cultura e spettacolo
Giorgio Ferrara attacca frontalmente il sindaco de Augustinis: 'Un magistrato che può sapere di teatro?'
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Giorgio Ferrara attacca frontalmente il sindaco de Augustinis: 'Un magistrato che può sapere di teatro?'
L'ex direttore artistico del Festival dei Due Mondi intenzionato a lanciare una nuova manifestazione internazionale ad Assisi. 'A capo delle fondazioni dovrebbero esserci coloro che rappresentano il mecenatismo illuminato'
Giorgio Ferrara all’attacco della Giunta e del sindaco Umberto de Augustinis. L’ex direttore artistico del Festival dei Due Mondi ieri, in occasione dell’incontro sul tema “Teatro, oltre i confini” svoltosi ad Assisi al Cortile di Francesco ha ripercorso la propria esperienza a Spoleto: “Sono arrivato in un momento di crisi profonda del Due Mondi, la città non sapeva se la manifestazione nata con Menotti avrebbe potuto continuare addirittura a sopravvivere. Tra gli spoletini regnavano lo scoramento e la sfiducia. Mi sono messo al lavoro assicurandomi la collaborazione di Luca Ronconi al quale devo molto della mia carriera e Bob Wilson, rimanendo nel solco tracciato dal maestro Menotti che voleva le espressioni di tutte le arti, cercando però di dare più spazio e forza al teatro. Sono riuscito a recuperare il festival e oggi posso dire che tutti i più grandi della scena internazionale in questi tredici anni sono passati di là”.
Poi la bordata nei confronti del primo cittadino: “E’ un peccato che la sorte di manifestazioni di tale portata siano nelle mani delle amministrazioni locali, con sindaci che hanno prerogative che non hanno nulla a che fare con lo spettacolo dal vivo e non ne capiscono le dinamiche. Un magistrato che può sapere di teatro? A capo delle fondazioni che rappresentano i festival di questa portata non possono starci i sindaci ma coloro che rappresentano il mecenatismo illuminato, per questo mi sono battuto affinché il ruolo fosse affidato, nel caso del Due Mondi, a Carla Fendi”.
Ferrara ha infine lanciato l’idea di organizzare ad Assisi “un festival internazionale. Forze laiche e religiose possono insieme dare vita a qualcosa di unico per rilanciare lo spettacolo dal vivo in Umbria dopo il lockdown”.
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I commenti dei nostri lettori
fiducioso
6 anni fa
il dato più importante che ritengo sia stato esternato nella vicenda Festival è quella delle dichiarazioni del nuovo Direttore artistico: " RIPORTEREMO LA PRODUZIONE NELLA CITTA' DEL FESTIVAL". questo e' fondamentale per ridare lavoro ai nostri bravissini tecnici e magari a qualche indotto che ai bei tempi era il fiore all'occhiello della produzione artistica della città del Festival, sottolineo: della città del Festival non del Festival dei vari Direttori artistici. Buon lavoro alla nuova direttrice
Un cittadino
6 anni fa
Per il signor smith. La struttura da lei auspicata necessiterebbe di una profonda revisione di alcuni articoli dello statuto della fondazione con particolare riferimento all’art 14. Infatti è stato questo che ha consentito al dr Ferrara di agire in piena autonomia sotto il profilo artistico e finanziario con proprie scelte personali sui spettacoli e artisti di proprio gradimento, molte volte molto vicini alla sua sfera personale, peraltro anche con possibili conflitti di interesse riguardanti l’asse patrimoniale e finanziario. Per quanto riguarda il sindaco esaltare la figura del nuovo direttore artistico mi sembra prematuro.
