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Lo Spoleto e l'overbooking dei centrocampisti
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Lo Spoleto e l'overbooking dei centrocampisti
Alla fine potrebbero essere tutti contenti, o quasi. Lo Spoleto sta riuscendo ad accontentare Cristiano Gagliarducci, che da giorni insisteva per avere un altro centrocampista. Ed il diesse Gianfranco Multineddu (al centro nella foto) gli ha messo a disposizione Marco Piras, classe 1997, giocatore di buoni mezzi fisici, dall’alto dei suoi 180 centimetri per 74 chilogrammi. Attualmente, il mediano è in lista di svincolo, dopo l’ultima stagione con la Palmese e con un buon pedigree alle spalle: settore giovanile del Cagliari, Lanusei, Aurora Pro Patria, Scanzorosciate e, appunto, Palmese.
Se si giocasse fino a metà campo, l’Uomo di Colleferro potrebbe schierare non una, bensì due squadre. Con l’arrivo di Piras, infatti, lo Spoleto ha raggiunto quota dieci centrocampisti. Con un portiere tra Cosimetti e Migni, la squadra è praticamente fatta. Succede sempre così, al mercato biancorosso: il giorno buono è domani o magari dopodomani. Così, giocatore del Campidano non vede l’ora di catapultarsi al “Palmieri”, dove sabato la squadra biancorossa è attesa dalla Tiferno in una partita in cui si gioca mezzo campionato e forse qualcosa in più. E, forse, in cuor suo già si immagina là in mezzo, a dirigere il traffico insieme a Lira Ferreira, a contenere gli avversari, semmai a spruzzare anche una sola idea che potesse servire per far luce. Però non basta lui soltanto. Gianfranco Multineddu lo sa, altrimenti sarebbe semplice risistemare i tasselli di una squadra che ha scoperto avere qualche lacuna, nonostante la principessa della “Real Casa Saudita” Norah Bint Saad Al Saud non abbia badato a spese. I soliti bene informati dicono che abbia messo a disposizione della “premiata ditta Multineddu-Gagliarducci” un budget che supera di molto quello di cui dispone il Foligno per disputare la serie D. Fare cifre non è il massimo del bon ton e potrebbe urtare la suscettibilità di qualcuno. Però qualche domanda, fossimo in un uomo che sa di calcio come Multineddu, ce la saremmo già fatta. Eccome. Perché è pur vero che questo Spoleto ha una difesa che somiglia ad un muro di gomma, ma in attacco le manca l’uomo da venti gol a stagione. E non è un caso che il miglior realizzatore sia Veneroso (nove le reti sin qui realizzate), che è tutto fuorchè una prima punta.
SCADUTO - C’è un tempo per tutto, anche per analizzarsi, per rendersi conto che nulla è eterno, che esistono i cicli e la loro naturale conclusione; o che ci sia pure un diavolo a metterci la coda, tra pali e rimbalzi irregolari: e però, al di là di alibi che Gagliarducci evita (<>), con tutto il rispetto, Missaglia e Cissè non si possono lontanamente paragonare a Zuppardo. Già, proprio lui: l’uomo che a Spoleto ha scritto la più bella favola che i tifosi biancorossi abbiano mai vissuto negli ultimi venti anni. In pochi lo sanno, e ancora meno sono quelli che lo dicono per non urtare la suscettibilità di chi dirige il mercato biancorosso. Ma a Spoleto, grazie all’amicizia fraterna con Alberto Del Frate, il goleador di Gela sarebbe venuto di corsa. Eccome. Perché non lo ha fatto? Questione di soldi, secondo il diesse Gianfranco Multineddu: quelli che se ne vanno ogni mese per Missaglia e Cissè, ancora non pervenuti nella classifica marcatori.
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