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Rivoluzione Ducato, parla il vicepresidente Ferroni
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Rivoluzione Ducato, parla il vicepresidente Ferroni
Dopo l'epurazione dei 'senatori' si guarda avanti
Sogni contro soldi. Hanno perso entrambi una battaglia che non si sarebbe mai dovuta combattere. Prima regola: quando si indossa la maglia della Ducato, non lo si fa solo per i primi. Evidentemente, da quest'orecchio Giacomo Barbetta, Gianmarco Giuliacci, ma soprattutto Vincenzo Romani e Mattia Cavitolo non hanno voluto sentirci. Anzi, quando - dopo la sconfitta di
Pontevalleceppi - il presidente Michele Zicavo, il vicario Filippo Ferroni e il dg Stefano Proietti Costa hanno chiesto ai "big" di fare un passo indietro, ridiscutendo l'entità dei rimborsi spese, l'unico che ha acconsentito a farlo è stato Alessio Cardarelli. Che si è detto addirittura disposto a rinunciare al mese di gennaio. I retroscena parlano di parole un po' sopra le righe rivolte da Romani e Cavitolo al presidente Zicavo, che sul momento pensava a uno scatto di nervosismo passeggero. Macché. Se mai ve ne fosse stato, bisogno per palesare meglio le loro intenzioni i due "senatori" avrebbero ribadito, in maniera piuttosto vivace, se si vuole usare un eufemismo, che il discorso rimborsi spese era irricevibile. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per il solitamente compassato presidente Zicavo, è stata quella di sentirsi dire che per loro potevano anche scendere in campo gli allievi.
Da parte dei dirigenti neppure uno sbatacchio di palpebre. Hanno atteso la partita di domenica a Castel Del Piano, culminata con la terza sconfitta consecutiva e, ieri pomeriggio, hanno adottato il draconiano provvedimento. L'allenatore Ezio Brevi ha cercato di mediare per salvare il salvabile. Chiedendo ai dirigenti gialloverdiblu di indulgere almeno su Romani e, soprattutto, Cavitolo, da sempre uno dei pupilli dell'uomo di Milano. Scesi quest'estate dalla luna a miracol mostrare, almeno secondo il diggi Proietti Costa, sia Romani che Giuliacci si sono rivelati inadeguati per il campionato di Eccellenza. Sul difensore pesano topiche e falli da rigore di cui non si ha memoria dai tempi del torinista Pasquale Bruno.
"Prendere questi provvedimenti non è stata una cosa a cuor leggero per la società", ha commentato il vicepresidente vicario, Filippo Ferroni. "Ma bisognava fissare alcuni paletti, indispensabili per il rispetto di principi sui quali la Ducato non può derogare. Si può discutere sulle qualità tecniche dei giocatori e, sicuramente, sono stati commessi errori di valutazione da parte nostra. Ma sugli aspetti comportamentali non siamo disposti a indulgere per il rispetto che si deve alla società ma, soprattutto, alla maglia che si indossa". Ci saranno interventi sul mercato? "Cercheremo di individuare un difensore. Altrimenti continueremo con i nostri ragazzi che, alla prova dei fatti, si stanno dimostrando i più affidabili nel rendimento".
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