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Il Pd tira dritto: 'Non siamo la stampella del sindaco de Augustinis'
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Il Pd tira dritto: 'Non siamo la stampella del sindaco de Augustinis'
Chiusura totale del partito a 48 ore dal consiglio comunale in cui verrà discusso il documento: 'Gli irresponsabili è bene cercarli nella maggioranza di centrodestra che lo ha scelto e che ha governato Spoleto con risultati sotto gli occhi di tutti'
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I commenti dei nostri lettori
mauro
6 anni fa
Nella foga mi sono scordato di mettere un detto che una volta andava di moda quando uno era incerto su chi votare o di scegliere il meno peggio"bisogna turarsi il naso".Ma questi non ci danno neanche questa opportunità.Da uno che vi votava anche visto che gli altri non mi rappresentavano.Non meritate neanche questo
mauro
6 anni fa
Complimenti a questi Quaquarauà,che che come i vertici nazionali si stanno litigando non si sà cosa,visto che andando avanti cosi regaleranno i loro elettori al M5S e purtroppo forse anche alla lega.Come dicevo in un altro commento questi signori da destra a sinistra non solo dovranno cercare i voti in altre città se si ripresenteranno alle prossime elezioni,ma dovrebbero cambiare direttamente città visto che non stanno facendo il bene della stessa.Come dice bene il Direttore su l altro artico bastava avere pazienza almeno il tempo di poter discutere le cose più importanti, soprattutto dell ospedale.Questi anche se laureati (e ne dubito visto come ragionano) invece dovrebbero ripartire dalla scuola dell infanzia,almeno capiremmo i loro capricci.Quando in un partito cè una perenne guerra di correnti,cosa vuoi che importi loro dei nostri problemi(emblematico Renzi),dunque è meglio che imploda cosi fanno meno danni
PD= Partito Decrepito
6 anni fa
Prima di parlare dei risultati di questi ultimi due anni e mezzo di amministrazione, il PD farebbe bene a parlare dei risultati dei suoi ultimi anni di amministrazione. Tenendo conto che non c'era la pandemia. E fare un confronto!
Operazione Milazzo.Il milazzismo de noantri
6 anni fa
Nel 1958, in Sicilia , fu varata, con grande scandalo nazionale, una giunta rosso-nera, come il Milan, costituita essenzialmente dal Movimento Sociale Italiano (progenitore di Fratelli d’Italia) ed il Partito Comunista Italiano (padre putativo del PD). A capo c’era un personaggio molto atipico , tale Silvio Milazzo, il quale, in odio al candidato della DC, non si peritò di mettere in piedi una maggioranza detta “la qualunque” , resistendo poco più di un anno e scivolando poi su una sordida vicenda di corruzione per certi voti comprati. Non si tratto’ comunque di una banale rivolta di peones siciliani, al contrario il disegno fu concordato tra il segretario del PCI , Palmiro Togliatti (tramite Emanuele Macaluso, recentemente scomparso) ed il segretario del MSI, Giorgio Almirante. Il tutto in ostilità verso il segretario della DC, Amintore Fanfani. A dimostrazione della teoria dei CORSI E RICORSI , elaborata dal Vico, una trama simile si sta tessendo oggi a Spoleto, con la forte differenza che i mandanti e gli esecutori sono oggi di diverso livello, pur sedendo , alcuni, nell’arengo parlamentare. Altra differenza, non secondaria, è che Milazzo, alla fine, la giunta la compose davvero, mentre i milazziani spoletini hanno come ambizioso obiettivo la venuta di un commissario prefettizio, cioè di un pubblico ufficiale della ordinaria amministrazione e del minuto mantenimento. Contenti loro! Ma a chi giova? Di certo non ai cittadini, dei quali non si curano. Cicerone amava citare un proverbio: pereant amici, dum inimici una intercidant (muoiano gli amici, purchè insieme cadano i nemici) . A pensarci, vengono le fantiole.
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