gazza ladra
6 anni fa
Forse Ferrara dimentica come è arrivato a Spoleto, praticamente un artista alla frutta,dovuto agli insuccessi delle ultime manifestazioni da lui organizzate,ma fortemente voluto da esponenti politici nazionali da cui,forse,doveva ricevere qualche favore,direi quindi che entrambi hanno giovato della situazione,lui forse di più
Signor Smith
6 anni fa
"L'ingrato" Ferrara, a dir la verità, qualche ragione ce l'ha... "che può sapere di teatro un magistrato?" dice. Poco. Nulla. O tanto, dipende dalla persona, dalla sua cultura ed apertura mentale. Allo stesso modo si potrebbe rivoltare la frittata e chiedersi cosa possa un regista sapere di gestione aziendale... Il Sindaco è Presidente del CdA, che ha altri 4 membri (attualmente almeno 2 molto vicini a Ferrara) ed è il CdA che "dirige" il Festival. Quello che manca è la figura di un Direttore Generale, questo si che dovrebbe essere esperto di spettacoli e di gestione di un Festival, che dovrebbe essere l'interfaccia tra il CdA ed il Direttore Artistico. Il CdA indica al DG le linee guida da seguire, gli obiettivi da raggiungere, gli fornisce un budget da gestire ed al termine di un mandato triennale chiede conto dei risultati. Se questi non. sono soddisfacenti DG e Direttore Artistico si accomodano. Pie illusioni, questo non può accadere a Spoleto perché è il Ministero che decide: nomina il Direttore Artistico, stabilisce la quota pubblica del budget (che è troppo grande per esser ignorata) e lascia al CdA un ruolo sostanzialmente notarile, di avallo alle scelte del Direttore Artistico. E non può che essere altro che un avallo perché il CdA, piuttosto che della "competenza" cui si riferisce Ferrara, è privo di forza contrattuale: non può "licenziare" il Direttore Artistico e non ne può sindacare le scelte, se non per ignoranza, perché il "datore di lavoro" del Direttore Artistico non è il Festival, od il suo CdA, ma è il Ministero. E se dunque Ferrara "l'ingrato" qualche ragione ce l'ha, certamente poteva trovare altri modi ed altri tempi per esternare il suo pensiero. I tempi, per tacere dell'idea di fare un Festival nella vicina Assisi, risultano assai sgradevoli. Peccato, uno scivolone che si poteva tranquillamente risparmiare.
Quale Solidarietà per i Precari Tecnici del Festival?
6 anni fa
Scontri tra titani ... nel mentre i Precari Tecnici rimasti Senza Lavoro risultano abbandonati dalle Istituzioni locali. Ad oggi nessuno li ha considerati. Caduti nel nulla. Le bocche si riempono di solidarietà. Ma il pane manca.
Bernardo Conti
6 anni fa
Con questa uscita,conferma che non è un signore.Come diceva Totò signore si nasce. Si,il Festival era caduto in basso che era anche facile e senza rischi alcuno,provare a riportarlo ad un buon livello. Anche con scelte non sempre felici comunque è riuscito a riaccendere l'interesse,ma con questa sua uscita si è "mangiato" quello che di buono aveva prodotto. Un piccolo consiglio di non portare astio e di non fare altri Festival solo per ripicca.
Chi poco sa presto parla
6 anni fa
Ferrara non ha tutti i torti. La migliore tradizione a Spoleto è stata sempre quella di mettere a capo della Fondazione Festival un mecenate di rilievo nazionale che avesse comprovata sensibilità verso il mondo della cultura. Così è stato per 50 anni fino al dott. Cipoletta, poi arrivò la seconda giunta ....... e pensò che la Fondazione dovesse essere presieduta da un consigliere comunale (o assessore), meglio se dell'alta-marroggia, poi altre giunte pensarono che doveva essere presieduta dal Sindaco o dal vice-sindaco o da un assessore. Fortunatamente c'era Ferrara voluto dal governo come direttore. Il festival presieduto da gente non esperta di cultura artistica ne ha risentito negativamente. Ferrara non dice una cosa sbagliata. Andate a cercare su internet chi erano i presidenti della fondazione festival fino al 2000 e capirete. Buonasera.
Diogene
6 anni fa
COMPLIMENTI AL MAESTRO FERRARA...NOBLESSE OBLIGE (in senso antifrastico!!!) „L'ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati.“ ( Johann Wolfgang von Goethe )
Marco
6 anni fa
Ferrara ha succhiato il possibile dal festival. Tali esternazioni fatte dopo il suo addio, lasciano intendere che persona possa essere. Complimentoni!
Spoletino2020
6 anni fa
Se i mecenati mettono il 90% delle risorse si accomodino pure alla presidenza
Spontaneo
6 anni fa
Quello di Ferrara è "Il canto del cigno"
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