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Dimissioni del sindaco de Augustinis, duro scontro in consiglio
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Dimissioni del sindaco de Augustinis, duro scontro in consiglio
Profili: 'Sindaco Inadeguato'. Frascarelli: 'Giornata triste ma atto dovuto'. Bececco: 'A pagare saranno i cittadini'. L'assessore Urbani: 'Con il commissario morte di Spoleto, rinsavite'
È proseguito, nonostante le dimissioni del sindaco de Augustinis, il confronto (e lo scontro) tra i vari esponenti dell’assemblea. "Questa giornata è triste per tutti - ha detto Ilaria Frascarelli di Spoleto Popolare - per alcuni è un atto dovuto, per via dell'immobilismo citato da molti, Vorrei partire da questo consiglio comunale che non è mai stato rispettato, a volte deriso e mai considerato in nessuna sua decisione. Questo consiglio comunale che, anche oggi, non è stato preso in considerazione e ancora oggi non si è capito che sono i consiglieri comunali che rappresentano i cittadini che decidono e valutano questa amministrazione La sfiducia da parte dei gruppi di Alleanza Civica e Spoleto Popolare è doverosa, ci siamo visti distruggere tutto quel che ci era stato lasciato in eredità dalla giunta Cardarelli. Davanti alla decisione di chiudere l'ospedale un sindaco prende la macchina e va dalla precedente della Regione, non fa un ricorso al Tar. Sento parlare di responsabilità: ma voi dov’eravate, dov’era il senso di responsabilità quando il sindaco faceva l'uomo solo al comando? Quella sera caro Militoni doveva caricare il sindaco e portarlo a Perugia per aprire un dialogo su Spoleto, cosa che non è stata fatta. E' stato fatto un ricorso al Tar. Il senso di responsabilità non dovevamo averlo solo noi 15, ma tutti e 25 il sindaco in primis. Le dimissioni alle 17.52 è stata l'ennesima mancanza di rispetto, la dimostrazione che per l'ex sindaco di Spoleto Umberto de Augustinis il consiglio comunale non ha mai contato nulla”.
In seguito è stata la volta di Luigina Renzi del gruppo “Ora Spoleto”: “Abbiamo chiesto a lungo le sue dimissioni per aprire una crisi politica che avrebbe portato ad una interlocuzione con alcune forze economiche, politiche. Ci siamo dichiarati responsabili e pronti a lavorare per tentare di salvare Spoleto con un governo tecnico-politico. Dopo tutti questi giorni in cui è discusso a lungo, perché sono arrivate ora? Le sue dimissioni sono tardive ed irrispettose nei confronti del consiglio comunale. Non è stato facile sottoscrivere questa mozione: garantisco a tutti che non ho dormito sonni tranquilli. Il peso di questa decisione è stato difficile da sostenere tuttavia il sindaco ha ridotto la democrazia ad un’oligarchia e la base si è ribellata. È un momento difficile per tutti, spero che possa rappresentare un momento di ripartenza per Spoleto”.
Riccardo Fedeli della Lega, dal canto suo, ha specificato come la questione sia soltanto “politica, nulla di personale. Le sue dimissioni sono apprezzabili ma oggettivamene tardive. La crisi non è nata ieri bensì diversi mesi fa. Inoltre rappresentano uno schiaffo al consiglio comunale. Il nostro gruppo ha sempre dimostrato piena collaborazione nei confronti di de Augustinis, che ha tuttavia preso le sue decisioni in maniera autoritaria e senza coinvolgere minimamente i suoi consiglieri di maggioranza. La sua azione amministrativa è stata giudiziaria e oligarchica. Glielo avevamo fatto notare, eppure non ci ha mai ascoltato. Con una lettera datata dicembre 2019 Le avevamo chiesto un radicale cambio di passo che però non è stato attuato. Volevamo incidere, non essere delle mere comparse. Non abbiamo mai pensato alle poltrone: siamo pronti ad andare a casa. Il nostro fine era quello di raggiungere risultati concreti per i cittadini. Ora non possiamo che prendere atto della situazione che si è venuta a creare, girare pagina, andare avanti e ricostruire per il bene di Spoleto. I principi da cui era nata questa nuova stagione politica nel 2018 si sono sgretolati mano mano e questo sindaco non rappresenta più quel cambiamento auspicato da noi”.
