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Rammarico Spoleto, sarebbe stato ripescaggio in D
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Rammarico Spoleto, sarebbe stato ripescaggio in D
Sempre più certa la fine ingloriosa della società biancorossa, abbandonata a se stessa
La fotografia l’ha scattata il quasi ex diesse biancorosso, Alberto Del Frate. “Con il criterio dell’alternanza, visto che solo nove sono state le Società di Eccellenza seconde classificate che hanno presentato domanda di ripescaggio – spiega -, lo Spoleto sarebbe stato sicuramente tra quei club che avevano più chance di disputare la serie D. In classifica, con questo criterio, saremmo stati intorno al sedicesimo posto utile per essere ammessi al massimo campionato dei dilettanti. Per questo motivo, il rammarico della mancata presentazione della domanda è ancora più grande”.
Il responso sulle 31 domande presentate (19 di Società retrocesse dalla serie D, 9 da Società seconde classificate in Eccellenza, 3 da altre Società di Eccellenza considerate in sovrannumero) verrà comunicato oggi (16) dalla Co.Vi.So.D. I club che otterranno un parere positivo potranno essere inseriti nell’apposita graduatoria, stilata dal Dipartimento Interregionale, per l’eventuale completamento dell’organico del prossimo campionato. Le società che non risulteranno in possesso dei requisiti richiesti potranno invece presentare ricorso entro le 14 del 20 luglio. La stessa Co.Vi.So.D. esprimerà parere motivato sui ricorsi alla Lega Nazionale Dilettanti entro il 5 agosto. Ma ormai questa è acqua passata.
Lo Spoleto dovrebbe guardare a un’altra data: quella del 23 luglio, quando scadranno i termini, salvo proroghe, per iscriversi all’Eccellenza. Del Frate, che sembrava essersi convinto ad accettare l’offerta della Ducato, resta ancora con un piede su due staffe. La speranza di un “colpo di coda” del clan della principessa Norah Al Saud è l’ultima a morire, anche se l’irreperibilità da oltre un mese di Max Pincione e soci non lascia certo presagire un lieto fine. Tutt’altro.
Si va così chiudendo, in maniera ingloriosa oltre che vergognosa, il sipario sul calcio spoletino, che dopo l’abbandono in prima persona del patron Luigino Santirosi ha preso una china discendente. Salvato a stento da Roberto Damaschi e Riccardo Ciambottini per un paio di stagioni, il club sembrava aver voltato decisamente pagina con l’arrivo della principessa della “Real casa” saudita e del suo braccio destro Max Pincione. Ma, dopo una stagione flop in cui a un budget di quasi 400 mila euro non è seguita la vittoria in campionato, perso a Bevagna nello scontro diretto contro la Tiferno e che provocò le immediate dimissioni del diesse Gianfranco Multineddu con il ritorno in sella di Alberto Del Frate, il treno sembra arrivato al capolinea. Con buona pace dei tifosi, che già pregustavano un ritorno nel calcio dilettantistico che conta. La sparizione del clan americano-saudita ha interrotto anche la trattativa con il Comune per l’utilizzo dello stadio, che ora potrebbe essere dato alla Ducato dopo l’emanazione di un bando di gara di utilizzo dell’impianto da parte della stessa amministrazione comunale.
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