sport
'Giù le mani da Veneroso'
sport
'Giù le mani da Veneroso'
Il corsivo di Renzo Berti
I giocatori veri, "i talenti", quelli che rientrano, più o meno, nella categoria dei fuoriclasse, non hanno capricci, non scelgono consapevolmente di fare tutto da soli e, se ci provano, vanno persino oltre la propria genialità, la sfruttano affinchè esploda nel suo splendido cinismo: ecco, vedete, ci penso io. Ma ne hanno certezza o
altrimenti lasciano che li guidi l'istinto, per non ritrovarsi sommersi dalla rabbia e dalla ingordigia. Quando Mauro Veneroso vede il campo dinnanzi a se, in quello che si definisce contropiede all'italiana o, per indorare la pillola come faceva Sacchi, ripartenza, a volte non si accorge di avere a destra e a sinistra i suoi compagni: gli cala il velo dinnanzi agli occhi, e butta via occasioni d'oro e anche un po' di se stesso. Ma da qui a definirlo "giocatore da venti minuti" ce ne passa. E parecchio. Questo, Gagliarducci dovrebbe saperlo, e non può certo permettersi certe uscite che non rendono onore alle sue capacità di allenatore. La differenza per lo Spoleto, con e senza Veneroso, c'è. E si vede! E questa differenza, attualmente, è sintetizzata in un uomo, nella sua presenza reale o in quella virtuale. Perché avere o non avere il vero Veneroso non è poi la stessa cosa.
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!
Dì la tua! Inserisci un commento.