cronaca

Presunta diffamazione: il nostro direttore editoriale Ubaldi assolto dalle accuse di Brunini 'perché il fatto non costituisce reato'

 

A suscitare il risentimento dell'ex sindaco un articolo del 2011 relativo a una querelle giudiziaria con il suo ex assessore Giampiero Calabresi

 

"Assolto perché il fatto non costituisce reato". Con una sentenza che sgombera il campo da qualsiasi ragionevole dubbio, il Tribunale di Spoleto, Composizione Monocratica, nella persona del giudice Luca Cercola, ha posto fine a una controversia giudiziaria che si protraeva ormai da oltre otto anni. Nonostante


il superamento dei termini di prescrizione il Tribunale, correttamente privilegiando la decisione nel merito, ha assolto Daniele Ubaldi, imputato di diffamazione aggravata (col mezzo della stampa), a seguito  della querela nei suoi confronti sporta dall'ex sindaco Massimo Brunini, per un articolo di cronaca giudiziaria scritto e pubblicato dal nostro direttore editoriale il primo aprile 2011, relativo a un processo penale, pendente dinanzi il Giudice di Pace di Spoleto, tra lo stesso ex primo cittadino e il suo ex assessore Giampiero Calabresi. Nel contenuto del citato articolo, la vicenda di ingiurie veniva imputata al risentimento nutrito da Calabresi nei confronti dell'ex primo cittadino per le note vicende connesse al cosiddetto Ippodromo di Poreta e, più genericamente, alla cosiddetta "questione morale" innescata all'interno dell'allora Partito democratico della sinistra dallo stesso Calabresi .

A questa contestualizzazione dei fatti Brunini aveva reagito chiedendo prima una rettifica, sostenendo che i fatti di cui si sarebbe discusso erano tutti "di natura prettamente personale, senza alcun riferimento politico-istituzionale", rammaricandosi inoltre "della pubblicazione dell'articolo, ancor prima della celebrazione dell'udienza, e senza una preventiva conferma della veridicità dei fatti narrati, anche attraverso un confronto con la persona offesa o il suo difensore".

A quel punto era intervenuto Calabresi il quale, invece, aveva contestualizzato i fatti oggetto di quel processo  all'interno della "discussione politico-istituzionale". "In quel momento - dichiarò Calabresi - era in atto in città una ‘battaglia politica' incentrata sulla questione morale che vedeva contrapposti due gruppi di persone, ed è proprio a questa ‘lotta' che si riferiscono i fatti in questione nel processo".

Nonostante lo spazio lasciato ai contendenti dallo stesso direttore editoriale, per le rispettive rettifiche e chiarimenti sul contenuto dell'articolo, l'ex Sindaco aveva sporto denuncia-querela nei confronti di Ubaldi.

A questa denuncia sono seguiti otto lunghi anni di attesa, rinvii, riassegnazione del processo ai diversi giudici che nel frattempo si sono avvicendati e, finalmente, l'espletamento dell'istruttoria. Alla deposizione di Brunini (costituitosi parte civile con l'avvocato Fabrizio Gentili, con richiesta di risarcimento del danno di 25 mila euro) sono seguite  quelle di Calabresi, dell'allora segretario della sinistra giovanile nel Pds Dante Andrea Rossi, di Alfredo Andreani, Milena Cenci e colleghi giornalisti di Ubaldi, che all'epoca si occuparono della questione morale per vari quotidiani cartacei locali.

All'udienza di mercoledì, a seguito della discussione delle parti, l'assoluzione dell'imputato. "La sentenza attesta la legittimità dell'operato del mio assistito - dichiara l'avvocato Michele Faustini, difensore di fiducia dell'imputato - e conferma la qualità dell'esercizio di diritto di cronaca e di critica operato nella stesura dell'articolo in questione. Dalle deposizioni dei testimoni si evince l'esistenza di due diverse prospettive riferite a quegli anni e a quei fatti. Il nostro punto di vista, oggi avvalorato anche dalla sentenza di assoluzione, è stato suffragato da una lunga serie di testimoni; al contrario, la tesi della parte civile non ha trovato riscontri e la deposizione della stessa parte civile ha presentato lacunosi passaggi se messi alla prova dei fatti".

Il Tribunale depositerà le motivazioni entro quarantacinque giorni. "Il mio assistito - conclude l'avvocato Faustini - ha vissuto un periodo difficile sotto l'aspetto psicologico e professionale: un periodo durato quasi nove anni, durante i quali ha persino accarezzato l'idea di cessare la propria professione. Per il momento, in attesa di leggere la motivazione della sentenza, esprimo la mia soddisfazione per aver ottenuto ciò che per me era già dall'inizio evidente, ovverosia l'insussistenza di qualsivoglia responsabilità penale del mio cliente".



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I commenti dei nostri lettori

Luigi cintioli

7 anni fa

Adulator propriis commodis tantum suadet. Sig Luciani!!!!!!!!!€’

Dr. Maurizio Luciani

7 anni fa

Complimenti Direttore, ero certo che questa lunga e interminabile vicenda terminasse con la Tua assoluzione. CONTINUA con il tuo lavoro, serio, importante, determinante , lavoro di una corretta informazione che ci offri ogni giorno!! Le vicende politiche cittadine di quegli anni, squallide e puerili per la cittá hanno portato fortunatamente alla fine de quella gestione del potere ed alla chiusura di un'era. Oggi non solo Spoleto è liberata, ma anche la nostra Umbria.

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