cultura e spettacolo

Il bilancio della 63esima edizione del Festival dei Due Mondi: incassati oltre 223 mila euro

 

Emessi 3.796 biglietti per gli 8 spettacoli che dal 20 agosto hanno animato il centro

 

Si è conclusa ieri sera, con il tradizionale concerto finale in Piazza Duomo con il maestro Riccardo Muti, l’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” e la soprano Rosa Feola applauditi a scena aperta da tutto il pubblico, la 63a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ridotta drasticamente nei giorni e nelle rappresentazioni a causa dell’emergenza sanitaria, questa edizione speciale è stata pensata e realizzata su misura per garantire la sicurezza dei lavoratori, degli artisti e del pubblico, oltre che, naturalmente, la qualità artistica e l’eccellenza che contraddistinguono la manifestazione. 

Il Festival ha presentato otto spettacoli con artisti italiani di rilievo internazionale: fra gli altri, Roberto Abbado, Andrea Battistoni, Monica Bellucci, Roberto Capucci, Silvia Colasanti, Emma Dante, Ottavio Dantone, Rosa Feola, Isabella Ferrari, Riccardo Muti, Pier Luigi Pizzi, Beatrice Rana, Luca Zingaretti. 

Il pubblico ha partecipato numeroso nei due simbolici luoghi del Festival scelti per le rappresentazioni all’aperto di questa edizione: Piazza Duomo e il Teatro Romano. 

In Piazza Duomo la capienza autorizzata nel primo fine settimana è stata di 620 posti, mentre al Teatro Romano è stata di 280. Capienze che sono aumentate nel secondo fine settimana con l’autorizzazione fino a 1000 posti per il Concerto finale in Piazza Duomo e 320 posti per gli spettacoli al Teatro Romano. 

Sono stati emessi 3.796 biglietti per un incasso totale delle otto serate di 223.294 euro. 

Quest’anno il Festival ha offerto al pubblico da casa la possibilità di assistere ad alcuni degli spettacoli in diretta streaming su festivaldispoleto.com, repubblica.it e italiafestival.tv. Sono state 51.185 le visualizzazioni degli spettacoli in streaming, alle quali si aggiungeranno quelle del concerto finale. 

I media hanno dedicato al Festival grande attenzione. Dall’1 gennaio al 30 agosto 2020 le uscite totali stampa e web sono state 2.662 (uscite stampa 636 - uscite web 2026), mentre i passaggi radio e su TV nazionali sono stati 59 (passaggi TV 44 - passaggi radio 15). 

Sui social della manifestazione sono state 4.106.606 le impression della pagina Facebook, 58.124 le visualizzazioni Tweet e 350.206 le impression dei contenuti Instagram. 



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I commenti dei nostri lettori

Signor Smith

6 anni fa

Sarà che non essendo nato a Spoleto mi sfuggono certe "cose" più prettamente locali ma, leggendo il commento firmato "Open your eyes" mi sfugge il senso di quanto scrive. I soldi "pubblici", che giustamente vengono indicati come "soldi dei contribuenti", servono a tante cose: a pagare (poco) la scuola e l'università, a pagare (poco) la sanità, a pagare assistenza e previdenza (anche a chi non ne avrebbe diritto), a pagare le infrastrutture (anche quelle che crollano)... servono anche alla promozione e crescita culturale e, di riflesso, al movimento turistico ed alla crescita economica del settore i cui riflessi dovrebbero aiutare a migliorare il benessere complessivo di Spoleto. Ma non è che, non finanziando il Festival, automaticamente migliorerebbe il bilancio della scuola o della sanità locale... resterebbe tutto uguale, tranne che il Festival dovrebbe chiudere. È quello l'obiettivo?

Signor Smith

6 anni fa

Un saluto ed un ringraziamento a Giorgio Ferrara che ha riportato in vita un Festival che appariva in coma vigile e che, invece, si è dimostrato essere ancora vitale, sia pure tra luci ed ombre. Spoleto dovrebbe essergli grata. Passando alle aride cifre - tralasciando le minuzie dei social che dovrebbero servire da supporto al Festival ed invece vengono spacciate per "risultati" - leggendo i bilanci degli scorsi anni (e dando per buone le cifre riportate qui) si legge un dato relativo agli incassi decisamente interessante circa l'incasso medio per singolo spettatore: 2017: € 22,92 - 2018: € 22,17 - 2019: € 24,53 e per il 2020: € 58,82!! Una possibile interpretazione è che il pubblico, quando gli vengono proposti spettacoli di livello, "unici" nel loro genere, risponde. E spende. La fortunosa edizione 2020, indubbiamente di livello, invertendo il trend degli ultimi anni in cui si proponeva un programma enorme, fatto raccogliendo qualsiasi iniziativa il territorio offrisse (tutti ben felici di ottenere il marchio "Festival dei Due Mondi") indipendentemente dalla qualità del prodotto... un scelta miope che sminuiva il prestigio del Festival invece che arricchirlo.

Open your eyes

6 anni fa

Neanche 4.000 biglietti e poco più di 220 mila euro. Quanto è costato? Che ce frega...tanto so soldi pubblici, mica i tuoi. Quando gli italiani capiranno che i soldi pubblici, sono i soldi sottratti dal loro reddito guadagnato con il duro lavoro e non soldi "PUBBLICI" cioè di qualcun altro??? Sottratti ovunque, con l'IVA, con le marche da bollo per fare il passaporto, con il prezzo della benzina, con il prezzo dei medicinali, con il bollettino della bonifica Umbra, con i contributi INPS, con le tasse sul reddito.

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