società

La Fondazione 'Francesca, Valentina e Luigi Antonini': 'La lettera del sindaco de Augustinis importante perché impone delle riflessioni. Cosa vogliamo fare per il futuro di Spoleto?'

 

Il presidente Corsetti Antonini interviene: 'Chiamata alle armi pacifica ma urgente'

 

Riceviamo e pubblichiamo la risposta del presidente della Fondazione "Francesca, Valentina e Luigi Antonini" Camillo Corsetti Antonini al sindaco Umberto de Augustinis:

"La lettera aperta che il Sindaco De Augustinis invia alla Città di Spoleto, a chi la abita ed a chi la ama, è un atto di grande importanza che, oltre che ad essere apprezzato, impone a tutti delle riflessioni e sollecita tutti a delle risposte concrete… qui ed adesso. Per i 'processi' al passato ci dovrà essere certamente un altro luogo ed un altro tempo, lontano da questa emergenza.


Si tratta di una sorta di 'chiamata alle armi' pacifica, ma non per questo meno urgente e rischiosa. Siamo in uno scenario di guerra, senza avere un nemico visibile. Stiamo seppellendo i nostri caduti nei 'primi scontri' mentre inconsciamente rifiutiamo di accettare un futuro in cui ci aspettano altrettante perdite, in termini soprattutto di economia e di produttività. È vero, nulla sarà come prima e, come chi  subisce un attacco improvviso… prima riprendiamo a pensare, a ragionare, prima usciremo dall’emergenza.

Signor Sindaco lei inizia denunciando 'la fragilità dei sistemi economico/finanziari, finora convinti della crescita infinita'… e quali sarebbero questi 'sistemi'? Lei crede davvero che le economie mondiali siano (fossero) convinte della loro “invulnerabilità”? Crede che le conseguenze degli attacchi dell’undici Settembre 2001, la crisi dei mutui subprime del 2008 (solo per citare eventi di portata planetaria) siano stati frutto del 'sistema' o di chi, approfittando 'del' sistema e delle sue debolezze ne ha tratto profitto speculando sulla pelle di molti? Il 'sistema' ha, per sua natura, crescita 'infinita', sono i suoi tempi a non esserlo. Gli 'indici' riprenderanno a crescere, speriamo presto, raggiungeranno e supereranno i riferimenti che avevano appena 3 mesi fa e che oggi ci sembrano preistoria. Solo che, tra i due picchi, a noi toccherà vivere una delle peggiori recessioni della storia moderna. Una società moderna dovrebbe (avrebbe dovuto?) essere pronta a ridurre questo tempo al minimo indispensabile come, consentirà anche a me una citazione letteraria, accade con la Fondazione nella Trilogia delle Fondazione di Isaac Asimov.

'La situazione attuale è (…) molto più pericolosa per la tenuta economica del nostro sistema locale (e non solo) da sempre fragile/fragilissimo' non posso che condividere appieno. Eppure, converrà, non possiamo dare per scontato che questa fragilità sia un tratto congenito al  nostro Paese. No, non è così, non ci ritroviamo con un’economia asfittica per lo stesso caso che ci ha regalato chilometri di belle coste ed un clima mite. La nostra economia è il  frutto avvelenato delle scelte che, come Paese, abbiamo compiuto negli ultimi 40 anni. Non sto ad indicare colpevoli (farei prima a pensare ai pochissimi “innocenti”) ma, se non ci rassegniamo ad affrontare la realtà delle cose non ne usciremo mai, continueremo ad incolpare l’Europa cattiva, e ad inventarci improbabili modi di abolire la povertà.

Lei ci ricorda F.D. Roosevelt, il suo esempio e, immagino, il suo 'New Deal', un nuovo corso con cui spingere il futuro della nostra comunità… ottimo. Mi permetto di ricordare che F.D. Roosevelt ha passato gli ultimi 24 anni della sua breve vita (è morto a 63 anni) su una sedia a rotelle. Per questo mi auguro che, qualunque sviluppo si voglia o possa dare a Spoleto non ci si dimentichi dei soggetti più deboli: i disabili, gli anziani, i bambini.

