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Cosa cambia in Italia con le nuove norme per il gioco online?
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Cosa cambia in Italia con le nuove norme per il gioco online?
Di recente sono state approvate con una quasi totalità di voti favorevoli due disposizioni molto importanti per la normazione delle attività di gioco. Queste sono state rese necessarie sia per proteggere i cittadini e gli utenti dalle truffe sempre dietro l'angolo, ma anche per favorire i siti legali
che offrono ottime esperienze di gioco legalmente autorizzate e trasparenti come NetBet Italia. I provvedimenti, alcuni ancora in corso di discussione e prossimi all'esecuzione, sono concentrati sulla prevenzione e sull'individuazione dei pericoli derivanti dalle attività illecite che arrecano danni ingenti ad uno dei settori più floridi e proficui dell'economia del nostro Paese e non solo.
La Convenzione di Magglingen del Consiglio d'Europa. La Convenzione, ratificata a pieni voti della Camera, prevede ingenti sanzioni pecuniarie verso le attività illecite inerenti il settore delle scommesse sportive. Questo mercato ha visto una crescita esponenziale dovuta all'avanzata tecnologica, al cresciuto interesse per gli eventi sportivi e all'introduzione della possibilità di scommettere ad evento in corso, ovvero la scommessa Live. I dati del primo trimestre del 2019, infatti, vedono nell'area del gaming online ottimi incassi e fatturati per un valore che si aggira già intorno ai dieci miliardi di euro. Con la convenzione si vuole dunque dare respiro ai mercati bianchi che operano con trasparenza e che sono sottoposti a regolari controlli e a puntuale tassazione fiscale.
I timori degli esperti. Il Governo è in riflessione da mesi, sin da ottobre 2018, circa il Decreto Dignità che tramite alcuni punti del testo di legge interviene sulla regolamentazione della pubblicità del gioco che lo stesso vorrebbe ridurre sia sulle piattaforme digitali che in quelle tradizionali. Il Decreto vorrebbe introdurre anche altri due grandi cambiamenti: il RUA ed il riconoscimento tramite tessera sanitaria. Il RUA è un registro unico ufficiale in cui chi, si ritiene soggetto a rischi di dipendenza, può essere inserito per vedersi negato l'accesso alle piattaforme di gioco. Il secondo cambiamento riguarderebbe i dispositivi di gioco a vincita delle sale slot e che dovrebbero essere sostituiti con altri più avanzati in grado di attivarsi solo dietro presentazione di tessera sanitaria magnetica. Ad oggi tutto è fermo e rimandato a data da destinarsi ma le decisioni di questo Decreto spiazzano il mercato per alcune criticità che potrebbe comportare.
Rischi per gli utenti e per il mercato. A farne le spese, in questo caso, non sarebbero solo le più fidate aziende operanti in quello che si ritiene sia uno dei settori più promettenti del Paese, ma anche gli utenti. Ridurre e limitare le pubblicità di piattaforme serie e certificate esporrebbe i cittadini alla truffa, perché verrebbe meno la possibilità di discernimento tra ciò che è affidabile e ciò che non lo è. Vi è di più. L'oscuramento del Poker dalle televisioni ha portato ad un calo rilevante dell'interesse degli utenti verso questo popolarissimo gioco. Se non è possibile ricondurre tutte le cause di crisi di questo gioco all'oscuramento mediatico, è vero anche che una minor pubblicità costituisca minori possibilità di crescita. Perché arrecare danno ad uno dei cavalli di battaglia dell'economia del nostro Paese quando la lotta all'illegalità e alla dipendenza potrebbe essere incentrata su altri campi di battaglia?
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