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Ferme da 5 mesi le attività dell'associazione 'Boxe Spoleto', il maestro Burli scrive al sindaco de Augustinis: 'Non può finire così'
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Ferme da 5 mesi le attività dell'associazione 'Boxe Spoleto', il maestro Burli scrive al sindaco de Augustinis: 'Non può finire così'
Invocato l'intervento del Comune per salvare il sodalizio, punto di riferimento per tanti giovani della città
Rischia di scomparire del tutto l'associazione "Boxe Spoleto", le cui attività si sono stoppate 5 mesi fa. A lanciare l'allarme è il maestro Gianni Burli che, attraverso una lettera aperta ha chiesto al sindaco Umberto de Augustinis di intervenire quanto prima per evitare la scomparsa di una realtà sportiva storica della città che nel corso degli anni ha formato anche diversi campioni della disciplina.
Ecco la missiva, che pubblichiamo in formato integrale:
"Sono trascorsi ormai più di cinque mesi da quando l’attività sportiva della A.s.d.,Boxe Spoleto si è forzatamente fermata. Le insostenibili spese mensili, affitto ed utenze, hanno fatto sì che uno dei pezzi
della storia dello sport spoletino venisse meno. Ci abbiamo provato, ma i parametri sociali su cui si è basata la nostra attività pugilistica in tutti questi anni, non vanno in parallelo con le motivazioni economiche dei proprietari di immobili. Appunto mesi fa esponemmo il problema alla Amministrazione Comunale di Spoleto, facendo notare che la Boxe Spoleto è, tra le associazioni sportive di Spoleto, quella con il maggior numero di medagliati, ma senza esito.
Non può finire così la vita di un sodalizio sportivo che non ha prodotto solo Campioni a livello mondiale ed Olimpico, allori di tutti i tipi ed alte onorificenze per i propri tesserati, ma soprattutto è stato un punto di riferimento per migliaia di ragazzi e ragazze che , frequentando la palestra hanno potuto apprendere i valori del rispetto per se e per gli altri, della bellezza del sudore e del sacrificio e della integrazione sociale.
La Boxe Spoleto è conosciuta in tutto il mondo per la correttezza dei suoi atleti, la competenza dei suoi tecnici, per la assoluta disponibilità dei dirigenti tanto da essere riconosciuta “Società di Interesse Nazionale”. Non ce la siamo sentita di trasformare na Associazione Sportiva come la nostra, aperta a tutti e perciò anche ai meno abbienti, in una delle tante attività sportive-commerciali, sparse ormai nel tessuto cittadino. Avremmo potuto continuare, è vero, ma applicando delle quote mensili che avrebbero permesso solo a pochi, di frequentare la palestra. Bambini, adolescenti e ragazzi, con la passione della nobile arte del pugilato, non possono essere selezionali solo sulla base delle loro condizioni economiche.
La storia e le vicissitudini delle varie palestre dove la Boxe Spoleto ha svolto la sua preziosa attività sociale e sportiva, dando la possibilità anche ai diversamente abili, è antica. Sono ormai una infinità di anni, fin dall’anno della sua fondazione nel il 1946, che siamo sballottati da un posto all’altro. Non sono bastate le varie petizioni cittadine con migliaia di firme. Fino al 2009 quando, su proposta dell’intero Consiglio Comunale dell’epoca, ci furono concessi, per meriti sportivi, i locali dove siamo stati fino a settembre 2019.
Pensavamo di aver risolto l’annoso e stantio problema del luogo dove fare allenare i nostri tanti ragazzi,. Infatti l’Amministrazione Comunale dell’epoca ci concesse quei locali adibiti a palestra, accollandosi l’onere del canone d’affitto. Ma non poteva essere!!!!
Così, alla fine del 2017, fu rescisso il contratto da parte dell’Amministrazione Comunale! Da quel momento, per poter continuare l’attività sportiva e non solo quella, ci siamo accollati, oltre alle spese per le utenze, anche quelle dell’affitto. Ma dal settembre scorso non ce l’abbiamo più fatta. La richiesta di aumento del canone di locazione, per quanto legittima, è stata per noi insostenibile e non ha reso più possibile continuare l’attività. Riteniamo che, per tutto quello che è stata la Associazione Boxe Spoleto, questa meravigliosa storia nata nel lontano 1946 quando l’indimenticabile Dante Burli, diede vita a questa bellissima realtà, non deve finire. Per continuare, e dare a tutti, la possibilità di apprendere non solo i rudimenti del pugilato, ma l’educazione allo sport e alla vita, da soli non ce la facciamo ed è per questo che chiediamo formalmente aiuto a questa Amministrazione Comunale. Disponibili come sempre a qualsiasi collaborazione ed in attesa di un cenno di risposta , inviamo cordiali saluti".
Maestro Benemerito di Pugilato Gianni Burli
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I commenti dei nostri lettori
sorvittor
7 anni fa
Il pesce comincia a puzzare dalla "capoccia".
Sergio Grifoni
7 anni fa
La famiglia Burli da decenni, con passione e dignitá, ha mantenuto una scuola sportiva con proprie risorse: economiche, fisiche, umane. Se ora lancia un appello, non può essere ignorato, ne dalle forze politiche e amministrative, nè dalla cittá
Che tristezza
7 anni fa
Che tristezza, Che incompetenza... Ieri mi sono recato all’Ufficio Dove si consegnano le domande per le autonome sistemazioni. Un modulo incomprensibile, malscritto....davvero poco comprensibile ai non addetti ai lavori. Ti aspetti che all’Ufficio del Comune qualcuno ti aiuti a compilarlo....Nooo.... Troppo facile per essere in Italia! Ti rispondono che disposizioni interne gli vietano di aiutare comuni mortali a compilarlo. Bene, continuate a svolgere ottimamente il servizio pubblico per cui siete pagati!! Bravi....Grazie.... Sono andata dal mio ingegnere che con pazienza e non chiedendomi nulla mi ha aiutato a compilarlo. Lui non ha voluto nulla, all’Ufficio comunale mi risultano siamo pagati.... Questo è quello che ci meritiamo? Le tasse che le paghiamo a fare?
Gabriele V. R. Martinelli
7 anni fa
Mi ricordo che ai lontani tempi della mia infanzia spoletina diverse volte accompagnai il mio compagno di classe Gianni Burli nella palestra gestita dal padre, in via della Fonte Pescaia. Erano tempi difficili; c’erano famiglie, nella Spoleto di allora, che in casa passavano a turno un pezzo di grasso e magro sugli spaghetti per condirli. La palestra di Dante Burli era un punto di ritrovo per tanti giovani, poco più grandi di noi bambini, che avevano nella boxe un modo per trovare un po’ di cameratismo ed allegria dopo giornate passate nella disoccupazione e nella miseria. Avrei tante cose da aggiungere, ma non dico altro.
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