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Tomassoni, il genio da riaccendere
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Tomassoni, il genio da riaccendere
Al genio non si rinuncia: non si può, né si deve. E’una questione estetica, poi può diventare persino etica, perché quando c’è il talento, e persino in misura smodata, bisogna sfruttarlo: per se stesso, per gli altri, per poter vivere senza rimpianti, né lasciandosi soffocare dal rimorso e precipitando in quel vuoto pneumatico che ora avvolge Tomassoni. Da un mese la “formica atomica” sta combattendo contro i suoi malanni muscolari,
che gli impediscono di essere l’uomo che può spaccare le partite in due. Come, del resto, si aspetta da lui Ezio Brevi, tecnico della Ducato. Ecco perché la pausa può essere un toccasana per il fantasista con il vizio del gol. Per recuperare energie fisiche e mentali. A Gualdo Tadino ha giocato i venti minuti finali al posto di Cardarelli e si è mosso da par suo. Però, per uno come lui, cosa volete che sia un soffio di cipria? A Tomassoni manca ancora la tenuta sulla partita intera. Questione di tempo e di intensità degli allenamenti cui Brevi ha iniziato a sottoporre i suoi da ieri pomeriggio. Il programma prevede una seduta con richiami alla preparazione atletica sia oggi che domani mattina. Lunedì 30 dicembre, invece, i gialloverdi blu disputeranno un triangolare allo stadio comunale (ore 18) con Bm8 e Polizia Penitenziaria. Poi, il “rompete le righe” sino al due gennaio, quando si tornerà a sudare al “Capitini”.
Questa Ducato uscita dal mercato di dicembre ha riacquistato certezze ed un valore aggiunto in mezzo al campo con l’arrivo di De Cristofaro, un giocatore che può diventare il “faro” del gioco di Brevi. A Gualdo lo ha già dimostrato, nonostante non sia ancora al massimo della condizione. “De Cristofaro è il play maker che faceva al caso nostro – dice Lucio Stella, l’aiutante di campo di Ezio Brevi -. Con lui in mezzo al campo, i nostri attaccanti non dovranno fare quaranta metri palla al piede per andare a costruirsi l’azione. Sicuramente, la sua presenza darà grosso beneficio anche ad uno come Cavitolo che, negli ultimi venti metri, può servire palloni invitanti per i nostri attaccanti”.
Alla ripresa, il 12 gennaio, c’è Ducato-Sansepolcro e questa è una partita nella quale gli scugnizzi sanno muoversi, per scansare l’ombra ed illuminare un palcoscenico che può essere a misura di Tomassoni, un mago quando decide di fare di testa sua, ricamando un arcobaleno con le sue traiettorie che sono autentiche pennellate.
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I commenti dei nostri lettori
Scrivere bene è un\'altra cosa
7 anni fa
@Articolista Scrivere bene è un'altra cosa. Occorrerebbe scegliere i termini più appropriati per descrivere i fatti, in modo che essi siano evidenti al lettore. Abbandinarsi a prolissa ampollositá non è un buon modo di scrivere, né di parlare.
Da qualche parte sopra l\'arcobaleno.
7 anni fa
Dell' articolo è da apprezzare soprattutto il tono pittorico artistico che il giornalista dedica al calcio. Attenzione però! Perché potrebbe accadere che lo stadio di San Giacomo anziché di tifosi di calcio si riempia di amanti della pittura. E se Tomassoni, con le traiettorie che dará alle sue pennellate, non saprá ricamare gli arcobaleni descritti, per la Ducato saranno altri tipi di guai.!
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