Roberto Settimi di “Alleanza Civica” guarda già al futuro: “Ormai sono mesi che facciamo consigli comunali difficili, ben venga un capitolo nuovo che ci possa portare alle elezioni al prossimo ottobre. sempre stati all'opposizione fin dall'inizio, personalmente abbiamo avuto delle difficoltà con questa maggioranza. Ricordo i primi dissapori, quando alcuni progetti furono bocciati o addirittura portati in procura, con il sindaco che smentiva l'esistenza delle risorse per realizzarli salvo poi destinare tali risorse ad altri progetti. E' stato rovinato tutto quello che si poteva fare. E' chiaro che la fine non poteva che essere questa. E oggi è triste vedere che ci si arrampica sugli specchi per tirare avanti qualche ora in più per fare non si sa cosa fare. E a chi dice che non si può lasciare una città senza sindaco in questo periodo, senza ospedale e con la pandemia, dico di stare tranquilli: la pandemia si risolverà a livello nazionale, mentre sull'ospedale lo stesso sindaco ha detto in commissione che è tranquillissimo, che è convinto che l'ospedale tornerà come prima. Si potrà cominciare un capitolo nuovo per la nostra città ,un capitolo che credo sarà molto migliore rispetto a quello che stasera lasceremo”.
Sentito l’intervento di Maria Elena Bececco di Spoleto Popolare: “Dall'inizio di questa sindacatura ho sempre fatto una forte opposizione all'amministrazione e anche al sindaco, criticando la completata mancanza di continuità amministrativa su una serie di progetti portati avanti dall'amministrazione Cardarelli di cui ero vicesindaco come anche la sua mancata partecipazione al consiglio comunale di tanti atti, di tantee decisioni. la mia opposizione è stata dura finché non è successo qualcosa di completamente imprevedibile: una grande pandemia che ha coinvolto tutto il mondo e l'ospedale che ci è stato portato via da un giorno all'altro. A questo punto non siamo più stati in tempo di pace, ma siamo entrati in guerra e in guerra occorre trovare unione e coesione, che è l'unica forza in grado di salvare una città. Invece noi spoletini siamo stati in grado di dividerci, al punto da portare in consiglio comunale una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco decisamente fuori tempo, in un momento in cui abbiamo un sacco di cose da difendere insieme. Si parla di un inceneritore, del futuro dell'ospedale, del piano sanitario regionale. E invece di fare fronte comune e rappresentare Spoleto in tutte le sedi, lasceremo la città senza un suo rappresentante, visto che non abbiamo neanche un consigliere eletto in Regione. I partiti dicono che ci sono i loro rappresentanti, in Regione: certo, ma sono eletti in altri territori. Voglio vedere come i consiglieri di Foligno o Terni difenderanno l'ospedale di Spoleto al posto di quelli delle loro città! Lo stesso dicasi per l'inceneritore. Siamo completamente abbandonati. I firmatari della mozione ribadiscono, giustamente, che il consiglio comunale e le commissioni sono il luogo in cui si discutono le tematiche per la città. Ma cadendo il sindaco decadrà anche il consiglio comunale, decadranno anche le commissioni. E sapete cos'è tutto ciò? E' un grandissimo regalo che facciamo a chi potrà decidere il destino della nostra città in maniera completamente libera. questo non è un atteggiamento responsabile, perché anche se posso trovarmi d'accordo con le motivazioni addotte dai firmatari, non è questo il momento. Il Piano sanitario regionale verrà scritto entro settembre, mentre qui se si va a elezioni - e non è detto che ci si andrà - succederà a ottobre, forse in novembre. E il Piano sarà stato già approvato senza sentire Spoleto. Mi domando quali sono i vantaggi di questa mozione per Spoleto, e non li vedo. Vedo solo una città abbandonata, un ospedale abbandonato, un Piano sanitario nel quale noi non metteremo bocca. E a pagare saranno i cittadini. Ecco perché, nonostante abbia sempre osteggiato il sindaco e riconosca tutte le lacune e gli aspetti negativi della sua amministrazione, ho fatto l'atto di responsabilità di non firmare nessuna delle due mozioni, perché ho sentito forte la necessità di schierarmi dalla parte della città e dei cittadini, perché Spoleto potesse far sentire la sua in un momento così delicato".
Duro il commento di Gianmarco Profili di “Alleanza Civica”: “La mozione è dolorosa, non si fa mai a cuor leggero. Rappresenta la sconfitta della politica ma ci si arriva quando si fa una scelta, ovvero il male minore. Il sindaco si è disinteressato dell’ospedale, in commissione è stato latitante quando invece Morelli e gli altri consiglieri si sono sempre impegnati per trovare soluzioni. Davvero pensate che potesse essere il salvatore della struttura? No. È inadeguato. Questo sindaco non è migliore di un commissario, non è un comandante capace. Ha dimostrato di essere arrogante, anziché conciliante. Spoleto può farne a meno”.
