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Coronavirus, l'appello degli agriturismi al Comune: 'La Tari venga sospesa per almeno 6 mesi'

 

L'associazione che riunisce le strutture ricettive del territorio scrive al sindaco de Augustinis

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l'associazione "Agriturismi Spoleto" ha voluto inviare al sindaco Umberto de Augustinis riguardante la situazione attuale e le difficoltà vissute a causa del Coronavirus:

"Egregio Signor Sindaco,

Egregi Assessori e Consiglieri Comunali,

Con la presente, l’Associazione Agriturismi Spoleto sta a chiedere un indispensabile e urgente incontro alfine di confrontarci sulla difficile situazione che stiamo vivendo a causa dell’epidemia “COVID 19” che ha stretto in una difficile morsa anche le Aziende Agrituristiche del nostro territorio.


Questa emergenza ci colpisce purtroppo in un periodo di già recessione economica totale , al termine di una stagione invernale che vede, per la nostra tipologia di ricettività, incassi al minimo , e all’inizio in unastagione primaverile dove la speranza di ricevere nuove prenotazioni era auspicabile ma purtroppo disattesa.

Al momento molte sono state le cancellazioni a immediato e breve termine e non ci sono prenotazioni nel medio, (periodo Pasquale ad esempio), e vediamo un futuro decisamente incerto anche per questa estate visto che la nostra utenza è prevalentemente basata su famiglie e Slow Tourism.

Ad aggravare la nostra situazione è anche la vendita zero dei prodotti agricoli, visto il congestionamento della logistica e dei trasporti, e come ben sa, gli agricoltori non hanno altre entrate se non quelle agricole.

Pertanto è necessario che l’amministrazione ci venga incontro valutando misure che ci sostengano nell’immediato visto che vien da se che se non ci sono incassi è impossibile affrontare spese, e assolvere al pagamento delle tasse che tra l’altro per le nostre aziende sono già gravose di loro, come ad esempio la Tassa sui Rifiuti con delle attuali aliquote inique ed eccessive per le nostre Aziende Agricole.

Ci teniamo a ricordare che i nostri proventi, essenzialmente agricoli, non sono paragonabili comunque adattività commerciali in genere e devono essere commisurati e proporzionali alle nostre “tasche”.

Le nostre aziende sono inoltre prevalentemente a carattere familiare, e il sostentamento in questi casidiventa ai limiti dell’impossibile.

Proponiamo quindi:

- di toglierci almeno l’incombenza , fin da ora, e per i prossimi almeno 6 mesi, di corrispondere la TARI, visto che non produciamo rifiuti, e comunque riusciamo a contenere gli organici grazie ai nostri allevamenti.

Ci auspichiamo che il nostro appello venga recepito al più presto, confidando nella collaborazione della nostra amministrazione, prima che il fallimento sia inevitabile perché, la situazione, di fatto, è più grave di come queste parole la espongono.

Salutiamo Cordialmente".



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