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Brevi, un dietrofront clamoroso ma non troppo
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Brevi, un dietrofront clamoroso ma non troppo
Per la panchina della Ducato "green" spuntano i nomi di Stella e Di Tanna
Adesso è Ezio Brevi a dover mandare un segnale. A modo suo. Senza tanti giri di parole. L’equivoco va superato. Per il bene di entrambi. Non può essere che l’uomo di Milano resta l’allenatore sino a domenica e lunedì le cose non stanno più cosi. O meglio, non stavano già così da qualche settimana, quando Ezio ha fatto un po’ di serene riflessioni su quello che cerca, su quello che ha trovato alla Ducato e su quello che troverà. “Mi fermo qui – ha spiegato l’allenatore -, perché voglio chiarezza e in questo momento la situazione è poco chiara. Perciò rischierei di diventare un peso troppo oneroso per la società”.
Il riferimento, neppure troppo velato, è alla situazione economica della società gialloverdeblù. Il Covid-19 è stato devastante, con l’attività del settore giovanile bloccata e l’impossibilità di riscuotere le quote dai circa 500 ragazzi che lo frequentano. Introiti che saranno recuperati in questa prima parte di stagione. Ma, intanto, le spese di gestione hanno continuato a correre e la società, pur con una netta sforbiciata, ha tagliato i rimborsi spese ai giocatori della prima squadra ed allo staff tecnico.
Tuttavia, ad incidere non sono le sole motivazioni economiche, che pure hanno il loro peso visto che lo sponsor Luigino Santirosi e l'oleificio Costa d’Oro sono in uscita, visto che stanno trattando il rientro con lo Spoleto della principessa Noraah Al Saaud. Per Brevi, il discorso è più profondo. “Ho accettato la proposta della Ducato perché in quel momento stavo vivendo una situazione particolare con la morte di mio padre e, di questo, ringrazio la società. Però, non sono il Brevi che vorrei essere quando devo lavorare nelle ore notturne, perché non posso mettere a frutto quei concetti che ritengo fondamentale trasmettere ai ragazzi per migliorare il loro status tecnico e psicologico. Ora, il futuro vedrà privilegiare la linea verde. Lavorare con i ragazzi mi piace, ma in tutta onestà mi sentirei un peso”.
Brevi si vede fuori da Spoleto e dall’Umbria. Proprio come aveva anticipato Spoletonline qualche giorno fa. Magari con qualche squadra di Lega Pro. “Non per questo chiudo le porte alla Ducato", prosegue Brevi. "Anzi, ho dato la mia disponibilità a programmare dieci incontri formativi con il responsabile dello staff tecnico, Matteo Restani”. Ora la Ducato deve guardare alla successione. Due le opzioni. Promuovere Lucio Stella, che è il più fidato collaboratore di Brevi, o scommettere su un personaggio emergente. Uno Stramaccioni in salsa spoletina: Matteo Di Tanna, che quest’anno ha allenato con buoni risultati gli allievi. La scelta non sarà facile.
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