Lei parla del 'cuore verde' dell’Umbria e lo definisce una 'barriera naturale e gratuita' non so se sia trattato davvero di una barriera naturale, i numeri fortunatamente bassi di contagi e morti sembrerebbero corroborare la sua tesi, mi pare dover in parte dissentire sulla sua tesi che questa condizione dell’Umbria si a 'gratuita', che non abbia un 'costo': la fortunatamente scarsa virulenza della pandemia in Umbria è dovuta a vari fattori in cui, oltre alla disciplina dei cittadini ed all’efficienza dei servizi di prevenzione e cura, contribuisce anche una certa marginalità territoriale, il ridotto flusso turistico della stagione, la depressione post terremoto, ed una crisi economica preesistente… un bilancio tutt’altro che indolore.

La Sua proposta di una 'Città Parco', che mi sembra assai interessante, e che spero possa aprire un dibattito 'strategico' nella cittadinanza e nelle varie amministrazioni ed enti interessati, deve però poi fare i conti con una arretratezza infrastrutturale che invariabilmente presenta il conto ad ogni pio tentativo di innovazione. Se le strade che portano a Spoleto sono quelle che oggi la collegano a Roma, con il valico della Somma percorribile solo ai mezzi leggeri, con il percorso verso Acquasparta in attesa del completamento di una strada che pare essere più una chimera mitologica che un’importante infrastruttura che da decenni attende di essere completata… ogni progetto rimane tra le pie illusioni. Lavoro ed insegnamento 'remoto'? Ottimo! Ma se la velocità di trasmissione dati, ad appena qualche 'decina' di metri dal centro storico, raggiunge i 70 Kb/s , come nei primi anni ’90… in cosa vogliamo sperare? Quale 'diffusione' sul territorio ci si auspica?

Eppure… in mezzo a tante antiche difficoltà c’è chi si da da fare, chi si ingegna, chi segue una sua strategia, chi  - come nell’esempio del Teatro Lirico Sperimentale che Lei cita - cerca di trovare opportunità in quelle che sono difficoltà. Non posso che concordare sull’attenzione che Lei dedica alla scuola ed alla formazione, vero motore dello sviluppo, una delle poche polizze assicurative sul futuro del territorio e della comunità.

Ma quale può essere il futuro di questa città che, non da sola, attende ancora di vedere sanata la tremenda ferita inferta dal terremoto del 2016? La riduzione della burocrazia che Lei auspica vede nella tragica vicenda del Ponte Morandi di Genova la sua plastica rappresentazione: un ponte tirato su in meno di 2 anni solamente perché si è scelto di derogare a tutte le norme e regole che ne avrebbero dovuto accompagnare il percorso. La questione ovviamente travalica Spoleto e diventa nazionale… troppo spesso il nostro paese vive e prospera, quando ci riesce, nonostante la Pubblica Amministrazione, non grazie ad essa… e Genova è lì a dimostrarci che un’altra via è possibile.

La Sua 'chiamata alle armi' rivolta al Festival ed alle istituzioni culturali della città è apprezzabile perché, voglio sperare, è il segno di come sia necessaria - oggi più che mai - una strategia a medio lungo termine e che questa, dopo essere stata “dibattuta”, sia condivisa e perseguita con perseveranza ed unità di intenti. Si tratterà anche di individuare figure professionali adeguate, che siano in grado di elaborare questa visione strategica, magari andando a cercarle in quelle realtà che questo passo hanno già intrapreso prima di noi. Primo, piccolo, segnale importante in questa direzione è la nomina del nuovo Direttore Artistico del Festival, a cui credo debba andare l’augurio di tutta la città perché si troverà ad affrontare un compito che, già difficile prima della pandemia, oggi appare “quasi” impossibile.