In aula ha voluto parlare anche il vice sindaco Beatrice Montioni: "A chi, come Profili, ribadisce giustamente l'importanza delle commissioni, ricordo che la precedente amministrazione le aveva soppresse. Profili era assessore in quella amministrazione. Ciò detto, ho scritto queste poche righe perché mi conosco e so che l'emozione potrebbe tradirmi. Invece tengo particolarmente a dire ai cittadini di Spoleto, al Sindaco e ai colleghi assessori e consiglieri alcune cose, e temo che questa sia l'ultima occasione. Innanzitutto Grazie. Per avermi dato la possibilità di conoscere cosa significhi amministrare una città. E' stato un enorme privilegio poter vedere le cose da un punto di vista diverso e poter realizzare concretamente piccoli e grandi progetti nell'interesse della collettività. Pur in un momento così nero come quello che stiamo attraversando, non solo ovviamente a livello locale, non sono mancate le soddisfazioni e di questo ringrazio il Sindaco e la bella squadra con cui ho avuto l'onore ed il grande piacere di lavorare e mi riferisco ai colleghi assessori in primis, ma anche alla dirigente Dina Bugiantelli e a tutti, indistintamente, i dipendenti comunali della direzione servizi alla persona. Solitamente i ringraziamenti si fanno alla fine, insieme ai titoli di coda. Io ho deciso di farli in principio perché, per me, sono la cosa più importante. Lo sono perché chi ci ha votati ha creduto in me, in noi, due anni e mezzo fa e nella possibilità di un governo della città diverso da quello del passato. Ed è a loro che mi rivolgo. Non solo a chi ci ha sostenuto ma anche alle tante persone che nell'ultimo mese mi hanno incontrata, chiamata o fatto dire che "dovevamo restare". Dovevamo restare perché i giochi di partito non si fanno sulla pelle delle persone. Dovevamo restare perché il covid non ha colori politici e uccide e basta. Dovevamo restare perché una città senza guida è una città che perde sempre. Dovevamo restare per traghettare fuori dalla pandemia una città già ferita profondamente dal terremoto. Dovevamo restare perché Spoleto non meritava un commissario. Ecco, a tutte quelle persone che volevano che restassimo devo dire due ultime cose: la prima è che mi dispiace molto non essere riusciti a restare; la seconda è che saranno loro, ancora una volta, a poter fare la differenza quando torneranno a votare e scegliere chi dovrà rappresentarli. E a loro dico di essere sempre attenti, di non farsi distrarre, di non votare qualcuno solo perché qualcun altro glielo ha chiesto, di non piegarsi alle logiche del favoritismo o del "meno peggio". Chiedo loro di ascoltare chi oggi al voto risponderà "favorevole" e di tenerlo a mente. Nonostante tutto, sono fiduciosa nel futuro, nella gente della mia città e nelle persone che a Spoleto vogliono bene. Ad majora semper!”.
L’assessore Urbani ha voluto lanciare un appello: “Stiamo vivendo una giornata surreale, in un momento drammatico con il virus che terrorizza la città, un ospedale pieno di malati ed un tessuto socio-economico alla sfascio con cui comunque ci rapportiamo sempre. In questa situazione tutta la città ci chiede di evitare l’onta del commissariamento: significa isolarla, non avere nessuno che la difenda. Il commissario gestirà soltanto l’ordinaria amministrazione. Ho sentito interventi rancorosi da parte di chi faceva parte della nostra famiglia mentre ho ravvisato imbarazzo e dolore da parte dei nostri normali avversari, che vivono la drammaticità di questo momento: sfiduciare il sindaco per il suo carattere. Tutto si può rimediare. Evitiamo la morte di Spoleto, vi chiedo di rinsavire. I rapporti con la Regione sono ottimi e tutti insieme possiamo fare gli interessi del territorio e darle quello che si merita. Non lo abbandoniamo”.
Queste, invece, le parole di Paola Vittoria Santirosi di Fratelli d’Italia: “Sono rammaricata. Nelle ultime settimane si sono sviluppati contrasti ed esasperati i rapporti interpersonali. Abbiamo cercato di lavorare in maniera costruttiva ma le nostre proposte non sono state ascoltate. La maggioranza è venuta meno da diversi mesi e questo immobilismo non faceva bene alla città. Vogliamo che si faccia subito qualcosa in più. Giornata triste e difficile, ma credo che tornare a dare voce alla città sia un atto dovuto”.
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I commenti dei nostri lettori
Domanda
6 anni fa
Caro direttore, dimmi: come possono 15 consiglieri comunali a sfiduciare un sindaco già dimesso? Non capisco.
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