politica

Chiusura ospedale e pronto soccorso, indignazione e appelli a manifestare dalle opposizioni

Videomessaggio di Maria Elena Bececco, manifestazione - sabato - di Pd e Ora Spoleto davanti al palazzo della Giunta regionale

 

Indignazione, amarezza, appello alla mobilitazione e alla protesta: l'intera politica spoletina che è rimasta estranea alle "due strane maggioranze", venutesi a creare intorno al sindaco de Augustinis e alla presidente di Regione Tesei, e che vedono coinvolti i classici partiti del centrodestra - spaccati al loro interno, ad eccezione di Fratelli d'Italia - più alcune liste civiche, non ci sta a perdere così il nosocomio e il pronto soccorso. Nessuno sostiene che Spoleto non debba partecipare all'emergenza covid mettendo a disposizione le proprie strutture: ma qui si oltrepassa il limite della decenza, con un intero ospedale soppresso per tre mesi, con il pronto soccorso chiuso damblè alle 18 di ieri e senza alcun preavviso, con una tenda della protezione civile che è in arrivo da Foligno, e che costituirà il nuovo pronto soccorso di Spoleto fino - almeno - al 31 gennaio prossimo. Sessantamila persone, tra Spoleto e Valnerina, già provate dal sisma del 2016 per il quale ancora nulla hanno fatto le amministrazioni regionali, si trovano da oggi ad essere anche al centro del cratere virale della regione. Il tutto nel più assoluto silenzio dei partiti di centrodestra che, a vario titolo e spacchettati fra loro, sostengono entrambe le amministrazioni, quella comunale e quella regionale.

Un fatto gravissimo, questo, come giustamente fa notare Maria Elena Bececco di Spoleto Popolare nel suo videomessaggio alla città, nel quale chiama alla difesa di Spoleto e del suo ospedale. "Chiamo tutti i cittadini a farsi sentire in modo forte: protestate! Quel che sta accadendo è intollerabile, e la colpa è dell'immobilità di questa città: dei partiti ci hanno tenuto in ostaggio, hanno fatto in modo che la città non fosse unita. Voglio sapere a chi hanno risposto questi partiti: certamente non alla città, tutta la città che ci chiedeva unità". Il video integrale, di circa un minuto e mezzo, è disponibile a questo link.

"Indignazione e amarezza" sono state espresse anche dal Partito democratico e Ora Spoleto, che con una nota congiunta hanno preso posizione di fronte alla notizia della chiusura anche del pronto soccorso dell'Ospedale di Spoleto, oltre a tutti gli altri reparti. "Non possiamo accettare lo smantellamento di tutti i servizi e, soprattutto, di un servizio essenziale per la città come il pronto soccorso. Ma non possiamo neanche accettare i metodi utilizzati dalla Giunta regionale. Il Comune di Spoleto è stato informato, infatti, tramite comunicati stampa e conferenze stampa. Anche il Presidente Mattarella ha chiesto a tutti senso di responsabilità in questa fase ma il confronto e la collaborazione tra Istituzioni non sono forse parte proprio di questo senso di responsabilità?".

I consiglieri comunali del partito e della lista civica annunciano che andranno a manifestare "sabato mattina, rispettando le norme di distanziamento Covid, fuori dalla sede della Giunta regionale". "Il disegno della Giunta a trazione leghista è sempre più chiaro - conclude la nota - ma non per questo lo accetteremo in silenzio. I ritardi dell'organizzazione da parte della Regione su come affrontare una seconda ondata non possono ricadere sulle città e, ancora di più, sui cittadini umbri".

Nel frattempo alle 11 di questa mattina è in programma una nuova conferenza dei capigruppo, per discutere la mozione di Fratelli d'Italia, tre settimi della Lega, mezza Forza Italia e alcuni consiglieri civici di opposizione.



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