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L'affondo di Loretoni: 'Credevamo che la grande preparazione del sindaco potesse dare slancio alla città ma non è accaduto'
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L'affondo di Loretoni: 'Credevamo che la grande preparazione del sindaco potesse dare slancio alla città ma non è accaduto'
Il capogruppo consiliare della Lega durissimo con de Augustinis: 'Il suo modo di operare ha allontanato i partiti'. Altre critiche da Polinori, Di Cintio, Lisci, Laureti
“Credevamo che questa sua grande preparazione potesse dare quello slancio in più per la nostra città ma purtroppo questo non è accaduto”. Sono le parole pronunciate poco fa in consiglio comunale dal capogruppo della Lega Cesare Loretoni, che di fatto hanno provocato le dimissioni del sindaco de Augustinis. “Il suo modo di operare ha allontanato i partiti e non ha voluto riconoscere quel voto che i cittadini avevano dato al centrodestra. Un sindaco non può non dare valore alle forze politiche che lo sostengono: la conseguenza di questo atteggiamento è irreversibile. Avevo sperato in lei, dottor de Augustinis, elogiando il suo curriculum, mi sono affidato a lei. Invece di instaurare un continuo confronto con la presidente della Regione, anche in previsione del piano sanitario, non ha avuto esitazione a presentare un ricorso al Tar. Questo suo modo di operare lo abbiamo riscontrato fin dall’inizio: ricordo con imbarazzo il caso dell’Mtb, in cui Lei era pronto a sospendere, contro il nostro parere, una bellissima manifestazione ipotizzando reati sulla gestione del progetto Erasmus Plus della Spoleto-Norcia 2018”.
A rincarare la dose ci ha pensato il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Polinori: “Al di là di autocelebrarsi, questa Amministrazione di problemi ne ha creati e ne sta creando. Quel che facciamo stasera non è una cosa che ci è venuta in mente così, in maniera estemporanea. Quando firmi una mozione di sfiducia hai una riflessione profonda a monte. Abbiamo piena coscienza di quel che stiamo facendo, e del fatto che il commissario prefettizio non può fare peggio di questo sindaco. Se il sindaco ha ritenuto che chiunque decidesse di entrare in Fratelli d'Italia andava tacciato non si sa di quale tradimento, è chiaro che i rapporti iniziano a incrinarsi, ma il motivo della mozione non è questo. I motivi sono quelli elencati da Loretoni, cui aggiungo la gestione dell'agevolazione Tari, un bouquet di falsità, bugie, inesattezze, volontà politica di non intervenire in tal senso. Davvero il massimo, per noi. Qui se non si è 'yes man' del sindaco si diventa suoi nemici”.
Ulteriori attacchi li ha assestati Antonio di Cintio di Fratelli d'Italia: “Mai avrei pensato, quando mi sono candidato, che solo dopo due anni e mezzo sarei diventato sostenitore di una mozione di sfiducia al sindaco nel quale ho creduto. Ho sempre avuto fiducia nelle Istituzioni ma purtroppo ho preso atto che non ci sono più le condizioni per continuare. Rimettere il mandato ai cittadini è il solo modo per non peggiorare. Altri due anni e mezzo di Amministrazione avrebbero ferito ulteriormente il paziente Spoleto”. Di Cintio ha denunciato la “mancanza di dialogo tra sindaco e consiglieri, anche quelli di maggioranza, nessuna possibilità di portare vanti le proprie idee sin dai primi giorni di Amministrazione. Sindaco e Giunta sono sempre andati avanti per la propria strada, senza confronto ma solo imponendo decisioni già prese. Ho pensato allora che passando in un partito strutturato come Fratelli d'Italia avrebbe dato maggiore possibilità di far sentire le istanze della città ma, anzi, è stato peggio. Il resto è storia recente. L'immobilismo di questa Amministrazione non ha prodotto alcun progetto né rilancio per un'economia già martoriata. Molti ci hanno accusato di essere attaccati alle poltrone e di far prevalere i nostri interessi al bene pubblico. Io sono disposto a rimettere questo scranno prestigioso anche a costo di perdere le prossime elezioni, ma non posso però restare immobile di fronte ai problemi della città che amo, la città dei miei figli e di mia moglie. Questa decisione mi è costata molto cara, anche a livello personale. La mia non è un'azione personale, sindaco, ma la mera constatazione della realtà. Per quanto un commissario e una nuova campagna elettorale non sarebbero auspicabili in questo momento, ritengo che peggio sarebbe lasciare le cose così come sono”.
