politica

Regionali, Zingaretti a Spoleto: 'Non lasciate l'Umbria in mano a chi non sa governare'

 

Il segretario nazionale del Pd, intervenuto alla chiusura della campagna elettorale di Carla Erbaioli, non risparmia attacchi alla Tesei e alla 'destra pericolosa'

 

C'era il segretario nazionale del partito Democratico, nonché presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti a salutare la chiusura della campagna elettorale di Carla Erbaioli, il consigliere comunale spoletino in corsa per palazzo Cesaroni. Piazza della Libertà si è riempita di sostenitori e simpatizzanti della popolarissima ostetrica, attirati


ovviamente dalla sua chiusura ma anche, logicamente, per la presenza della massima espressione del partito che non ha risparmiato fuochi d'artificio.

Preceduto dal saluto della candidata, Zingaretti ha preso il palco e non si è risparmiato in attacchi rivolti alla Tesei e alla sua compagine politica, definita "destra pericolosa". "E' grave che Montefalco rischi di fallire - ha detto il segretario nazionale del Pd - ma voi elettori non fate l'Umbria, mettendola nelle mani di chi non è capace di governare! Il voto serve a scegliere il migliore, al di là dell'appartenenza politica, e non c'è dubbio che il migliore fra i candidati in campo sia Vincenzo Bianconi, che viene dalla professione ed ha una famiglia la cui storia è uguale a quella di tante famiglie umbre, che hanno lavorato giorno e notte per generazioni. Bianconi - ha aggiunto Zingaretti - non ha dietro di sé burattinai, dobbiamo eleggerlo perché rispetto al candidato della destra ha come unico padrone il popolo umbro, e nessun altro che un domani potrebbe ordinare cosa fare per interessi che non sono i vostri! Ecco perché dobbiamo combattere: non per noi, non per un partito, e neanche per un candidato, ma per chi sarà umbro fra vent'anni, per chi nasce oggi, perché il tema è questo. Fra vent'anni potremo dire a chi ora sta nascendo: 'Vedi? Noi vent'anni anni fa abbiamo lottato anche per te, perché rischiavi di crescere in un Paese in cui era in vigore la legge Pillon contro le donne, contro la famiglia, contro un'idea di famiglia fondata sull'amore: abbiamo combattuto e quella legge non c'è più! Abbiamo vinto quella battaglia. E poi, se salviamo l'Umbria togliendola a questa destra pericolosa, potremo raccontare anche questa battaglia a chi oggi nasce".

Interrotto più volte dagli applausi, Zingaretti ha inoltre toccato il tema del governo centrale: "Lo sapete - ha detto -, ero fra i più scettici a dar vita a questo governo ma poi, una volta deciso di farlo, ho detto che dobbiamo scendere tutti in campo per governare bene e al massimo. Su di noi ci sono sospetti e speranze: dobbiamo lavorare per eliminare i sospetti e trasformare in certezze le speranze. Sono contento - ha concluso - della nostra scelta: non avessimo fatto questo nuovo governo, ora il Paese con questa destra sarebbe un Paese peggiore, più brutto".



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