Eppure…'nihil difficile volenti'… La ringrazio per la sua proposta, sta adesso a noi, ai cittadini ed alle istituzioni locali decidere del proprio futuro: cosa vogliamo fare?

Cordialmente,

Camillo Corsetti Antonini"



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I commenti dei nostri lettori

Vincenzo Badiali

6 anni fa

Condivido pienamente quanto esposto dalla Fondazione Antonini ponendo l\'accento in particolare su quanto detto riguardo l\'isolamento stradale. Lo sviluppo e l\'economia non dimentichiamoci corrono sulla strada.Vincenzo Badiali.93

Roberta Privitera

6 anni fa

La fondazione parla anche a nome degli insegnanti e alunni quando si riferisce all'insegnamento da remoto? Chiedo che facciano un veloce sondaggio e capiranno quanto sia stato devastante questo approccio e quanto lo sará se non si tornerá presto ad un contatto umano.

SINDACO

6 anni fa

Caro Presidente, come giá avvenuto in molte altre occasioni, con la Fondazione Antonini è vivo un dialogo costruttivo. Condivido le sue osservazioni. In questo tempo, si deve partire dal non aspettarsi nulla che non sia il frutto della caparbietá spoletana, anche messa spesso alla prova da forme di incredibile incompetenza. La mia determinazione può servire solo ad accrescere quella della Cittá della quale si onora di far parte. Nessun sindaco può far nulla in questo momento, se non lavora con la volontá intelligente di tutti. Anche la lotta al COVID è un successo di tutti, glielo assicuro. Grazie per averlo perfettamente capito. Umberto de Augustinis

Semplici considerazioni

6 anni fa

L’antichilismo è difficile, ma…speriamo in San Ponziano Condivido in pieno le considerazioni della Fondazione Antonini, poiché ne approvo lo spirito costruttivo, capace di tenere conto dei fatti reali, delle proposte, della capacitá di giudicare il merito delle idee, senza scadere nella opportunistica soppesazione delle convenienze politiche. Il nostro Sindaco, che non si segnala certo per ansia di protagonismo, meno che mai per tendenza al narcisismo, sta riuscendo in un’impresa che, a detta di molti, sembrava impossibile: mettere l’interesse della Cittá di Spoleto al centro di tutto l’agire politico, esaminando con scrupolo e professionalitá ogni singolo aspetto della realtá cittadina, senza ma indulgere a decisioni conformistiche, spesso compromissorie. Il comportamento del Sindaco nell’attuale frangente epidemico è risultato esemplare, evitando di diffondere banale sicurezza, alla Sala a Milano , ma anche di spargere sacchetti di timore, alla De Luca in Campania. Anche la decisione, non solo sua, ma nella quale Egli avrá certo avuto un certo peso, di tenere una edizione “minor” del prossimo Festival, con chiara intenzione-eventualitá di un successivo allungamento nel periodo natalizio, quando le acque virali saranno più quiete, riflette in pieno il modus cogitandi et operandi del Sindaco, la cui linea può risuumersi in una semplice formula: PRAGMATISMO INTELLIGENTE. Che è poi l’essenza della politique ou politicienne (politica non politicante, per i non francofoni) , bellezza! Ho sentito, in una simpatica trasmissione locale, le dichiarazioni delle due apparentate candidate dell’opposizione, alle ultime elezioni amministrative, in merito al Festival- minor e, a parte le obbligatorie prese di distanza sindacale, mi è sembrato che, al fondo, con ovvia schermatura, abbiano capito lo spirito che sta ispirando questa Amministrazione. Chissá che San Ponziano non ci faccia la Grazia!

Diogene

6 anni fa

HO LETTO CON MOLTA ATTENZIONE QUESTA RISPOSTA AL SINDACO E DEVO DIRE CHE INQUADRA IN MANIERA IRREPRENSIBILE LA REALTA'. 'nihil difficile volenti' NULLA DI PIU' VERO ED ATTUALE " volere è potere ". CONCORDO CON L'INCITAZIONE : NOI CITTADINI COSA VOGLIAMO FARE?

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