Negativo pure il commento del capogruppo del Pd Stefano Lisci: “Nella vita credo sia importante qualche volta fare autocritica e mettersi in discussione. Siamo assistendo al fallimento del primo governo cittadino di centrodestra, incapace di dare risposte a quei problemi che attanagliano la città. I continui litigi nella maggioranza hanno ingessato la macchina comunale”.
A criticare il comportamento del sindaco è stata infine Camilla Laureti del Partito Democratico: “Bisogna uscire da questo clima da stadio, sempre più violento, che non fa bene ai cittadini i quali, attraverso il loro voto, ci hanno chiesto di rappresentarli in aula. Oggi si chiude una pagina e se ne deve aprire un’altra. Non avete puntato sul sindaco giusto e questa Amministrazione non si è mostrata all’altezza di Spoleto. Abbiamo bisogno di un sindaco che sia presente tra la sua gente e non di qualcuno che faccia il sindaco. Ma questo appello, purtroppo, è rimasto inascoltato. L’assenza di visione del futuro e la mancanza di dialogo con la città e con le opposizioni sono le ragioni che ci hanno portato qui dove siamo”.
In difesa di de Augustinis è intervenuto il capogruppo di Forza Italia Filippo Ugolini: “Nel leggere che questa Amministrazione è stata immobile viene da ridere... Riguardo la storia di questa Amministrazione e di questa mozione di sfiducia voglio partire da Fratelli d'Italia, che ricordo essersi seduta in questo consiglio comunale con una percentuale del 2,5 o del 2,8%, non ricordo bene, ma comunque eleggendo un solo consigliere comunale grazie ai cosiddetti resti. Oggi, invece, Fratelli d'Italia è uno degli attori principali nel proporre questa mozione di sfiducia, addirittura lo ha fatto in una prima fase con la mozione dei dieci per poi proseguire nel suo iter con la mozione dei cosiddetti quindici. A questa azione iniziata da Fratelli d'Italia si aggiunge il gruppo politico della Lega, sulla quale non entro nel dettaglio perché non comprendo le motivazioni che abbiano portato l'onorevole Caparvi a perseguire su questa strada, ma mi ha meravigliato l'espulsione dalla Lega dei colleghi consiglieri e dei due assessori comunali, colpevoli di aver difeso il San Matteo degli Infermi. E allora prendo spunto dal coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Franco Zaffini e dico che anch'io, visto che non siamo riuscii a lavare i panni sporchi in casa nostra, li porto in lavanderia. E ricordo che nella prima fase delle trattative, gli esponenti di Fratelli d'Italia - anche regionali - proposero, davanti al nostro coordinatore regionale Andrea Romizi - che ringrazio per il lavoro svolto per la nostra Spoleto - addirittura il consigliere Profili come presidente del consiglio”. Immediata l'interruzione da parte di Profili, che ha invitato Ugolini a parlare di cose comprovabili, non personali e aderenti al dibattito. “Sono cose aderentissime”, ha risposto Ugolini, "e ci hanno lasciati esterrefatti, visto che - senza aver nulla contro la persona, il consigliere Profili non è di Fratelli d'italia ma di Alleanza Civica, gruppo di opposizione”. "Dopo tanti anni di opposizione ci siamo trovati a governare una città che in Umbria ha il suo ruolo, la sua storia e il suo peso specifico, ma qui ci si dimentica che si è maggioranza E la maggioranza deve risolvere, non sbraitare. Forza Italia l'ha fatto, qualcun atro ha preferito scaricare la città in un periodo di transizione di 7-8 mesi, che lascia Spoleto in un momento complicato con l'emergenza Covid, che lascia in difficoltà operai, artigiani, tutti. Qui si è dimenticati il perché si viene eletti in consiglio comunale”.
