSTRO DI SPOLETO DIVENTERA' DI NICCHIA. FATE LE COSE BENE E CON CALMA PERCHE' TANTO SPOLETO COME SEMPRE E' TERRA DI CONQUISTA.A MAGGIOR RAGIONE CHE E' GESTITA DAL COMMISSARIO STRAORDINARIO SENZA ALCUNA AUTORITA' ISTITUZIONALE PERDUTA CON L'USCITA DALLA VITA PUBBLICA DEL SINDACO DE AUGUSTINIS FIN CHE LA BARCA VAA LASCIALA ANDAREEE" A SBATTERE SUGLI SCOGLI"
Comunicato Ufficiale Poche chiacchiere
6 anni fa
E’ il prefetto in pensione Tiziana Tombesi il commissario indicato dal prefetto di Perugia per reggere temporaneamente il Comune di Spoleto. Il prefetto di Perugia, Armando Gradone, – si legge in una nota – preso atto della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco approvata dal consiglio comunale nella seduta dell’11 marzo 2021, ha sospeso, con provvedimento in data odierna (12 marzo, ndr), in attesa del decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica, il Consiglio comunale di Spoleto e ha nominato come commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente il prefetto a riposo dottoressa Tiziana Tombesi.
Michele Sabatini
6 anni fa
A Spoleto non ci facciamo mancare nulla. Sfiducia dopo le dimissioni. È una sfiducia sul pronunciamento di una sfiducia che il Sindaco ha formalizzato nei confronti di una coalizione che lo aveva appoggiato nella candidatura. Nel vedere quanto di " umoristico " i cittadini di Spoleto hanno dovuto subire in questi ultimi mesi, Pirandello ne avrebbe avuto ottimi spunti per scrivere nel 1908 il saggio l'Umorismo... Concludo con una presa d'atto tratta da " le Maschere di Pirandello ": " Una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere ". E il Noi, sono coloro i quali amano sinceramente Spoleto.
spoletino verace
6 anni fa
Ho ascoltato molti interventi in consiglio comunale,posso solamente dire :COME SIAMO SCESI IN BASSO A SPOLETO.
Dalla destra con furore.
6 anni fa
Leghisti dell'ultima ora , fasciti dei tempi che furono, saltimbanchi che passano da una lista all'altra, questo è il triste spettacolo che si è visto. Solo Sfascisti.
Reazione di un cittadino che vuole bene alla città
6 anni fa
Bravi tutti! A sentire i vostri interventi, ognuno ha le sue ragioni, ognuno ha fatto il suo dovere, ognuno ha avuto i suoi motivi, ognuno ha agito secondo la sua coscienza e, purtroppo, com'era prevedibile, i cittadini, sono gli unici a pagarne le conseguenze. Non c'è che dire: Bell'esempio di politica, di attaccamento alla città e di altruismo! Poveri noi spoletini gestiti da una manica di poppanti al primo latte! Per non deludere nessuno di voi, ora si spera che le farmacie siano munite a sufficienza di biberon per potervi accontentare tutti. E mentre voi poppate tranquillamente la città va a ramengo. Ripeto: Per l'età che vi si può attribuire siete stati fenomenali!
Caso non previsto dalla giurisprudenza
6 anni fa
Art. 7. Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del sindaco e del vice sindaco 1. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco eletto questi viene sostituito dal vice sindaco eletto che rimane in carica sino al rinnovo del consiglio comunale. 2. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del vice sindaco che ha assunto la carica di sindaco ai sensi del comma 1, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. 3. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del vice sindaco eletto o nel caso in cui quest'ultimo assuma la carica di sindaco ai sensi del comma 1, questi viene sostituito, nella carica di assesso re, con le modalita' di cui all'art. 5. 4. In caso di contemporanee dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco e del vice sindaco eletti la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. 5. Nei casi previsti dai commi 2 e 4 o in qualsiasi altro caso si verifichi lo scioglimento del consiglio si procede, con il decreto di scioglimento, alla nomina di un commissario che esercita le attribuzioni conferitegli dal decreto stesso. 6. Il vice sindaco sostituisce il sindaco in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonche' nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi dell'art. 15, comma 4 bis, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosita' sociale), e successive modificazioni. 7. Le dimissioni presentate dal sindaco e dal vice sindaco diventano irrevocabili e producono gli effetti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 trascorso il termine di dieci giorni dalla loro presentazione al consiglio. 8. Lo scioglimento del consiglio comunale determina in ogni caso la decadenza del sindaco, del vice sindaco e della giunta.
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