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Spoleto, solo un pari in casa dell'Assisi-Subasio

 

 

C'era una volta: e come nelle favole, mentre si ascoltano dinnanzi al falò, la fantasia implode e sembra trascinare in una realtà virtuosa, densa d'immagini e persino un po' sfarzose. Peccato che le favole, dopo il pari (1 a 1) in casa dell'Assisi-Subasio, per questo Spoleto non esistono più. Adesso c'è solo la triste


realtà di un allenatore finito nel pallone e che i giocatori fanno fatica a seguire ed a sopportare. L'uomo che dovrebbe riportarlo a guidare il campionato sa che per riprendersi il futuro deve ripartire dal passato, mica quello poi remoto di un secolo fa. Invece, in nome di chissà quale autoritarismo (che non vuol dire affatto autorevolezza) continua a minare gli equilibri della squadra. L'ultima della serie? Non convocare Missaglia con Mortaroli squalificato e senza nessun'altra punta di ruolo che potesse sostituire Luparini e Veneroso. Meglio affidarsi a Daleno, un centrale puro, per sostituire Luparini nel ruolo di centravanti. Un colpo di genio? No, di pura superbia e disprezzo nei confronti di chi ha investito soldi veri su questo giocattolo e dei tifosi che si ostinano a credere nella vittoria di questo campionato. Nonostante la Tiferno abbia compiuto altri due passi in avanti portando a tre i punti di vantaggio sui biancorossi, grazie alla vittoria sulla Nestor (2 a 0). In queste condizioni, era difficile fare di più e meglio. Niente è perduto naturalmente. Ma servono decisioni drastiche. Prima che sia troppo tardi. Lo Spoleto ha cercato di imbrigliare la partita a suo piacimento ed ha subito impegnato Catarinelli al primo minuto. Poi, i padroni di casa sono usciti dal guscio provandoci, senza tanta convinzione, con Stirati (26'). L'occasione più pesante, invece, è capitata sui piedi di Priorelli che, escluso dalla formazione iniziale contro la Tiferno, ha chiamato Catarinelli alla deviazione in corner (39') con una splendida conclusione al volo. La controreplica è affidata a Signate, ma Palanca c'è. Nella ripresa, è stato un susseguirsi di proteste per una serie di episodi da moviola. Aperti da un fallo di mano in area su tiro di Veneroso. L'arbitro ha lasciato correre come ha fatto con lo Spoleto quando ha restituito il mani. Dopo due azioni da rigore solari, alla terza Cavasin ha fischiato il penalty ai padroni di casa su quella di Scipioni (24'). Stirati dal dischetto non sbagliava. Passavano due minuti ed era ancora un rigore a rimanere nel fotogramma della partita, quando Prete atterrava De Paolis, appena entrato. E'stato Veneroso a far riemergere lo Spoleto dalle pericolose sabbie mobili in cui era precipitato. Ma non certo e non solo per colpa sua. L'ultimo battito d'ali era di Luparini, che però non riusciva a mirare al bersaglio grosso. Per il modo in cui si era messa la partita, sarebbe stato come vestire la topo model Carlotta Fusillo con la 58 di taglia. 

ASSISI-SUBASIO: Catarinelli, Prete, Rossi A., Lolli, Sardella, Francioni, Stirati (46'st Mariano), Marchetti, Signate (41'st Cirilli), Bura, Mastrantonio (45'st Capitini). A disp: Longetti, Fioretti, Rossi L., Schirone, Alunno Rossi, Fedeli. All.Grilli
SPOLETO: Palanca, Labonia, Mechetti, Scipioni, Coppola, Priorelli, Brace (1'st Di Patrizi), Marinaro (22' st De Paolis), Guatieri, Veneroso, Luparini (21'st Daleno). A disp: Migni, Gargiulo, Muhammed, Nita, Piras. All. Gagliarducci (squalificato); in panchina Cherubini.
Arbitro: Cavasin di Castelfranco Veneto
Reti: 24'st Stirati (rig), 26'st Veneroso (rig).
Note: al 26' espulso Prete per doppia ammonizione.



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