Amaro David Militoni, capogruppo del Gruppo Misto: “Invece di condividere azioni per riportare l’ospedale nella piena funzionalità e dotarlo si servizi supplementari, ci stiamo confrontando su una mozione di sfiducia che, se confermata, vedrebbe lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo di un commissario prefettizio che svolgerà funzioni amministrative essenziali. Le prossime elezioni si dovrebbero tenere ad ottobre: in questo lasso di tempo, in che modo pensate che questa figura possa avere quel piglio e quella grinta necessari per difendere Spoleto e fare quello che, secondo voi, non è stato fatto finora? In un momento così grave, dove sono in gioco la salute dei cittadini e temi fondamentali per la città, persone di buona volontà anziché mandare tutto all’aria potrebbero fare delle proposte serie e fare in modo di portare avanti i bisogni di Spoleto”.
Alla discussione ha voluto prendere parte anche l’assessore Flavoni: "Credo che ci sia ben poco da dire. Però quando si parla di immobilismo e di poca condivisione, sinceramente credo che bisogna sempre essere fedeli alla verità. Ricordo a chi parla di immobilismo che abbiamo chiuso il Piano regolatore generale parte strutturale: nella prossima seduta di giunta, se mai si terrà, sarà portata la parte operativa praticamente finita. Senza questo passaggio andremo a gravare su mole famiglie, costrette a pagare l'Imu per un terreno edificabile senza indici edificatori". Flavoni ricorda anche tutti gli interventi di decoro effettuati, a partire dall'impalcatura del convitto femminile e la gru rimossa dai pressi del Duomo, fino agli alloggi popolari di via dei Filosofi e alle aree camper, di cui Spoleto - città turistica - non disponeva. "Oggi sono due, manca solo di inaugurarle vista la situazione Covid. Poi le scuole: riguardo Beroide, ricordo che abbiamo reperito più fondi del necessario per il progetto di ammodernamento. Sento parlare della non corretta donazione del progetto, ma dalle verifiche effettuate la donazione è perfettamente legale. Riguardo le altre scuole le credevamo 'buone', ma a seguito delle vulnerabilità sismiche che le passate amministrazioni non si erano mai degnate di misurare, abbiamo scopeto che erano pessime. Per le scuole abbiamo previsto investimenti per 40 milioni fino al 2023. Il tutto sempre dialogando anche con la minoranza, al punto che gli stessi colleghi di partito mi hanno più volte criticato tacciandomi di eccessivo dialogo. Credo che la situazione sia paradossale. Durante le passate amministrazioni si parlava di commissariamento e veniva trattato come una iattura: oggi invece, con il Covid in atto, mi sento dire che non fa niente se manca l'Amministrazione. A voi la responsabilità”.
In seguito è stato il turno di Mario Mancini della lista “Laboratorio”: "Senza guardare troppo indietro vorrei fare alcune considerazioni. Nessuno in questo consiglio siede per motivi personali, tanto meno noi più anziani, che lo facciamo solo per il bene della città. Stiamo consegnando la città ad un commissario prefettizio, una persona che sarà sicuramente preparata e capace, che però con Spoleto non ha nessun legame, neanche la consoce. Il paino sanitario regionale, il recupero dell'ospedale e dei servizi, la gestione della pandemia, il festival, Don Matteo... tutti questi grossi problemi credo sarebbe giusto farli gestire a un'Amministrazione comunale, non a un commissario prefettizio. la maggior parte della città, a prescindere dai partiti, è d'accordo sul fatto che Spoleto non vuole il commissario prefettizio. Perciò l'appello che faccio è guardare avanti, non indietro. Cerchiamo qualsiasi altra soluzione, che sarebbe assolutamente condivisibile. Perché non ripresentate la mozione di sfiducia un po' più in là, quando questo problema della pandemia non diventa meno pesante e meno pericoloso? Perché non aspettate ancora qualche mese?”.
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I commenti dei nostri lettori
veracissimo
6 anni fa
FDI,tutti IES MAN al servizio di un personaggio spoletino che nulla ha dato e nulla ha ricevuto da Spoleto e dgli spoletini e,NON AVRANNO MAI NULLA.
Zootecnico
6 anni fa
È difficile far convivere un cavallo con un gruppo di asini.
In fondo a destra.
6 anni fa
Ci affideremo a lei, caro consigliere, con la sua esperienza internazionale e quella dei suoi 2 colleghi, Spoleto risorgerà. In fondo a destra.
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